Capitolo 10 – Il Luogo in Cui Fu Occultato il “Graal”

IL LUOGO IN CUI FU OCCULTATO IL GRAAL

1. Successivamente al 36 d.C., è documentato che la famiglia di “Lazzaro” risiedette a Betania, nei pressi del Monte degli Ulivi per diversi anni. E’ inoltre documentato che l’estensione delle proprietà di tale famiglia restò di assoluta rilevanza e che, in base a tutti i resoconti, queste ultime furono gradualmente liquidate. Fu Marta, la terza figlia maggiore, la responsabile dell’amministrazione di tali proprietà.

2. Tali elementi sono documentati nel libro di Rabinus (capitoli 34 e 35), da cui risulta che l’intero ricavato derivante dalla cessione delle proprietà fu concesso a Pietro, ed utilizzato per la costruzione della Chiesa Nazarena di Gerusalemme.

3. Possiamo a questo punto renderci conto del fatto che la questione apparentemente singolare relativa a tale proprietà possa essere chiarita facendo riferimento a Giuseppe (Ha-Rama-Theo), l’effettivo e Sommo (Supremo) Re d’Irlanda in esilio e padre di Gesù, che liquidò le sue proprietà in Giudea, concentrando la propria attenzione su un progetto di ordine differente.

4. Ora, il fatto che Gesù fosse effettivamente tenuto al sicuro in una località a due passi dalla sede del Casato di Ananus, è decisamente improbabile. In realtà, il riferimento al centro di Betania risulterebbe a quanto pare un riferimento indiretto al centro di Nazara, nota anche come la “nuova Betania”, mentre il Monte degli Ulivi costituirebbe un riferimento specifico al Monte della Galilea.

5. Ciò che sembrerebbe accertato, in riferimento alla Galilea, area controllata dai leader dei Sicari, devotissimi seguaci di Gesù, è che nessun fariseo, né sadduceo, né Paolo stesso, avrebbero potuto avvicinarsi a quell’area senza rischiare la propria incolumità. La Galilea e Nazara stessa sarebbero stati quindi, quasi certamente, le località in cui Gesù fu condotto affinché recuperasse le proprie forze, in compagnia di tutti gli altri membri della propria famiglia, ad esclusione di Giacomo, che in questa fase era incaricato della gestione della Chiesa Nazarena, e che operava a partire da Gerusalemme.

6. Siamo anche relativamente certi del fatto che, in base a quanto sinora affermato, lo stesso Giuseppe risiedesse a Gerusalemme con alcuni dei suoi familiari della casa reale, per verificare in prima persona la condotta tenuta dal Casato di Ananus. La maniera più semplice e diretta per farlo sarebbe stata fondamentalmente quella di continuare a svolgere le sue mansioni quale uno dei membro più anziani (importanti) del Grande Sinedrio.

7. Tra il 36 d.C. e il 42 d.C., sembra che vi sia stata una disagevole stasi nelle questioni riguardanti Gerusalemme, e la regione immediatamente a ridosso di tale città, tra i Nazareni ed i loro acerrimi nemici del Casato sadduceo di Ananus (Hanan).

8. Tuttavia, le condizioni mutarono intorno al 43 d.C., quando, utilizzando probabilmente la siccità e la carestia appena manifestatasi, e sentendosi incoraggiato, il Casato di Ananus, ovvero la famiglia dei Sommi (Alti) Sacerdoti che aveva dominato su quelle terre per decenni, servendosi di quell’assassino professionista che fu Paolo di Tarso, catturò Stefano e lo giustiziò, ostacolando le operazioni di supporto alla popolazione in quella difficile fase.

9. Sebbene lo scenario descritto dalla Bibbia si presenti come decisamente contorto, Stefano doveva essere impegnato in operazioni di sostegno rispetto alla carestia appena manifestatasi, e probabilmente ricopriva in quell’ambito un ruolo decisamente rilevante. Anche perché, successivamente alla sua morte, è chiaro che Giuseppe avesse considerato anche la stessa Galilea come una località non più sicura, cercando di conseguenza la protezione dei Romani e delle famiglie che appoggiavano i Nazareni dell’area di Cesarea Marittima, lungo la costa. Risultano anche precisi riferimenti al fatto che uno dei più importanti funzionari romani ivi operativi risultasse un amico di lunga data del Casato di Giuseppe, il suo nome era Cornelio.

10. Allo stesso tempo, vi è una decisa indicazione a favore del fatto che Lazzaro (Gesù) sia salpato da Cesarea Marittima in direzione di Cipro per evitare di essere rintracciato da parte di Paolo e della sua banda di assassini professionisti.

11. In base a tutti i resoconti, le sorelle di Gesù e le altre Marie restarono a Cesarea nel corso di questa fase intermedia. Giuseppe tornò in Britannia, per curare al meglio i propri interessi commerciali, dato che si trattava del proprietario e del gestore delle più importanti e antiche miniere di stagno della Britannia stessa. Non si trattò di una lunga visita, ma di una visita lampo, dato che a quanto pare egli fece ritorno a casa prima della fine del 44 d.C., e prima del grande viaggio verso occidente intrapreso da Lazzaro (Gesù).

12. Ora, tale viaggio in Britannia, tale visita lampo in codesta regione, è significativa per due ragioni principali. In primo luogo, Giuseppe pare intenzionato a farlo apparire come un semplice viaggio d’affari, in cui avrebbe evitato di condurre con sé membri chiaramente riconoscibili della famiglia, e, in secondo luogo, egli fece ritorno a casa in tempi rapidissimi.

13. E’ giusto supporre che questo fosse il noto viaggio associato al cosiddetto “Santo Graal”, in seguito al quale Giuseppe condusse con sé almeno due dei figli di Gesù e Mariamne (Maria Maddalena) in un luogo sicuro, in cui i sadducei non avrebbero mai potuto rintracciarli o catturarli. Si presume che siano stati i due figli maggiori, ovvero la figlia Maria e il figlio Giacomo, ad intraprendere tale viaggio in compagnia del nonno.

14. Non si trattò di una missione facile, anche perché bisogna ricordare che i sadducei rappresentavano i discendenti delle importantissime e antiche famiglie fenicie impegnate in ambito commerciale, e quindi avevano connessioni praticamente ovunque in tutto il mondo antico. Ovunque tranne che in un luogo magico, l’Irlanda.

15. La Chiesa si è sempre preoccupata di ritrarre l’Irlanda come una terra violenta, infida e pagana sino all’arrivo di Patrizio. Naturalmente è in direzione dell’Irlanda che gli esuli della famiglia reale di Ugarit, i principali discendenti di Akhenaton, fuggirono dopo essere stati attaccati dal faraone Seti. Quest’ultima terra rappresentava la casa spirituale degli “Uomini Sacri” (Santi) e l’effettiva località di origine dell’ultima linea di sangue rimasta dei Re di Israele.

16. Il popolo celtico dei Dumnonii era quello che occupava il territorio del Somerset, del Devon e della Cornovaglia, ed operava al servizio dei Supremi Re d’Irlanda, presso i quali Giuseppe aveva per breve tempo vissuto ed operato tempo prima, ed è appunto da quella regione che gli ebrei-irlandesi (Hibiru) estraevano oro e stagno, esportandolo in tutto il mondo antico.

17. Giuseppe, uno dei Supremi Re d’Irlanda (probabilmente è lui stesso il personaggio alla base del mitico eroe Cú Chulainn presente nei cicli dell’Ulster), colui il quale aveva rinunciato alle proprie cariche, e che inoltre quasi certamente era andato contro la volontà degli anziani Cuileann nel caso della sua decisione di fondare Nazara, non poteva avere certezze a proposito di come sarebbe stato ricevuto una volta recatosi direttamente in Irlanda.

18. Tuttavia, è invece evidente il fatto che, anche nel caso in cui a Giuseppe stesso fosse stato vietato di mettere mai più piede sul sacro suolo d’Irlanda, i suoi figli, i discendenti di sangue dei più antichi re, ed ora discendenti delle linee di sangue ormai fuse degli Esseni e di Giuseppe (Sadducei), sarebbero stati certamente ricevuti e ospitati presso la corte del Re Fiacha Finnfolaidh.

19. Per cui, intorno alla fine del 44 d.C., Giuseppe salutò la figlia maggiore di Gesù, che si chiamava anch’essa Maria, Mariamne (Maria Maddalena) e il fratello minore di Maria, Giacomo, per cui questi ultimi fecero ritorno alla loro casa ancestrale, alla casa dei Re, a Tara.

20. Durante una breve rivolta, nel 56 d.C., il Re e la linea dei Milesi (Milesian line) furono per breve tempo deposti, per cui il Re stesso ed i figli di Gesù e Maria fuggirono con gli uomini affidati alla loro custodia in Scozia.

21. Tale evento spiegherebbe inoltre il periodo che Giuseppe, Sua Altezza Divina (Ha Rama Theo), trascorse in Scozia, appunto in questa fase, poco prima della sua morte. Successivamente alla rivolta, e nel corso dell’esilio in Scozia, è possibile che Giuseppe abbia fatto sì che Giacomo fosse trasferito sotto la custodia di uno degli affidabili clan gallesi.

22. Tuttavia, nel 76 d.C., Tuathal Teachtmhar, il figlio di Fiacha Finnfolaidh, fece ritorno alla testa di un esercito appoggiato dai Romani per rivendicare il trono di suo padre, e di certo rimase fedele al giuramento fatto dal padre di proteggere le linee di sangue di Gesù e Maria.

23. Ciò che è particolarmente interessante in questa fase temporale è che Tuathal Teachtmhar si suppone abbia sposato una “principessa” delle linee di sangue reali d’Inghilterra di nome Baine, in base ad un poema epico del IX secolo riguardante i grandi e antichi Re d’Irlanda.

24. Ebbero successivamente tre figli: Fithir d’Irlanda (F), Darina d’Irlanda (F), e Re Fedhlimidh Rachtmar (M) d’Irlanda, che ascese al trono nel 110 d.C. e morì nel 119 d.C.

25. Il problema, in riferimento a tale resoconto, è che non vi fu alcun “re” d’Inghilterra propriamente detto prima di Alfredo il Grande nel 871 d.C., quindi, o l’autore del poema compie un errore di fatto essenziale a proposito di un elemento di evidentissima rilevanza, o, come avviene nel caso di gran parte della conoscenza esoterica, si tratta di un errore intenzionale concepito per occultare una serie di conoscenze essenziali. Oppure, terza possibilità, il passaggio è stato deliberatamente “manipolato”, come è accaduto a numerose opere nel corso della storia.

26. Il nome “Bain” viene semplicemente interpretato come “fair bridge” (ponte propizio/buono/bello). Tuttavia, è probabile che tale termine sia una deliberata modifica del termine “Brid”, una denominazione notoriamente associata al’l’Irlanda con le “dee madri” del tre (3 dee madri). Il Caso di Maria (Case of Mary) in questo senso rappresenterebbe la terza generazione di tre Marie. In secondo luogo, l’unico vero Re presente in Britannia ai tempi di Tuathal Teachtmhar era appunto Joseph Ha-Rama-Theo (d’Arimatea, o Sua Altezza Divina, Re di Israele).

27. Bain, o Brid, la moglie di Tuathal Teachtmhar fu quindi, con tutta probabilità, Maria, la primogenita di Gesù e di Mariamne (Maria Maddalena).

28. Ora, se tutto questo corrisponde effettivamente al vero, e Maria, la figlia maggiore di Gesù e di Mariamne (Maria Maddalena), è in effetti divenuta Regina d’Irlanda intorno al 76 d.C., numerosi sono gli elementi che troverebbero una spiegazione.

29. Si spiegherebbe certamente la decisa ed assoluta devozione a Maria presente in tutta l’Irlanda, un elemento assai più significativo della semplice sincretizzazione riferita a un antico culto pagano ispirato al femminino.

30. Si spiegherebbe inoltre la decisa e profonda spiritualità e la grande saggezza tipica della tradizione irlandese, e si spiegherebbe inoltre perché l’Irlanda sia stato il primo paese a sperimentare un tentativo onnicomprensivo di pulizia etnica ad opera della Chiesa di Roma ai tempi di Patrizio, a partire dal 431 d.C.

31. Tanto efficaci si dimostrarono Patrizio e gli invasori che giunsero dopo di lui nella distruzione di numerosi testi e di ogni elemento associabile alla saggezza in Irlanda, che ancora oggi gli irlandesi, e la maggior parte delle persone al mondo, ritengono che i Celti abbiano costituito un Impero della durata di 1.000 anni in tutta l’Europa del Nord semplicemente facendo ricorso a tradizioni orali.

32. Naturalmente quest’ultima rappresenta una conclusione assolutamente priva di senso. Tuttavia, il timore radicato nei confronti degli Irlandesi da parte della Chiesa Cristiana continua a permanere ancora ai nostri giorni.

33. Probabilmente esiste una ragione in grado di spiegare tutto questo. Perché in Irlanda, oggi, almeno il 20% della popolazione può tracciare le proprie origini fino ai Re Milesi (Milesian line), mentre il 5% può tracciarla sino a Tuathal Teachtmhar e alla Regina Maria (Bain, o Brid).

34. Anche perché, per quanto abilmente la Chiesa Cristiana Romana e gli Inglesi abbiano, nel corso dei secoli, tentato di massacrare, impoverire e distruggere gli Irlandesi, questi ultimi hanno continuato a fondare le proprie comunità su famiglie numerose ed hanno quindi superato le difficili condizioni a cui sono stati soggetti nel tempo.

(fonte: The Holy Grail – Bloodline of Jesus Chapter 10 – The Hiding of the “Grail”  – Traduzione: Heimskringla)

… continua con il Capitolo 11…

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