Capitolo 8 – La Tomba Perduta di Gesù

LA TOMBA PERDUTA DI GESU’

1. La questione singolare a proposito dei defunti e dell’Universo è che spesso non operano in base ai piani dei personaggi corrotti e menzogneri che sono al potere.

2. La verità tende a rivelare sé stessa solo al momento opportuno.

3. E’ appunto questo che si è verificato a Talpiot est, nei pressi di Gerusalemme, il 30 marzo 1980. Un ingegnere ebreo alle prese con la costruzione di appartamenti portò accidentalmente alla luce una tomba assolutamente unica e straordinaria, con elementi simbolici di cui mai si era stati testimoni in qualsiasi altra tomba antica dello stesso genere nella storia dell’umanità.

4. Effettuata la scoperta, il primo elemento che notarono gli archeologi Josef Gat, Amos Kloner e Shimon Gibson fu lo strano simbolo riportato in corrispondenza dell’ingresso alla tomba di Gesù, sulla parete sud dell’anticamera. Una decorazione a forma di V – o anche un elemento simile a un timpano, a una chevron a forma di Y – al di sopra di un cerchio posto in primo piano. Misurava più di un metro di larghezza, si trattava una scultura in rilievo in pietra splendidamente realizzata.

5. Numerose ossa erano state appositamente collocate nell’anticamera immediatamente al di sotto del simbolo rappresentato dallo chevron. Nell’antica Gerusalemme, i defunti venivano solitamente collocati all’interno delle tombe; una volta trascorso un certo periodo nelle tombe, le ossa dei defunti venivano sistemate all’interno degli ossari.

6. Gli ossari, noti come “scatole di ossa”, costituivano una tradizione ebraica che perdurò per circa 100 anni fino alla distruzione del Tempio avvenuta nel 70 d.C.

7. Fondamentalmente, i morti venivano disposti su delle panche di pietra ricavate all’interno della tomba stessa per un tempo sufficientemente lungo da consentire a tutta la carne di decomporsi e di abbandonare quindi le ossa. Successivamente, trascorsa quella specifica fase, la tomba veniva riaperta e le ossa raccolte e collocate in un ossario.

8. Eppure, tale collocazione delle ossa immediatamente al di sotto del simbolo dello chevron era assolutamente contraria alle tradizioni ebraiche del tempo, ed assai più simile alla tradizione egizia relativa alla sepoltura dei faraoni e alla sepoltura di grandi re in generale.

9. L’esistenza stessa di una tomba indicava una famiglia di una certa rilevanza. Le tombe, soprattutto quelle intagliate nella roccia, erano riservate solo ai benestanti e ai personaggi di primissimo rilievo. Nel caso della tomba di Talpiot est, quest’ultima era da attribuire a una famiglia di grandissima rilevanza, così come evidenziato da quel simbolo tanto particolare.

10. Tale simbolo, riconosciuto in generale come il più antico dei simboli della Massoneria, uno stilizzato “occhio di Ra”, è stato riconosciuto soltanto in un sito come uno dei primi simboli dei Nazareni. Lo stesso simbolo è stato trovato su decine e decine di ossari dei primi Nazareni, in numerosi casi erroneamente considerati come i primi Cristiani.

11. Quando gli archeologi aprirono la tomba, scoprirono una tomba perfettamente concepita ed intagliata nella roccia, un elemento di grandissima rilevanza, dato che gli ebrei, nella costruzione delle proprie tombe, non erano in generale tanto ossessionati dalla precisione, così come lo erano invece gli antichi Egizi.

12. Considerando la precisione del suo design, la tomba di Talpiot pare somigliare assai più a una tomba egizia che alle tradizionali tombe ebraiche.

13. All’interno della tomba, gli archeologi ritrovarono dieci (10) ossari dalla struttura più semplice.

14. Alcuni ossari, tra quelli scoperti, furono ritrovati accompagnati da sculture meravigliosamente realizzate, tipiche in particolare delle famiglie sadducee, che anche nella morte ambivano a distinguersi. La tomba di famiglia del Sommo (Alto) Sacerdote Caifa, un membro del Casato di Hanan (Ananus), ovvero lo stesso Sommo Sacerdote che, sostiene la Bibbia, aveva inviato Gesù presso Ponzio Pilato, conteneva numerosi ossari splendidamente realizzati.

15. Nonostante l’evidente rilevanza di questa famiglia, l’assenza di ossari ornati indicava una scelta deliberata, piuttosto che una questione riconducibile a ridotte disponibilità economiche. Questo elemento farebbe pensare quindi a una tomba non sadducea e, più nello specifico, a una tomba essena o nazarena.

16. Dei dieci ossari, sei su dieci ossari furono ritrovati con iscrizioni, una percentuale elevata se si considera che solo il 20% degli ossari ritrovati riportino in generale iscrizioni.

17. Nell’ambito della stessa tradizione legata al seppellire nuovamente le ossa dei morti in ossari di calcare, era pratica tradizionale iscrivere con uno stile simile ai graffiti il nome, a volte il soprannome (nomignolo), della persona di primissima importanza sistemata all’interno di una importante tomba di famiglia.

18. Tenendo conto dell’odierna ossessione per le lapidi scolpite con precisione e per gli epitaffi utilizzati nel caso dei defunti, in relazione a tale approccio stile “graffiti” – che in media caratterizzava solo un ossario su cinque – bisogna riconoscere che tale tradizione abbia avuto un notevole seguito nella storia. Persino le famiglie sadducee adottarono la medesima tradizione fino all’epoca della distruzione del Tempio.

19. Le iscrizioni non erano destinate alla visione del pubblico, dato che, una volta sepolti, i morti erano destinati a restare nella loro ultima dimora.

20. Un’altra tradizione era rappresentata dall’incisione di una X, che implicava il “Tau” o il concetto di “fine”, ben rifinita e riportata su alcuni degli ossari. Tale elemento viene interpretato in maniera errata dai biblisti e dagli archeologi come un simbolo che tipicamente indicava un muratore/costruttore, una interpretazione chiaramente sbagliata. Anche perché tale X non è mai nella stessa posizione, non ha neppure lo stesso stile, e non ha neppure uno specifico orientamento geometrico o lo stesso tipo di supporto.

21. Né questa X fu un simbolo dei primi Cristiani, quanto piuttosto l’indicazione, da parte della famiglia, nel momento in cui seppelliva i propri cari, di una vita ben vissuta.

22. C’è ancora un elemento ancora più sorprendente in riferimento a questa tomba, ovvero il fatto che essa fu aperta da archeologi, non da tombaroli. Quindi non ci può essere alcun dubbio né sull’autenticità dei suoi contenuti né sulla sua storia.

23. Tutte le iscrizioni sono autentiche. Tutto ciò che riguarda tale tomba di 2000 anni fa è scientificamente verificabile.

24. In termini di nomi stile graffiti incisi ai lati di quei sei ossari risultano particolarmente suggestivi:

25. Ossario 80/500: “Mariamne e Mara”-“Mariamne, chiamata anche Maestro/a”

26. Ossario 80/501: “Yehuda Bar Yeshua”- “Giuda, figlio di Gesù”

27. Ossario 80/502: “Matia” – “Martha/Matteo”

28. Ossario 80/503 “Yeshua Bar Yosef” – “Gesù, figlio di Giuseppe”

29. Ossario 80/504: “Yose” o “Yosa” – un soprannome di “Giuseppe”

30. Ossario 80/505: “Maria” – una versione latinizzata dell’ebraico “Miriam”

31. Ossari 80/506-508 erano semplici, senza iscrizioni.

32. Ossario 80/509 “James (Giacomo) bar Yosef” – Giacomo, figlio di Giuseppe – tale ossario fu in seguito rubato e modificato con la falsa dicitura “fratello di Gesù”, per cui l’iscrizione è stata modificata affinché si leggesse “Giacomo, figlio di Giuseppe, fratello di Gesù”. Tuttavia, successivamente ad alcuni test scientifici sul calcare ed un’analisi della spettroscopia di assorbimento atomico del materiale, nel caso dell’”ossario di Giacomo”, è risultata una corrispondenza al 100%, scientificamente verificata, con l’ossario rubato 80/509.

33. Quando la tomba fu aperta, le ossa di Gesù e dei suoi fratelli e sorelle, tra cui suo figlio, furono ritrovate. La scienza è anche riuscita a recuperare parte del DNA di Gesù e Maria Maddalena (Mariamne). Tuttavia, le ossa di Gesù e della sua famiglia furono sepolte nuovamente dagli ebrei ultra-ortodossi che seguono la propria interpretazione del credo farisaico. L’ubicazione precisa delle ossa di Gesù e della sua famiglia è andata perduta.

34. Non ci può essere alcun dubbio, la tomba di Talpiot est rappresenta l’ultima dimora del corpo di Gesù e dei suoi fratelli e sorelle. Né ci può essere alcun dubbio sul fatto che Gesù sia effettivamente esistito. Né ci può essere alcun dubbio sul fatto che il Cristianesimo creato dalle famiglie sadducee, e più recentemente il Cattolicesimo Romano, siano basati su una serie infinita di elementi assolutamente fasulli e mendaci.

35. Eppure, il riscontro che è stato registrato con riferimento alla scoperta dell’effettiva tomba di Gesù risulta assai singolare. Gli studiosi cristiani sottolineano il fatto ovvio che i nomi Gesù e Maria fossero nomi comuni all’epoca, e che quindi non ci sarebbe alcun elemento degno di nota nei nomi iscritti sugli ossari di Talpiot est.

36. Tuttavia, discutere semplicemente dei nomi in sé e rifiutare di rendersi conto della possibilità infinitesima che esattamente tutti quegli specifici nomi potessero essere presenti tutti in un’unica e specifica tomba, risulta in ogni caso una condotta deliberatamente tenuta allo scopo di ingannare, ed inoltre l’evidenza di un cattivo lavoro svolto dagli studiosi. Poiché l’elemento effettivamente da sottolineare sarebbe la probabilità che proprio quegli specifici nomi fossero presenti in quella specifica tomba.

37. E una tale probabilità risulta quantomeno inverosimile. Vi è una probabilità compresa tra 1 su 200.0000.0000 e 1 su 3.000.000.000 che sia esistito nella storia umana un altro sepolcro esattamente identico, con i medesimi nomi della famiglia di Gesù, in una stessa tomba.

38. In altre parole, 2.000 anni fa vivevano sul pianeta circa 120 milioni di persone, quindi tale probabilità risulterebbe ancora più infinitesima considerata la popolazione dell’epoca. Pertanto, anche restando nel campo della statistica pura, non vi è alcuna possibilità che la tomba sia di altri se non di Gesù, noto anche come Gesù Cristo.

(fonte: The Desposynoi, Family of Jesus Chapter 8 – The Lost Tomb of Jesus – Traduzione: Heimskringla)

… continua con il Capitolo 9…

Discussione

Un pensiero su “Capitolo 8 – La Tomba Perduta di Gesù

  1. FALSO:
    Nel gennaio del 2008 si è tenuto un convegno internazionale sulla tomba di Talpiot. Al termine, fu emesso un comunicato.

    http://dukereligion.blogspot.it/2008/01/talpiot-tomb-controversy-revisited.html

    Il comunicato dice che:
    “la maggior parte degli studiosi che hanno partecipato ai lavori – inclusi tutti gli archeologi e gli epigrafisti che hanno presentato dei paper sulla tomba di Talpiot – escludono che la tomba appartenesse alla famiglia di Gesù Cristo o ritengono questa conclusione altamente speculativa”

    Pubblicato da Paolo Ortolano | 1 luglio 2016, 11:56

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