Capitolo 5 – Geremia e i Persiani

GEREMIA E I PERSIANI

1. Due delle più grandi figure religiose del Giudaismo furono Geremia e Baruch.

2. Al contrario dei personaggi che prima di loro vengono presentati nell’Antico Testamento, sappiamo con certezza che si trattasse di personaggi storicamente reali che erano stati affrancati dai Babilonesi e incaricati di una serie di missioni ufficiali da portare avanti in uno specifico lasso di tempo intorno alla fine del VII secolo avanti Cristo.

3. Noi sappiamo inoltre che tale singolare incarico fu affidato ad un certo numero di personaggi, e tra questi c’era anche Baruch, figlio di Neriah, lo scriba assegnato al profeta Geremia. Il nome completo di Baruch pare sia stato Berekhyahu. Figlio di Hilkiah, sacerdote di Qanathoth.

4. Ciò che non è ben noto, e che non è chiaro neppure dalla Bibbia stessa, è che Geremia abbia chiaramente vissuto sotto il regno di uno dei più saggi degli antichi Re – Nabucodonosor (Nebuchadnezzar). In effetti la Bibbia si dimostra evidentemente schizofrenica quando si tratta di affrontare il tema “Persiani”.

5. Questi ultimi da un lato vengono disprezzati in quanto razza malvagia e maledetta dagli Ebrei, eppure, allo stesso tempo, si dice che siano stati loro ad aver finanziato la restaurazione del tempio, ed inoltre pare avessero fornito grande autorità ed effettivi finanziamenti a Geremia, più tardi appoggiando l’autorità di Nehemiah (Neemia) ed Ezra nel corso delle loro riforme di carattere religioso orientate a porre fine ad una serie di crudeli e abominevoli pratiche.

6. Gli scritti di Geremia sono raccolti nel Libro di Geremia, e, in base a ciò che a noi è giunto, nel Libro delle Lamentazioni (Book of Lamentations). Geremia è anche noto come il profeta “dal cuore affranto”  (che ha scritto o che comunque ha dettato un “libro affranto”, che si è dimostrato strutturalmente complesso per gli studiosi da collocare con precisione in termini storici), la cui accorata condotta in vita e le cui oscure e terribili profezie restarono pressoché inascoltate dai popoli della Giudea. Dio disse a Geremia: “Tu ti presenterai presso di loro; tuttavia loro non ti ascolteranno”.

7. Ciò che è ancora meno compreso è che tre dei libri della Bibbia che noi oggi definiamo Torah, ovvero i cinque Libri di Mosè, appaiono in effetti citati come fonti solo ai tempi di Geremia.

8. In effetti ciò che sembra più probabile è che, intorno alla fine del VII secolo avanti Cristo, egli sia stato inviato in missione portando con sé questi testi che in effetti erano già stati scritti!

9. Ora, dato che i Farisei si dimostrano assolutamente fanatici nel proclamare l’antichità della Bibbia e l’autenticità delle storie in essa contenute indicandole come resoconti riferiti a fatti storici reali, ha senso ritenere che le ragioni per cui proclamassero tale verità, così come i loro discendenti, gli Ebrei Rabbinici, fanno oggi, era legata al fatto che essi intendessero presentarsi come la setta più antica, e che fossero invece i Sadducei la più recente.

10. Perché se in effetti sono Geremia e Baruch gli architetti dei Cinque Libri di Mosè, e non Mosè stesso, e se in effetti tali libri rappresentano più che altro una serie di parabole indirizzate a riformare una serie di comportamenti abominevoli e non dei fatti storici in senso stretto, a quel punto le affermazioni dei Sadducei ed anche quelle di Paolo di Tarso, il fondatore del Cristianesimo, non risultano altro che assolute menzogne.

11. I Farisei, dai quali la scuola Rabbinica e il moderno Giudaismo ha avuto origine, hanno trascorso gli ultimi due millenni a dipingere il movimento dei Farisei come il più antico nell’ambito delle tre sette classiche (Esseni, Sadducei e Farisei).

12. Per proteggere i propri studiosi e i propri testi sacri, che furono messi a punto nella fase che va dal 610 avanti Cristo al 410 avanti Cristo, essi si sono costantemente impegnati nel dipingere il movimento dei Farisei come il più antico dei tre, rendendo ogni ricostruzione chiara, e supportata da prove, delle motivazioni o dei fatti storici che hanno condotto alle critiche pronunciate in questo senso dai Sadducei e dagli Esseni nei loro confronti priva di alcun valido fondamento.

13. La verità è opposta,. i Farisei sono di gran lunga la più recente delle tre sette, ma la più zelante nel salvaguardare la propria storia, anche a costo di riscrivere costantemente la storia stessa e di eliminare prove scomode che dimostrerebbero il contrario.

14. Perché quindi Geremia e il Re Persiano hanno sentito la necessità di creare una nuova religione basata sulle storie degli Israeliti provenienti da Ebla e da Ugarit combinandole con lo Zoroastrismo? Quale terribile segreto è stato tenuto celato nel corso di tutti questi secoli? Cosa accadde a Geremia e a Baruch?

15. Ci sono due storie – una di queste è fondamentalmente una fiaba che si è trasformata in una sorta di mito, ed un’altra che include fatti e reperti storici ancora visibili oggi, compresa la tomba stessa di Geremia.

16. La prima storia: il mito sostiene che successivamente all’esecuzione dell’intera famiglia reale (ad esclusione di quelli che sarebbero sopravvissuti nella linea cosiddetta di “Ismaele”), gli Ebrei condannarono a morte tramite lapidazione Geremia.

17. La seconda storia è una ricca e dettagliata serie di resoconti i quali stabiliscono che, dopo aver assistito alla barbarie dei Persiani e all’esecuzione dell’intera famiglia Reale e dei nobili, un numero limitato di personaggi sarebbero riusciti a liberare la principessa reale dalla guardia dei Persiani conducendola verso la casa ancestrale degli antichi Re, in Irlanda.

18. Il Profeta Geremia, così come la Principessa Tamar, Baruch, l’editore del primo Vecchio Testamento, attraccarono con una nave appartenente ai Danaan dell’Iberia (Iberia/Ibernia) nel porto di Baal-Boaz (Bilbao), e che avessero trasportato con sé una enorme, decisamente rinforzata e misteriosa cassa o grande contenitore che era per loro dotata ella massima importanza e custodita con straordinaria cura, oltre a una bandiera o a uno stendardo di colore aureo, sul quale era riportato come blasone il Leone Rosso di Gerusalemme, e una grande Pietra non lavorata.

19. Negli anni compresi tra il 592 e il 593 avanti Cristo – circa 4 anni dopo la distruzione di Gerusalemme ad opera di Nabucodonosor (Nebuchadenezzar) – giunsero infine in un porto nel Nord-Est dell’Irlanda, oggi noto come Carrickfergus.

20. Erano i tempi dell’Heremon Eochaid (“Heremon”, o Re Signore dell’Irlanda) – figlio di Ailill Finn, della linea di sangue dei Firbolg, e quindi appartenente agli “Ui Cualaan” del Sud, agli Uomini Sacri, e ai tradizionali Re Divini d’Irlanda – leggendario Grande Re d’Irlanda. Egli divenne re quando suo padre fu ucciso da Airgeatmar e dal suo alleato, Duach Ladhgrach.

21. Geremia giunse con l’ultima sopravvissuta della linea di Giuda (Giudea), la Principessa Tamar, e con la cosiddetta “Pietra del Destino” (Stone of Destiny), la pietra sulla quale tutti i Re di Gerusalemme venivano consacrati, oltre all’Arca di Akhenaton (Mosè), all’arpa reale dei Re ed al loro simbolo dinastico, così come con i colori reali dell’antico Leone di Gerusalemme.

22. Per il Re Eochaid degli Ui Cualaan, i doni stessi, senza parlare del fatto che si trattasse di doni da parte di un’altra linea di sangue di stirpe reale, rappresentarono un evento dall’enorme significato storico. Tuttavia il profeta Geremia non consegnò tali doni se non dopo che il Re ebbe dichiarato che si sarebbe impegnato a liberare l’Irlanda dalle pratiche ancestrali importate al tempo degli esiliati da Ugarit adoratori di Baal (Satana), che praticavano il sacrificio umano, il cannibalismo e i culti fondati sul sangue.

23. Re Eochaid accettò, un atto che si dimostrò storico, e mutò la denominazione della capitale “Ath Cliath i Cualu”, chiamandola da allora in avanti “Tara” (“Torah”), ad indicare la “Collina della Legge”.

24. Istituì inoltre una più regolare forma di governo, promulgò leggi più giuste, elaborò statuti e regolò le festività in base alle istruzioni fornitegli dal profeta Geremia, fondando inoltre istituti per l’insegnamento; ponendo così le fondazioni di quel sistema educativo collegiale ed avanzato che, come è risaputo, perdurò in Irlanda ben oltre l’era Cristiana.

25. La squadrata e non lavorata pietra portata con sé dalla Principessa giocò inoltre un ruolo fondamentale nella cerimonia del matrimonio reale, dato che la coppia reale composta da Re Eochaid e dalla Principessa Tamar fu unita di fronte a tale “Pietra del Destino”, testimone silente della loro solenne unione; la coppia fu poi successivamente incoronata su di essa.

26. L’impatto di Geremia sulla riunificazione dell’Irlanda non fu mai dimenticato, e successivamente alla sua morte egli fu venerato in Irlanda come il primo “santo” seppellito sull’isola di Devenish, l’Isola Sacra nel Lower Lough Erne, a due miglia da Enniskillen, una collina sulla quale non è stata mai permessa, da allora fino ai nostri giorni, la costruzione di alcuna abitazione privata . E’ ancora possibile notare le rovine di un antico Priorato (Priory) e di una ancora più antica Abbazia – e nell’ambito della struttura di quest’ultima, il sarcofago di Geremia il Profeta è ancora visibile.

… continua con il Capitolo 6…

(fonte: Jeremiah and the Persians – Traduzione: Heimskringla)

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