Capitolo 2 – La Dea Madre

LA DEA MADRE


1. E’ storicamente ben noto che, nel 722 dopo Cristo, gli Assiri, sotto il regno di Shalmaneser, e successivamente sotto quello di Sargon, conquistarono Israele (il Regno del Nord), e distrussero la loro capitale Samaria, determinando per numerosi Israeliti l’esilio e la cattività.

2. Ciò che è ben noto è che gli Israeliti stessi, essendo i discendenti delle popolazioni di Ugarit e di Ebla, fossero loro stessi strettamente imparentati con le famiglie reali e sacerdotali degli antichi Regni Assiri, e dei più antichi sacerdoti della storia, i Sacerdoti Re, i “feara cuileann” (gli Uomini Sacri) d’Irlanda.

3. Ai tempi dei grandi patriarchi delle prime civiltà occidentali, le grandi città di Ebla e di Mari erano acerrime nemiche. Mari era un’antica città della Siria situata nei pressi dell’odierna località di Tell Hariri, sulla sponda occidentale del fiume Eufrate, a circa 120 chilometri da Dayr az-Zawr, in Siria.

4. Gli Eblaiti erano seguaci di El, ed erano dediti alla conoscenza, a studi cosmologici approfonditissimi ed aborrivano i sacrifici animali ed i sacrifici umani.

5. Al contrario, il popolo di Mari adorava Dagon, il Dio della vita, delle tempeste e della fertilità, e Ishtar, la Regina dei Cieli, e la dea dell’amore e del potere.

6. Quando gli abitanti di Mari conquistarono e colonizzarono culturalmente Ebla, e più tardi Ugarit, fissarono per i posteri il culto di tali divinità che divennero più tardi note come Baal e Ashtar (Bacco e Afrodite per gli antichi Greci e Romani).

7. Tanto nelle escavazioni condotte a Ugarit quanto in quelle condotte a Mari, così come in quelle condotte in riferimento ad altre rovine di templi dedicati ai prototipi di tali divinità, è stata scoperta la prova legata alla pratica di imponenti riti sessuali di massa, e di orge accompagnate da libagioni, e dalla pratica di sacrifici umani.

8. Simili elementi potrebbero richiamare alla mente il disgusto dei re sacerdoti della linea di sangue del Faraone Akhenaton (“Mosè”) nei confronti dell’adorazione di Baal, dato che tale adorazione certamente implicava questi degradanti rituali legati al potere e alla fertilità.

9. Il termine che utilizziamo per indicare il ‘male’ (evil) deriva dalla modificazione del termine “ubil”, che derivava a sua volta dal termine Baal. Alla stessa maniera, il termine Satana, ovvero il termine Ebraico con cui si indica “l’avversario”, deriva del termine con cui si indicava in origine l’antica divinità Dagan/Dagon, ovvero il prototipo della divinità che definiamo Baal.

10. La storia relativa alla connessione con l’Irlanda, Ibbi-Eri, la “Terra di Ibbi”, successivamente nota come Ibiru, Habiru, Ibernia, Hibernia, Eriu, virtualmente non viene affatto considerata. In seguito a ondate successive di distruzioni operate dai Cristiani, assai poco della cultura pre-Cristiana dell’Irlanda è in effetti sopravvissuta.

11. Eppure ci sono prove circostanziate che ancora abbondano a suggerire che fosse l’Irlanda, e non Gerusalemme, la casa spirituale delle più antiche tra le linee di sangue “ebree” Sadducee.

12. Tutto ciò ha senso anche perché esistono prove evidenti a suggerire che i discendenti Sadducei dei re-sacerdoti fossero in guerra all’interno delle loro stesse fila, tra le più antiche linee di sangue, che praticavano una più elevata forma di culto, e i cosiddetti “pretendenti”, provenienti dalla Siria, impegnati nella pratica di segretissimi e abominevoli rituali.

13. “Il Cantico dei Cantici” (Song of Songs) ed altri testi attribuiti a Salomone mostrano evidenti indizi dell’adorazione di Astoreth (Dea dell’Amore, della Guerra e del Potere) inclusi i riferimenti alle fanciulle del tempio. E’ quindi praticamente certo che a tali riferimenti fossero accompagnati gli antichi rituali orgiastici all’interno del tempio, abbinati a libagioni a base di vino e a sacrifici umani.

14. Gli stessi Akkadici adoravano Ishtar e probabilmente sacrificavano bambini, o comunque esseri umani, e conducevano le medesime cerimonie.

15. Considerate tali connessioni, è assai probabile che i leader Israeliti che praticavano i riti segretissimi di Baal e il sacrificio umano, la magia nera, e che ricorrevano alla pratica di orge rituali, restarono in una posizione di autorità, mentre coloro i quali si opponevano a tali pratiche vennero o uccisi, o imprigionati, o esiliati.

16. Ciò che appare chiaro da ambedue le cronologie storiche, dall’interazione culturale e dai riferimenti con cura elaborati all’interno di numerosi testi religiosi, è che un vasto numero dei membri della classe dominante dei Sadducei, addirittura fino ai tempi di Gesù, fosse ancora impegnato nella pratica degli antichi culti della fertilità fondati su orge sessuali, libagioni a base di vino e sacrifici umani, che erano intrinsecamente legati alle loro pratiche religiose.

17. Le fonti bibliche sono state profondamente alterate per cui è virtualmente impossibile determinare con precisione se alcuni di quei passaggi facciano in effetti riferimento a tali pratiche, tuttavia prove circostanziate riguardanti addirittura gli stessi Maccabei paiono indicare che tali rituali possano essere stati reintrodotti non più tardi del 140 avanti Cristo.

18. La maggior parte delle persone, ai nostri giorni, tende ad associare tali pratiche, più che ad altri, ai corrotti Imperatori Romani. In verità, questo è un mito deliberatamente creato dai Cristiani, dato che numerosi leader Romani, prima dell’avvento del Cristianesimo, aderivano rigorosamente a codici di condotta caratterizzati da profondo stoicismo e autocontrollo, rispetto, tolleranza, e amore per la vita.

19. Un eccellente esempio di questo genere di filosofia è rintracciabile negli scritti dell’Imperatore Marco Aurelio, che considerava i Cristiani la manifestazione stessa del male. Fu questa forza interiore e questa stessa auto-disciplina che permise ai Romani di tenere insieme un Impero caratterizzato da componenti tanto numerose e diversificate per 1000 anni.

20. E’ anche da sottolineare, tuttavia, l’esistenza di prove evidenti relative alla pratica dei culti misterici di Bacco (una semplice modificazione della denominazione Baal) assai diffusi nell’ambito delle elite delle città Greche e Romane, ed esistono inoltre numerose fonti storiche che deplorano tali cerimonie, sebbene tali fonti si siano curate di non apparire troppo esplicite in riferimento a quanto terribili quelle pratiche potessero in effetti dimostrarsi.

21. Al contrario, è chiaro che i Farisei, i creatori dell’Antico Testamento per come lo conosciamo oggi, considerassero queste pratiche come la manifestazione tipica del male. In effetti, tali pratiche rappresentano la radice stessa del termine che utilizziamo per indicare ‘male’ (evil/ubill/Baal). Non sorprende quindi che il Giudaismo Rabbinico sia stato metodico nel tentativo di prendere le distanze da tali pratiche.

22. In ogni caso, addirittura sino al Medioevo, tale mito ha perdurato, in riferimento agli “atti malvagi” che gli “Ebrei” erano soliti condurre nei confronti di piccoli bambini nel caso fossero riusciti a impossessarsene, mitologia culminata nelle favole raccontate a proposito di streghe all’interno di foreste incantate.

23. Tali fonti indicano il fatto che l’adorazione segreta di Baal/Satana e della Dea Madre Cibele, che includeva riti orgiastici, consumazione di droghe e sacrificio umano, in qualche misura abbiano perdurato.

… continua con il Capitolo 3…

(fonte: The Mother Goddess – Traduzione: Heimskringla)

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