Capitolo 6 – Nehemiah (Neemia) e la Perdita del Potere

NEHEMIAH (NEEMIA) E LA PERDITA DEL POTERE

1. Come è possibile fermare personaggi che adorano Dagon e Cibele, anche noti come Satana e Astarte, e che a loro sacrificano donne e bambini?

2. I Persiani, come tutte le razze istruite, rispettavano profondamente della verità e disprezzavano la duplicità e gli atti di malvagità compiuti nella segretezza, e disprezzavano inoltre le antiche pratiche legate al sacrificio umano.

3. Sebbene i costumi abominevoli degli Akkadici fossero stati debellati, gli Israeliti rimanevano testardamente legati alle loro pratiche fondate sul sacrificio di sangue e sul Satanismo.

4. I Persiani, gli antenati di quello che è oggi il popolo Iranico, erano un popolo che poteva dimostrarsi altrettanto crudele e non vi era alcun dubbio sul fatto che il saggio Re Nabucodonosor (Nebuchadenezzar) avrebbe fatto ricorso al completo genocidio degli Ebrei come “soluzione finale” di fronte al perdurare di simili pratiche.

5. Al contrario, tuttavia, egli adottò la soluzione ‘del bastone e della carota’, inviando Geremia in compagnia di una serie di scribi, e con una scorta di truppe scelte, oltre a una serie di testi religiosi nuovi di zecca noti come i Libri di Mosè, la Torah, per spingere gli Ebrei a desistere dall’adozione di tali pratiche.

6. La prova affrontata da Geremia nel tentare di salvare gli Ebrei nella fase della sua evangelizzazione non appare interamente chiara fino a quando non ci si rende conto del livello del male ampiamente diffuso nell’area di Gerusalemme e in tutta la provincia.

7. L’antica adorazione di Baal, noto anche come Dagon, noto inoltre come Satana, era pienamente operativa, con riti orgiastici che avevano luogo nel Tempio, riti accompagnati da vino e droghe nell’ambito dei quali c’erano persone che venivano sacrificate, mentre il loro sangue e la loro carne veniva successivamente consumata.

8. I sacerdoti del tempio, con i loro copricapi a forma di mitra, e gli eunuchi celibi presiedevano questi riti riprovevoli e questa frenesia estatica.

9. Pare tanto abominevole che a tali pratiche si facesse ricorso tanto apertamente, quasi con cadenza quotidiana, intorno al 620 avanti Cristo, che, per numerosi storici e studiosi, risulta assai più agevole rigettare completamente la possibilità effettiva della’esistenza di simili culti, in pratica facendo finta di nulla.

10. Eppure, disseminate in tutta l’opera di Geremia e dei suoi scribi, ci sono frequenti seppure ‘moderati’ riferimenti a cosa esattamente si verificasse. In numerosi punti delle Sacre Scritture, è possibile rintracciare l’elencazione di riferimenti che parlano apertamente di adorazione di falsi idoli e di sacrificio umano.

11. Naturalmente, per gli studiosi della Bibbia, queste sono tematiche assolutamente tabù e di cui non è possibile discutere. La ragione sta nel fatto che la data del 620 avanti Cristo risulta estremamente recente in termini di riferimenti storici. Quando si considera che i Greci erano impegnati ad elaborare i principi di una società di livello più elevato, nella fase in cui Pitagora e gli altri antichi filosofi erano impegnati a scrivere le proprie opere, c’erano invece Ebrei che sacrificavano il proprio figlio primogenito ed altre povere anime disimpegnandosi in orge selvagge dedicate naturalmente a Satana.

12. Non esiste alcuna maniera di eliminare questi fatti storici, sono scritti tanto chiaramente quanto chiaramente è scritto il contenuto della Bibbia. Quindi, l’unica maniera per indirizzare la questione è non indirizzarla affatto, rifiutare categoricamente di riconoscerla e preferibilmente trovare una modalità per cambiare argomento.

13. Tuttavia, tornando a Geremia, le prove che era costretto ad affrontare erano quasi insormontabili. Perché quando si va a considerare l’origine di tali riti di sacrificio umano e di cannibalismo, questi ultimi non rappresentavano affatto recenti innovazioni, o anche l’adozione di pratiche di precedenti conquistatori, bensì i rituali originari del popolo di Ugarit, del popolo di YHVH, degli Israeliti.

14. La sua soluzione, presumibilmente discussa e pianificata dai suoi precedenti padroni, i Babilonesi, era assai brillante, si trattava di riscrivere effettivamente la storia degli Israeliti, eliminando quindi la storia di Ugarit, l’elemento legato all’adorazione satanica come religione di Stato, e reinterpretando, tramite una serie di resoconti, le ragioni per cui tali pratiche non risultavano più accettabili da Dio.

15. I Babilonesi avevano da lungo tempo superato le proprie antiche tradizioni legate al sacrificio umano dopo aver abbracciato lo Zoroastrismo, una combinazione di monoteismo universale ispirata agli Esseni abbinata ad una reinterpretazione dei riti della fertilità.

16. Ormai i fedeli non sacrificavano più persone, ma solo animali di piccola taglia alle proprie divinità. Ormai non bevevano più il sangue delle proprie vittime e non consumavano la loro carne, ma bevevano vino e consumavano pane nell’ambito delle nuove cerimonie.

17. E’ certo che gli intellettuali Babilonesi così come altri intellettuali del mondo antico considerassero tali aperte e dilaganti pratiche un abomino e la manifestazione stessa della malvagità.

18. La reinterpretazione di quella storia fu un’idea brillante, e si basava in parte sui fatti storici, riportati in termini generali, delle antiche Ebla e Ugarit, oltre che su una serie mista di valori morali ed etici, inclusa la storia di Akhenaton, ora indicato come Mosè, ed era inoltre scritta in maniera impeccabile.

19. Nella rilettura della Genesi e dell’Esodo, alla luce del tentativo di porre fine alle pratiche di adorazione satanica e di sacrificio umano a cui facevano ricorso gli Israeliti, e considerando l’esistenza dello Zoroastrismo in quella fase (620 avanti Cristo), l’esempio relativo ad un Dio che faceva richiesta ad Abramo di non sacrificare il primogenito, ma di utilizzare invece un animale, risulta in effetti una meravigliosa parabola, a cui riconoscere un effettivo merito teologico.

20. Per la maggior parte delle persone, oggi, quelle che sono assolutamente inconsapevoli di una parallela e nascosta corrente del Satanismo che esiste ancora ai nostri giorni, la storia di Abramo, a cui viene imposto di sacrificare il suo figlio primogenito Isacco, non ha alcun senso, dato che Dio teoricamente avrebbe dovuto rappresentare un Dio amorevole. In effetti, tale storia rimane, per gli odierni Cristiani, assolutamente inconsapevoli di ‘questo’ passato, una sezione che resta motivo di grande angoscia nel quadro della propria fede.

21. E neppure le frasi presenti nell’Antico Testamento, quelle che parlano di Dio come di un ‘dio geloso”, paiono avere alcun senso, a meno che quello non sia un tentativo di modificare i comportamenti di una casta sacerdotale elitaria e di una ricchissima elite privilegiata dipendente dal potere e dal piacere sfrenato associato a quelle abominevoli pratiche.

22. Dobbiamo tristemente ammettere che la Bibbia, e in particolare la storia che Geremia e Baruch ci riferiscono, sono chiarissime a proposito del fatto che Geremia non ebbe successo nei suoi tentativi di persuadere tramite la profezia, e che, alla fine, i Babilonesi si presentarono con ampi contingenti militari ed annientarono tutti i malvagi e dannati Israeliti adoratori di Satana che incontrarono lungo la propria strada.

23. Questa storia è stata oggi travisata, per cui le ragioni dei Babilonesi, le loro relazioni con Geremia, il loro emissario che annunciava l’infausto destino ormai prossimo, ed inoltre la morte di quest’ultimo successivamente alla distruzione di Gerusalemme, sono tutte maldestramente mescolate. Eppure c’è materiale a sufficienza, in questo caso, per rendersi conto della realtà dei fatti storici per come si sono effettivamente verificati.

24. Sebbene gli Esseni, in età più tarda, si dimostrarono profondamente contrariati dal fatto che tali storie mitiche si fossero trasformate in fede e verità, queste ultime non furono scritte per una causa malvagia, ma nel tentativo di sconfiggerlo il male.

25. Sarebbe stata necessaria tutta la potenza dell’Esercito Persiano, così come la liturgia imposta dal cosiddetto Talmud Babilonese, 200 anni dopo, in seguito all’opera di Nehemiah (Neemia) e di Ezra, per riuscire finalmente a stabilire una religione ‘quasi-nobile’ per gli Ebrei.

26. Quando la missione di Geremia fallì, Re Nabucodonosor fece esattamente ciò che qualunque persona effettivamente illuminata si sarebbe aspettato da lui, eliminò l’abominevole classe sacerdotale e bandì i superstiti che furono condotti in cattività nelle numerose regioni dell’Impero Persiano.

… continua con il Capitolo 7…

(fonte: Nehemiah and Loss of Power – Traduzione: Heimskringla)

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