Capitolo 3 – Sacrificio Umano e Cannibalismo

SACRIFICIO UMANO E CANNIBALISMO


1. Ci viene insegnato che, fino ad almeno 5.000 anni fa, gli esseri umani che vivevano in Europa Occidentale fossero impegnati nel tentativo di perpetuare il loro stile di vita da ‘cacciatori e raccoglitori’ sviluppato nel corso dell’Era Glaciale, mentre il numero dei grandi animali da cacciare si riduceva sempre più. Gli individui vivevano in gruppi ristretti, e, a motivo della stringente necessità, cominciarono ad imparare come coltivare la terra e, nel tempo, ad addomesticare gli animali.

2. Tutto questo pare avere senso, fino a quando ci si imbatte in monumenti risalenti al Neolitico, quali quello di Stonehenge a Salisbury, in Inghilterra, e nel complesso di Templi dei “Brù na Bòinne” nella valle del fiume Boyne a County Meath, in Irlanda.

3. Per quanto riguarda New Grange, si stima che il monte del Tempio sia databile ad almeno il 2900 avanti Cristo, e che quindi risalga ad almeno 5.000 anni fa. Per quanto concerne Stonehenge, il sito originario risale ad almeno 8.000 anni fa, con gli elementi principali del circolo costituito dai grandi pietre databili ad un periodo compreso tra il 2600 avanti Cristo e il 2100 avanti Cristo.

4. Ma ciò che è ancora più sorprendente è il numero di ‘persone impiegate per anno’ che sarebbe stato necessario per realizzarlo, senza parlare della realizzazione degli altri numerosissimi siti sacri risalenti al Neolitico. La stessa New Grange si stima abbia visto impegnate almeno tra le 6.000 e le 10.000 ‘persone per anno’, mentre nel caso di Stonehenge si stima sia stato coinvolto almeno tre volte tanto quell’ammontare di ‘forza lavoro umana’.

5. Ora, in generale, se fossimo impegnati a discutere di civiltà agricole sviluppatesi nell’area del delta di alcuni fiumi in Mesopotamia, Siria settentrionale, o Egitto, in questa fase, sarebbero in quei casi state presenti persone a sufficienza da rendere concepibile una tale potenziale ‘forza lavoro’. Tuttavia, in Irlanda, la popolazione nella sua totalità, 5.000 anni fa, viene stimato fosse non superiore alle 20.000/10.000 persone, ad indicare il fatto che virtualmente ogni persona avrebbe dovuto in teoria lavorare per la maggior parte dell’anno, e  per numerosi anni, su questi antichi monumenti. La ricostruzione non regge.

6. La fine dell’ultima Era Glaciale si è verificata lentamente e su scala differente in tutto il globo. Nella fase tra gli 8.000 e i 6.000 anni fa, l’intero Medio Oriente, il Nord Africa e l’Europa Sudorientale erano caratterizzati da terre fertili, da delta di fiumi ricchi di vegetazione che offrivano abbondanti riserve di acqua e di cibo. Al contrario, il Nord Europa restava ancora ricoperto di neve e di ghiaccio per buona parte dell’anno, mentre i ponti di ghiaccio tra l’Irlanda e la Gran Bretagna, e la Gran Bretagna e la Francia, si dissolsero in quella fase, gradualmente, con relativa crescita del livello dei mari.

7. Quindi, a partire da 6.000 anni fa, il cambiamento climatico cominciò ad accelerare rapidamente per le tribù di cacciatori-raccoglitori del Nord Europa. Le grandi mandrie di animali cominciarono a scomparire. Per le popolazioni umane che risiedevano in Irlanda e in Gran Bretagna il cambiamento fu ancora più repentino.

8. Si trattava di tribù che vivevano in piccoli insediamenti di carattere nomadico, che seguivano le migrazioni degli animali. Non necessitavano, in effetti, di una grande quantità di possedimenti o in generale di proprietà. Vivevano e cacciavano in base ai cicli della Luna. Certamente non si trattava di contadini.

9. In nessuna località del Nord Europa quanto in Irlanda si verificarono quei drammatici cambiamenti nel ciclo della vita e della morte, nelle antiche abitudini, e nella lotta per la sopravvivenza, che giocò un ruolo altrettanto rilevante. L’Irlanda rappresentò un episodio sintomatico di quello che potenzialmente avrebbe potuto essere il destino dell’intera Europa settentrionale.

10. L’Irlanda, una terra un tempo connessa alla Gran Bretagna, che supportava una popolazione nomadica di cacciatori-raccoglitori di circa 30.000 persone, 6.000 anni fa, improvvisamente sperimentò la scarsità di animali, anche quella di animali di piccola taglia.

11. Inevitabilmente, la carestia, la guerra e il cannibalismo si trasformarono in eventi da affrontare quotidianamente. Nel giro di pochi anni, la popolazione precipitò a meno di 10.000 individui, e la vita era divenuta breve, brutale e incerta.

12. Dovendo affrontare la fame, quelle che erano state le antiche tribù di cacciatori e raccoglitori dell’Irlanda cominciarono a consumare tutto ciò che gli fu possibile trovare. Ciò includeva numerose erbe, arbusti, e alberi caratterizzati da proprietà allucinogene “magiche”.

13. L’Albero di Agrifoglio (cuillieann) assume una rilevanza assai particolare. Perché non erano semplicemente le sue bacche e le sue foglie leggermente velenose a trasformarsi in una potente fonte di sogni di carattere magico e di profonde visioni di carattere spirituale, tale pianta fu presto associata a una particolare categoria di personaggi, o uomini ritenuti “sacri”.

14. Questi primi maghi, i primi druidi dell’umanità, i “cuilieann”, furono in grado di sollevarsi dall’inferno e dalla crisi legata alla carestia e alla morte ormai imperante, ed a riunificare il morente popolo d’Irlanda. Si trasformarono nella prima classe di sapienti al mondo.

15. Nel nostro mondo, nel nostro tempo, qualunque elemento in grado di ampliare la nostra coscienza è stato reso fondamentalmente illegale. In parte poiché, quando consumate in maniera inappropriata, tali sostanze possono effettivamente determinare episodi psicotici, tuttavia, nella maggior parte dei casi, queste ultime permettono alle persone di avere la possibilità di guardare al mondo con maggiore chiarezza e obiettività – una condizione che è assai pericoloso raggiungere nella nostra ben organizzata società.

16. Tuttavia, per l’uomo del Neolitico, che ignorava la civiltà, ma con una profonda conoscenza delle stagioni e dei cicli, le incredibili visioni indotte da tali sostanze naturali si dimostrarono una rivelazione di cui vi era, in quella fase, enorme necessità. Favorirono la possibilità di avviare una più approfondita ricerca indirizzata alla comprensione. Diedero vita alla religione.

17. L’Albero di Agrifoglio (Holly Tree/Holly Wood) si trasformò in un simbolo vivente del loro potere e della loro magia. E fu assolutamente proibito a chiunque altro di fare uso di quelle piante magiche, pena la morte. Si trasformarono in “Coloro che sono Sacri e Divini”, negli “Spiriti Divini dell’Agrifoglio”.

18. Al contrario di quei resoconti storici a noi forniti da menti ristrette e orientate alla cattiva ricostruzione storica che oggi ci vengono presentati, allontanarsi dall’Isola (Irlanda) e cercare altre fonti di cibo e di commercio si trasformò in una questione di vita o di morte per l’assai poco numerosa popolazione Irlandese.

19. Posta in un altro modo la questione, se gli Irlandesi fossero stati quei selvaggi barbari che anche i più acclamati libri di Storia dipingono, considerate le circostanze, sarebbero tutti morti di fame in guerra o vittime del cannibalismo, almeno a partire dal 4.000 avanti Cristo, rendendo la costruzione di Newgrange e quella di tutti gli altri monumenti impossibile.

20. Dovrebbe risultare ovvio, dalla storia stessa degli Irlandesi, che essi non siano mai stati i contadini più esperti del mondo, e neppure erano tali 6000 anni fa. Ma la necessità forzò questa poco numerosa popolazione ad unirsi e ad assumersi dei rischi, e i Sacerdoti Re, i “Feara Cuillaen”, gli Uomini Sacri gli garantirono la necessaria forza coesiva per creare un nuovo modello sociale e una nuova cosmologia religiosa.

21. A due passi di distanza, in Britannia, le condizioni cominciavano a divenire tanto gravi quanto quelle dell’Irlanda, tuttavia ciò avveniva in assenza di una chiara e definita leadership. Le tribù Britanniche, nel disperato tentativo di accattivarsi il favore delle antiche divinità della natura, diedero il via a regolari sacrifici umani così come a pratiche estese di cannibalismo.

22. Gli esploratori irlandesi, utilizzando navigazioni relativamente primitive si spinsero a Est fino a raggiungere la Spagna. Ed è in Spagna che gli Irlandesi scoprirono altre tribù, animali e futuri partner commerciali.

23. Ma cosa potevano offrire gli Irlandesi in cambio del cibo?

24. Al contrario di quanto avviene nel nostro mondo materialistico, l’uomo del Neolitico non aveva necessità di grandi possedimenti. La vita consisteva nell’alternarsi delle stagioni, nella cura delle greggi, e della tribù, e nel trasferimento da località in località.

25. Quindi, i primi Sacerdoti-Re e gli Irlandesi, unificati nella fase del Neolitico grazie al primo credo religioso del mondo, non erano effettivamente in grado di scambiare pentole e padelle di terracotta in cambio di alimenti. Tuttavia, possedevano qualcosa di infinitamente più importante rispetto a tutto l’oro del mondo – la saggezza spirituale.

26. Anche oggi, quando si leggono gli antichi testi religiosi tradotti che parlano di tesori, le nostre menti automaticamente associano questi ultimi a ricchezze materiali, perché a quanto pare si tratta di ciò che ricerchiamo e desideriamo più di ogni altra cosa. Tuttavia, per le tribù del Neolitico, che gli Irlandesi incontrarono per prime, la conoscenza spirituale, e l’associato concetto di società organizzata, rappresentava letteralmente un dono degli dei – un’ancora di salvezza rispetto alle condizioni di un mondo progressivamente in via di degradazione quale quello che esisteva alla fine di quella che era stata l’era dei cacciatori-raccoglitori.

27. La religione e la sapienza spirituale rappresentarono il primo prodotto esportato dall’Irlanda, e non salvò semplicemente gli Irlandesi, salvò l’intero universo umano del Neolitico. Piuttosto che essere la conoscenza a giungere in Irlanda, furono gli Irlandesi ad esportare conoscenza verso il resto del mondo, oltre 6000 anni fa.

28. Gli storici, nella loro infinita saggezza, collocano la corsa all’oro in Irlanda (naturalmente nel caso la menzionino) intorno al 2000 avanti Cristo o addirittura più tardi. Le basi per sostenere simili affermazioni sono quantomeno tenui e solitamente condizionate da pregiudizi di fondo e da scarse abilità forensi.

29. Mentre l’ormai unificata colonia Irlandese aveva dato il via alla civiltà sulle coste di numerose terre straniere, all’interno dell’Irlanda stessa vi era ancora la necessità di sopravvivere. Avevano bisogno di commerciare in merci che avessero un valore concretamente quantificabile al fine di ottenere beni alimentari. Ciò di cui si resero conto fu la fascinazione, da parte delle altre tribù, per il potere dell’oro quale simbolo per eccellenza del culto religioso, e per la sua associazione con i primi sacerdoti, con la linea di sangue dei druidi.

30. Numerose persone potrebbero non sapere nulla di questo, tuttavia i primissimi artefatti in oro Europei sono di origine Irlandese. Sono stati gli artigiani Irlandesi che per primi hanno lavorato oggetti in oro e tali oggetti specifici sono stati ritrovati praticamente ovunque in Europa.

31. Per le antiche civiltà dell’Europa Meridionale, la lotta per la vita e la morte, la ricerca di cibo commestibile rappresentava un problema di rilevanza minore. In quei giorni, la Spagna era una terra fertile e ricca di frutta, piante ed animali.

32. Una volta che tali elementi furono noti ai Sacerdoti Re Druidici, i Feara Cualaan (gli antenati dei Cuilliaen) ordinarono che la popolazione sviluppasse tecniche e capacità orientate all’estrazione dell’oro ed alla creazione di manufatti utilizzando quel materiale e scambiandolo con beni alimentari.

33. La decisione fu di non ricorrere ad uno sviluppo su ampia scala dell’agricoltura, ma di puntare sullo scambio commerciale. Gli Irlandesi sopravvissero grazie al commercio e non soltanto ne trassero enormi vantaggi e benefici, ma in tempi relativamente rapidi cominciarono a sviluppare una società, una lingua e una cosmologia ancora più complessa. A partire dal 3300 avanti Cristo, la popolazione nel suo complesso era nuovamente cresciuta fino alle 15.000 unità, a cui si erano aggiunti gli schiavi catturati in Britannia, utilizzati per lavorare all’interno delle miniere.

34. Tutto questo fornì inoltre la possibilità ai Re Sacerdoti Druidi di sviluppare ulteriormente la propria religione e di pianificare l’evoluzione della propria cultura. Beneficiando di tale coesione sociale, di abbondanza di cibo e di ricchezza, i Re Druidi, i Feara Cualaan commissionarono la costruzione di grandi tombe e commissionarono inoltre la costruzione di un enorme tempio sacro (Newgrange). Ma la loro più grande opera era di là da venire.

35. Tra gli 8.000 e i 6.000 anni avanti Cristo, vi erano probabilmente oltre i 100.000-140.000 abitanti, impegnati come cacciatori e raccoglitori che ancora vivevano in Britannia prima che il ponte di terra affondasse definitivamente a causa del crescente livello dei mari. Tuttavia, intorno al 3300 avanti Cristo, la popolazione era precipitata a meno di 30.000 unità a causa di carestie, guerre, cannibalismo e sacrifici umani.

36. Gli abitanti della Britannia avevano dovuto affrontare prove assai simili a quelle degli Irlandesi, sebbene meno drammatiche e per periodi relativamente più lunghi, inclusa la creazione di nuove pratiche religiose di carattere collettivo, per tentare di placare le divinità della natura.

37. Stonehenge, a Nord di Salisbury, era divenuto uno dei maggiori centri di tale religione, fondata sul sacrificio umano, il cannibalismo e  la frenesia estatica. Per i Re Sacerdoti Druidi, era giunto il tempo di presentarsi in Britannia e salvare le anime di quel popolo.

38. Le armi degli Irlandesi erano composte di bronzo naturale, quello che veniva estratto nelle regioni centrali e meridionali dell’Irlanda. Al contrario, gli abitanti della Britannia utilizzavano ancora lance con la punta in pietra che non potevano competere con le armi in bronzo.

39. Il bronzo è una lega composta all’85-95% di rame, e da un 15-5% di stagno o arsenico, sebbene possano trovarsi tracce di altri metalli. Si scoprì che tale particolare combinazione chimica (presente naturalmente in Irlanda) produceva una lega più resistente del rame pur fondendo a temperature più basse.

40. Mentre la ricchezza degli Irlandesi cresceva tramite i commerci, essi si decisero ad invadere la Britannia tra il 3200 e il 3100 avanti Cristo, e posero immediatamente fine ai locali culti fondato sul sacrificio umano e sul cannibalismo.

41. Nei siti in cui venivano realizzati sin dall’antichità i sacrifici umani, essi distrussero gli antichi circoli di pietre sacre ed annesse strutture, e si impegnarono a costruirne di nuove in onore del Sole e della Luna. La più importante fu Stonehenge, esattamente al centro della Britannia – sarebbe divenuto il cuore di quella terra.

42. Ma fu solo in concomitanza con la seconda corsa alle risorse minerarie dell’Irlanda, al grande boom del bronzo naturale, che i Re Sacerdoti Druidi, gli “Uomini Sacri”, ebbero a disposizione beni alimentari, risorse in generale e ricchezza a sufficienza per finanziare una delle opere di ingegneria più imponenti della storia dell’Europa antica – il circolo di pietre di Stonehenge.

43. Come si può tentare di trasformare una cultura fondata su grandi superstizioni e su un radicale pessimismo cosmico di fondo, che vede nel sacrificio umano, nel cannibalismo, nell’omicidio e nella violenza un elemento naturale del ciclo di morte e rinascita come avveniva nel caso di quei cacciatori-raccoglitori?

44. Prima di tutto, i membri di quella cultura, quale forza lavoro da impegnare nelle miniere, erano in grado di raddoppiare se non addirittura di quadruplicare la capacità di produzione tanto delle miniere in Britannia quanto delle miniere Irlandesi, naturalmente guidati dai Re Sacerdoti Druidici, incrementando di conseguenza la possibilità di sviluppare ulteriormente gli scambi commerciali in termini di beni alimentari e merci in generale. A propria volta, beni alimentari e merci implicavano una minore potenziale incidenza di fenomeni quali il ricorso forzato al consumo di rifiuti alimentari, la carestia e l’agricoltura di pura sussistenza. Quindi, quegli uomini avrebbero potuto essere utilizzate per lavorare su enormi progetti di rilevanza sociale, quali la stessa Stonehenge.

45. Il piano era tanto semplice quanto brillante, e, nel giro di pochi anni, quest’ultimo riuscì a stabilizzare la popolazione della Britanna del Sud, tanto che un’enorme forza lavoro di oltre 20.000 persone fu resa disponibile per avviare la costruzione di Stonehenge.

46. Indipendentemente dal proposito politico e sociale di Stonehenge, che era e resta ancora oggi il suo lascito perdurante (dato rimane uno dei principali monumenti del retaggio storico Inglese e Irlandese), tale sito rappresentava inoltre un calendario solare e lunare operativo a tutti gli effetti.

47. Contrariamente a quanto affermano alcune fonti storiche, esso non rappresentò mai un tempio dedicato al sacrificio umano, sebbene in spregio della religione e dello spirito dei Re Sacerdoti Druidici (i Cuilliaen), ci furono effettivamente persone sacrificate in quei luoghi in alcune specifiche fasi storiche nel corso delle ere successive. In effetti, si trattava di un monumento permanente atto a testimoniare un nuovo patto tra gli dei della natura e dell’universo e il popolo della Britannia.

48. Il secondo proposito di Stonehenge, al di là del suo valore politico e della sua mera strumentalità indirizzata a favorire una serie di trasformazioni sociali, era costruire un calendario astrologico assolutamente funzionale e operativo, in particolare riferito ai movimenti calcolati con precisione del Sole e della Luna. In anni più recenti, c’è stato un concertato attacco da parte degli storici cristiani dell’Occidente ai danni di tale teoria, per timore delle sue implicazioni.

49. Gli “Uomini Sacri” (Holy Ones/Holly Ones) possedevano un’accurata conoscenza dei cieli, e la custodivano con grande oculatezza, e realizzarono infine tali precisi osservatori in pietra in grado di porre il proprio popolo nella giusta relazione con tali eventi cosmici e stagionali.

50. Il terzo proposito relativo alla costruzione di Stonehenge risulta per molti versi affine al secondo principale proposito (quello astrologico), ed è legato all’impatto visivo. Gli esseri umani per molti versi sono portati a reagire come fanno gli animali. Le luci brillanti, le grandi strutture ed altri fenomeni di grande impatto visivo ci hanno sempre affascinato. Per gli antichi abitanti della Britannia, semplicemente non vi era una dimostrazione concretamente visibile del potere divino se non quella fornita dai Cualaan, dai Merlino che officiavano presso le strutture in pietra, dai raggi del Sole e della Luna che in differenti fasi o periodi illuminavano questo grande edificio.

51. Si trattava del proposito stesso di quella struttura in pietra. Gli effetti visivi operavano soltanto da una specifica angolazione. Essa inoltre forniva un marcatore evidente dell’area che le persone comuni non potevano oltrepassare e del sacro tempio all’interno.

52. Ancora oggi, milioni di persone ogni anno si recano in visita a Stonehenge e continuano a restare sbigottiti. Immaginate quindi cosa potesse accadere in un soggetto che fino ad allora era stato impegnato in sacrifici umani quando poteva assistere alla cerimonia condotta presso quella struttura in pietra, allo spettacolo visivo offerto dalla luce in quelle occasioni. Questa è una delle ragioni per cui la religione druidica sopravvisse tanto a lungo in Britannia.

53. Sebbene gli storici siano impegnati a stabilire quale tra le culture abbia anticipato un’altra, l’onore di rappresentare i primi Re Sacerdoti, i primi maghi, i primi stregoni (wizards), i primi Uomini Sacri (Holy Ones) va ai Cualaan d’Irlanda, che salvarono il proprio popolo da morte certa sfruttando il potere delle droghe in grado di indurre visioni, e ricavandole dall’albero di agrifoglio (Holly Tree), e nel corso di tale processo crearono la prima vera religione fondata sulla sapienza sul pianeta Terra.

53. La storia successiva improntata alla denigrazione nei confronti della memoria dei Druidi, le incredibili menzogne in base alla quali si afferma che la loro fu una religione successiva e relativamente recente, richiama alla memoria la storia dell’Irlanda stessa e l’effetto persistente della guerra condotta contro questa terra da coloro i quali cercano di perpetuare il sacrificio umano e l’oscurantismo.

54. Perché ciò che si scatenò 8.000 anni fa, fu una guerra – una guerra tra il bene e il male negli stessi esseri umani – una guerra tra persone dedite alla ricerca dell’illuminazione ed impegnate ad aiutare altri esseri umani, e coloro i quali erano e sono ossessionati dai sacrifici, dai riti fondati sul sangue, e dalla conoscenza e dal potere soltanto allo scopo di schiavizzarli gli altri esseri umani.

55. Questa guerra continua ancora oggi.

… continua con il Capitolo 4…

(fonte: Human Sacrifice and Cannibalism – Traduzione: Heimskringla)

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