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NWO, Occultismo, Rivelazioni, Società Segrete, Spiritualità

Intervista a Mark Passio: Le Forze Occulte Oscure e la Legge Naturale

ESTRATTI TRADOTTI DELL’INTERVISTA DI RED ICE RADIO A MARK PASSIO:
LE FORZE OCCULTE OSCURE E LA LEGGE NATURALE.

“Essi in realtà capiscono anche gli aspetti positivi del mondo dell’occulto, di questa conoscenza. Hanno volontariamente scelto di utilizzarli come arma contro altre persone, continuando ad occultarli e ad usarli come un differenziale di potere su coloro che non ne vengono a messi a conoscenza, su coloro per cui sopprimono e da cui sequestrano la conoscenza. Fino a quando non si de-occulterà questa conoscenza, in altre parole fino a quando la conoscenza dell’occulto non sarà più occulta, fino a quando non verrà portata fuori alla luce del sole, e queste tecniche di manipolazione rese note, e questa informazione trasformata in conoscenza di senso comune, l’umanità non sarà mai libera. Non possiamo ignorare le informazioni dell’occulto perché pensiamo “Oh, l’occulto è negativo”. Non è negativo, sono informazioni su come funziona l’universo, su come funziona la legge naturale, su come in realtà funziona la psiche umana, e in ultimo è ciò che facciamo con questa conoscenza che la rende “buona” o “cattiva”. Quindi è l’uso che determina il fatto che venga utilizzata per l’ordine e la bontà e la diffusione della libertà in tutta la società, o che venga utilizzata come arma per ottenere un vantaggio differenziale di potere e quindi la creazione di tutti i tipi di caos, il disordine e da esso, in definitiva, il male”.

“Anche le persone all’interno del freedom-movement affermano “Oh, io non voglio fare ricerche sul satanismo”, o “non voglio prendere in considerazione il lato oscuro dell’occulto”. Io rispondo “Beh, allora vi state procurando un pessimo servizio perché non state comprendendo gli aspetti psicologici del vostro “nemico” con cui in realtà siete in guerra, sia che vogliate considerarlo in quel modo, ovvero che questa sia una guerra, sia che vogliate considerarlo solo come un progresso evolutivo umano; a prescindere, non state considerando i fattori psicologici che albergano nella mente delle persone che stanno cercando di trattenere il progresso evolutivo umano. Senza capire questo è come cercare di giocare una partita a scacchi contro un avversario di cui non si sa nulla, non si sa nulla sulle sue strategie, e quindi ci si troverà nettamente in svantaggio. E’ quindi necessario considerare sia gli aspetti positivi della coscienza umana sia gli aspetti negativi, abbiamo bisogno di capire le modalità di controllo, i metodi di controllo mentale, e anche le ideologie in cui credono queste persone, anche se in un modo difettoso e in un modo che contempla una terribile visione del mondo, ma è comunque importante capire queste cose. Questo è come loro visualizzano il mondo, dobbiamo capire che è la prospettiva da cui giungono, che vedono il mondo in questo modo e che stanno agendo in virtù di quella visione del mondo. Non è “negativo” considerare tutto ciò nel tentativo di capirlo, perché una volta compreso saremo in grado di fare qualcosa al riguardo”.

“Vorrei poter dire che la via d’uscita è facile, direi che ci sono tecniche che tutti noi possiamo impiegare che sono in genere semplici, ma implicano tutti un cambiamento fondamentale della nostra visione del mondo. E’ da lì che bisogna veramente iniziare, da una trasformazione della nostra visione del mondo. Se credete che la natura umana sia fondamentalmente corrotta, se credete che il sistema di valori su cui abbiamo la necessità di basare tutto quello che ci sta a cuore sia fondata su un numero, o su una somma di denaro, e che “essere” o motivarsi per fare qualsiasi cosa, che agire nel mondo, dipenda da quanto veniamo pagati per farlo, se credete che questo sia semplicemente come stanno le cose, che qualche forza invisibile stia mantenendo il tutto in questo modo, che ci stia semplicemente castigando perché siamo intrinsecamente “cattivi”, allora questa è una visione del mondo estremamente velenosa che non porterà ad alcun tipo di cambiamento positivo. Sono così tante le persone che vedono il mondo in questo modo, vedono il mondo in una prospettiva di “mancanza”, da una prospettiva di “scarsità” e, infine, da una prospettiva di paura. E se manteniamo la nostra mente nella paura, rimaniamo sempre nella parte inferiore del cervello, nel complesso rettiliano del cervello (r-complex), non accediamo mai davvero alle parti superiori del cervello che si occupano delle emozioni più elevate, del pensiero razionale e del comportamento, della vera logica, della ragione vera e della vera compassione. Non saremo mai davvero in grado di vedere i modelli che si dispiegano davanti a noi in quel tipo di visione del mondo. Così fino a quando non cambieremo radicalmente la nostra visione del mondo, tutto ciò che ci proponiamo come possibile soluzione non sarà molto efficace. Abbiamo bisogno di cambiare la nostra visione del mondo da una di egoismo, di sola preoccupazione per sé stessi e forse per la propria famiglia allargata, ad una in cui rendersi conto che siamo su questa terra tutti insieme, che siamo tutti sostanzialmente nella stessa posizione, con gli stessi bisogni fondamentali e le stesse necessità nella vita. Abbiamo bisogno di capire che, quando un individuo soffre o vive una situazione di ingiustizia, soffrono tutti. Questo è il profondo livello di connessione che tutti noi condividiamo. Dobbiamo renderci conto che da questo punto di vista siamo tutti Uno. Sì, dobbiamo rispettare i singoli aspetti di ogni essere umano sul pianeta, non adagiarci nello stato mentale della “colllettività”. Ma dobbiamo capire che le nostre azioni influiscono su tutti quelli che ci circondano. Dobbiamo soffermarci ad osservare quella prospettiva globale, una visione globale del mondo, non una visione del mondo “globalista”, ma una visione del mondo olistica, realizzando che l’umanità, di nuovo, condivide le esigenze di base, gli stessi desideri fondamentali di pace, prosperità e progresso evolutivo, e che quei diritti possono essere estesi a tutti gli altri individui e lasciare che si esprimano individualmente, senza cercare di soffocarli, senza cercare di controllarli, perché non abbiamo il diritto di controllare nulla, tranne i nostri propri pensieri, le nostre proprie emozioni e le nostre proprie azioni, i 3 aspetti della nostra coscienza, abbiamo bisogno di unificarli, in modo tale da divenire un essere che pensa, sente e agisce senza alcuna contraddizione tra questi 3 effetti della coscienza. Se spostiamo la nostra visione del mondo verso quel modo positivo di pensare, allora qualunque soluzione proporremo da quel punto potrà essere molto efficace e sarà possibile testimoniare un cambiamento ad un ritmo davvero molto rapido”.

“Ci viene venduta la falsa nozione che: 1) il mondo, attraverso le leggi, la legislazione e i controlli, possa essere “sanato”, possa essere reso perfettamente sicuro e che non dovremmo mai avere a che fare con qualsiasi tipo di ripercussione dannosa in questo mondo fisico, ma il mondo non esiste per essere sanato o reso perfettamente al sicuro. Viviamo nella realtà fisica per imparare cosa fare e cosa non fare, per imparare “come” navigare con questi corpi, questi veicoli, per esprimere la nostra coscienza nel dominio fisico. E’ parte del processo di conoscenza. Quindi è impossibile “sanare” il mondo e renderlo perfettamente sicuro. 2) Ci viene anche venduta questa idea che possiamo cedere la nostra personale responsabilità in questo senso, non prendere responsabilità per le nostre azioni e pertanto non affrontare le conseguenze dei risultati di quelle azioni, che possiamo consegnare la nostra responsabilità nelle mani di questa mitica entità sovrumana conosciuta come il “Governo” che si preoccuperà sempre per il nostro interesse e che ci proteggerà dall’uomo nero che è in agguato in ogni angolo. Entrambe queste idee sono completamente e assolutamente delle pure invenzioni, sono degli errori ed è nocivo seguire questo percorso, perché se continuiamo su questa via, le ripercussioni del rifiuto di voler imparare attivamente a livello cosciente la legge naturale ed i suoi principi, saranno molto peggiori di qualunque cosa potremmo attualmente mai vivere se pensassimo semplicemente con le nostre teste e sbagliassimo da soli. Penso che sia ora che l’umanità si liberi da queste visioni errate e cominci ad affondare o a nuotare per conto proprio e ciò che accadrà accadrà, non dobbiamo avere paura di questo. La maggior parte delle persone ha paura della libertà, è per questo che non vuole responsabilità personali, ha paura di ciò che potrebbe accadere se le persone facessero effettivamente ciò che viene loro naturale fare. Io dico che dobbiamo scoprire chi siamo veramente, tagliar fuori questi metodi di controllo artficale e lasciare che si esprima ciò che è destinato ad esprimersi, invece di trattenerlo in modo innaturale. E penso che ci sorprenderemmo se ciò dovesse accadere, scopriremmo che siamo una specie che è in grado di un potenziale molto maggiore di quanto abbiamo mai potuto immaginare rimanendo in questo stato di controllo e di paura artificialmente indotta”.

“Il mio punto di vista personale è che questo sia un programma deliberato che è attivamente e consapevolmente conosciuto da una percentuale molto piccola della popolazione, in qualsiasi determinata area del mondo. E’ diretto da occultisti oscuri e ho avuto effettivamente l’opportunità di lavorare con alcuni di questi individui, anche se ad un livello molto inferiore di quella agenda, e la loro mentalità è questa: “Noi controlleremo deliberatamente le persone, imposteremo deliberatamente le loro percezioni attraverso tecniche di controllo mentale, e gestiremo quel livello di controllo su di loro come gli agricoltori gestiscono gli animali”, letteralmente, è questo che pensano degli altri esseri umani. E’ molto palese e molto onesto, quando si è in alcuni di questi gruppi, il modo in cui parlano delle altre persone…”

“… ho tenuto un discorso a quella conferenza sul modo in cui gli occultisti oscuri considerano la persona media ma più specificamente il modo in cui considerano i militari e la polizia. Chiamano le persone medie “i morti”, ma chiamano le persone che sono disposte a svolgere il loro programma sull’individuo medio i loro “cani”, i loro “animali domestici”. Così, letteralmente, li considerano in realtà come se fossero dei cani da combattimento o animali domestici che possono controllare al guinzaglio, guidandoli in qualsiasi direzione per il semplice motivo che hanno dato loro le loro menti e credono in loro in quanto figure autorevoli, credono siano persone che hanno effettivamente il diritto di dettare questi comandi e che altre persone hanno il diritto di obbedire moralmente a quei comandi. Quindi considerano le persone che obbediscono ai loro comandi, per controllare altre persone, ancora più riprovevoli rispetto alle persone su cui questi esercitano tale controllo. Chiamano le persone “i morti” perché non si prendono la responsabilità dei loro pensieri, delle loro emozioni e delle loro azioni. E in questo senso, dato che sanno che questi sono i 3 aspetti della coscienza umana, le considerano permanentemente inconsapevoli, se non hanno attivato i loro pensieri tramite l’acquisizione della conoscenza, se non hanno attivato le loro emozioni divenendo persone che hanno cura di ciò sta accadendo sia a loro stessi sia alla situazione che li riguarda nell’mmediato, ma ancor di più su scala globale e universale, quando non hanno attivato un sentimento di “cura” con la C maiuscola, il fatto che gli stiano a cuore tutti, e se non sono giunti ad una posizione di attività, di attivismo, in cui tentare effettivamente di fare qualcosa per creare un cambiamento nel mondo della manifestazione, se non hanno quei 3 aspetti della coscienza attivati, allora li considerano dei “morti”. Ecco perché usano il termine “morti”, lo usano per riferirsi alle persone che non hanno iniziato a sviluppare quegli aspetti di sé, che non hanno iniziato a interessarsi minimamente di questa conoscenza. E di nuovo, quello è un programma deliberato, stanno deliberatamente cercando di trattenere quelle cose perché vogliono rimanere in potere, il potere è tutto ciò di cui si preoccupa uno psicopatico, perché la sua visione del mondo è una visione di paura e di totale mancanza, di scarsità, “non c’è abbastanza, ho sempre bisogno di più”. Perché infine l’unica parte del cervello che è realmente in controllo è il complesso rettiliano del cervello, ed è esattamente così che pensa un rettile. E’ una metodologia di pensiero molto animalesca e di semplice stimolo-risposta e questa si basa esclusivamente sull’identificazione con il mondo fisico e l’ego, e con una visione del mondo di scarsità e di paura”.

“Questo è qualcosa con cui lotto tutto il tempo, Henrik. Lasciate che vi spieghi una delle cosa più difficile per me, da quando sono uscito da quella visuale del mondo, cambiando il mio modo di vedere di 180° e cercando la vera realtà di ciò che sta succedendo nel nostro mondo e nei singoli individui in questo mondo. Una delle cose più difficili per me è quella battaglia, il non tornare a quel loro modo di pensare, perché ho sempre pensato tra me e me: “E se questi individui avessero ragione? Avevano ragione dicendomi quelle cose?”. Mi avevano detto, quando me ne sono andato… e non avevano affatto timore che potessi effettivamente esporre il loro piano o le metodologie della loro visione del mondo, mi avevano detto “Ci sono persone proprio lì dove vogliamo che siano, fa pure ciò che vuoi”. Ma soprattutto ricordo che un individuo mi disse “Tu pensi, tu credi davvero nel tuo ego e nella tua arroganza, pensi che siamo noi gli egoisti e gli arroganti, ma tu pensi di essere in grado di risvegliare i morti”. E poi disse: “Scoprirai che questo non è possibile farlo”, ed era come se stesse cercando di avvelenare ulteriormente la mia visione del mondo. So che non ha ragione. Il nucelo nel profondo del mio essere sa che non ha ragione. Ma la mia battaglia, ogni giorno, è contro questi pensieri  che sorgono in me: “Avevano ragione nel dirmi questo?”. Questa è la lotta interna che intraprendo con me stesso ogni giorno. Le persone pensano “Oh, sai, una volta che sai tutto ciò, finisce lì”, o “Sei giunto al punto in cui dovevi arrivare”. No, non è il caso. L’idea che che abbiamo ancora bisogno di renderci conto che c’è un ruolo per noi da giocare nel risveglio di altri individui che si oppongono, e stanno resistendo perché sono quelli più profondamente radicati in uno stato di coscienza basato sulla paura… E la loro capacità immaginativa è stata oscurata, intenzionalmente, da effettive metodologie di controllo, è stata oscurata fino al punto in cui non riescono nemmeno a vedere una via d’uscita da tutto questo. Non possono credere che ci sia una via d’uscita. Hanno praticamente rinunciato anche a voler provare a pensarla in modo diverso, o provare a fare qualcosa di diverso perché pensano che sia tutto inutile e che questa sia il modo “eterno” in cui vanno le cose. Ad un certo livello subconscio credono che, poiché non hanno uno sviluppato senso del vero rispetto e di amore di sé… perché è questa la sovranità, è il vero amore di sé, e poiché si è sviluppato un tale livello del sé si è disposti ad estendere tale rispetto a tutti gli altri, e a rispettare i loro diritti secondo la legge naturale, è di questo che si tratta lo stato di sovranità. Riguarda il rispetto non solo per gli altri ma soprattutto per se stessi, perché se non si ha rispetto per il sé non si può dare rispetto agli altri. Quindi questo è la loro visione del mondo, la paura e la scarsità, è questa l’idea, è che questi individui occultista oscuri, questi predatori della società, hanno effettivamente propagato la loro mentalità e la propria visione del mondo alla maggior parte degli altri, che non sono in realtà psicopatici dal punto di vista genetico, sono semplicemente delle persone che sono state colpite da questa malattia della mente, si tratta di una malattia, quella di questa visione del mondo, è questo ciò che è in realtà, è questo il concetto che vorrei che le persone afferrassero e capissero davvero. Il modo in cui si percepisce la realtà in noi stessi e nelle nostre relazioni con le altre persone. Questa è la nostra visione del mondo, questo è ciò che deve essere radicalmente sanato. Questa rappresenta la soluzione principale di cui parlo costantemente, nelle mie metodologie pratiche per adottare soluzioni nella coscienza, la prima cosa da fare è guarire la nostra visione del mondo. Se non facciamo questo, tutto ciò che avverrà in seguito sarà inutile. Quando si tratta di tecnologia, se questa visione del mondo non verrà sostanzialmente cambiata e sanata, la tecnologia potrebbe ancora essere utilizzata come un meccanismo di controllo, così come viene utilizzata adesso. Io personalmente non ho alcun problema con la tecnologia in sé, credo che disponendo di una visione sanata del mondo e di un livello superiore di coscienza, probabilmente potremmo creare tecnologie incredibili che davvero potranno servire al meglio gli interessi dell’umanità e aiutarci nel nostro progresso evolutivo, invece di ostacolarci e di essere usati come metodi di controllo. Ma in definitiva, Henrik, questa è una delle battaglie, una delle delle lotte più importanti che devo affrontare ogni giorno, il non tornare a quella mentalità di disprezzo per le persone che non hanno avuto la forza mentale, emotiva e spirituale per aiutarsi a tirarsi fuori da tutto ciò. E credo siano necessarie più voci in questo senso, più persone che sanno. Credetemi, ci sono così tante persone che sanno e che non parlano, si trovano nella situazione peggiore, penso che siano nella situazione peggiore rispetto alle persone che non sanno, perché hanno la responsabilità, una volta compreso questo discorso, di parlare e di tentare di agire come una cellula guaritrice del sistema immunitario dell’umanità, per così dire. E se non tentano di far questo allora evitano quella responsabilità personale che hanno in quanto individui che sono venuti a conoscenza e che hanno intravisto la luce. Quindi, è necessario che un numero maggiore di persone si faccia sentire, che smettano di preoccuparsi di ciò che gli altri pensano di loro e che diventino un veicolo per aiutare queste persone a venire fuori dal loro stato di trance indotto dal controllo mentale, che sta in definitiva facendo del male a loro e a tutti quelli che li circondano. Se un maggior numero di persone si facesse avanti per parlare, persone che attualmente sanno e che sono troppo timidi per farsi avanti e parlare, perchè sono intrappolati in quella prigione della percezione di ciò che gli altri pensano di loro, quegli individui che si trovano in quegli aspetti inferiori del campo spirituale, diciamo così, e che non hanno la forza di tirarsi fuori da quella forma di trance che si propaga attraverso la società, il processo di risveglio avverrebbe a un ritmo molto più sostenuto e non in questa lenta e graduale progressione, come sta accadendo ora, vedremmo quello che si potrebbe chiamare un’elevazione esponenziale della natura della coscienza umana, se più persone sviluppassero il coraggio di venire avanti e di esporre quello che sanno”.

– Mark Passio

Traduzione moksha75ar

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