Capitolo 2 – L’Enigmatico San Giovanni

L’ENIGMATICO SAN GIOVANNI

1. Il Vangelo di Giovanni è il più singolare e caratteristico dei quattro vangeli canonici (“approvati”) del Cristianesimo. E’ con riferimento a tali differenze, rispetto alle evidenti analogie che esso ha con gli altri tre (Matteo, Marco e Luca), che tali vangeli vengono definiti vangeli “sinottici”, e riveriti come il resoconto “più accurato” riguardante la vita di Cristo.

2. Eppure, nel caso di nessuno degli altri tre vangeli è stato mai sostenuto che essi siano stati scritti da uno degli originari dodici apostoli di Gesù, mentre, nel caso del Vangelo di Giovanni, per gran parte degli ultimi 2.000 anni, si è costantemente affermato, riferendosi esplicitamente all’autore, che si trattasse a tutti gli effetti del Vangelo di Giovanni l’apostolo, noto anche come Giovanni l’evangelista e Giovanni di Patmos.

3. Soltanto nel corso degli ultimi cento anni, la Chiesa Cattolica Romana ha tentato di minimizzare tale affermazione, sostenendo, per diverse vie, che tale Vangelo poteva non essere stato scritto dall’apostolo Giovanni, ma da “qualche altro” Giovanni.

4. Ciò si è verificato poiché, grazie ai nuovi metodi forensi, tanto relativi alle analisi delle lingue, quanto relativi all’indagine storica, il Vangelo di Giovanni ha finito col suscitare una serie di interrogativi piuttosto che contribuire a fornire delle risposte.

5. Sussiste una evidente sfumatura di Gnosticismo nel corso del Vangelo di Giovanni nel suo complesso, una sorta di anomalia se si considera che Giovanni fu uno degli originari dodici apostoli e che le chiese cristiane hanno trascorso gli ultimi 2000 anni impegnandosi ad eliminare ogni possibile maestro gnostico, bruciando tutti i manoscritti gnostici che siano state in grado di rintracciare.

6. E appunto lì, nel Vangelo secondo Giovanni, c’è la notissima storia di Lazzaro. Lazzaro non figura per nome nei Vangeli di Luca, Matteo e Marco – anche se la sua “resurrezione dai morti” era in origine contenuta nei “primissimi” Vangeli di Marco, seppure sia stata successivamente rimossa.

7. Di risulta, Lazzaro è noto ai posteri solo grazie al quarto Vangelo – il Vangelo di Giovanni.

8. La storia della resurrezione di Lazzaro resta un episodio di critica rilevanza, dimostrandosi inoltre assai controverso per la Chiesa Cristiana. Si tratta di un episodio che è assimilabile alla morte ed alla resurrezione di Gesù. La similitudine di fondo è tale che, in numerosi casi, i Cristiani hanno utilizzato l’episodio di Lazzaro a sostegno dell’episodio relativo alla resurrezione di Gesù, sostenendo che il Nuovo Testamento non fornisca solo uno, ma “due” episodi di persone ritornate alla vita.

9. Eppure le caratteristiche assimilabili e l’evidente connessione tra Gesù e Lazzaro non si ferma semplicemente alla questione “morte e resurrezione” di ambedue i personaggi.

10. E’ chiaro, in base a ciò che chiaramente traspare dalle parole di Giovanni, che Lazzaro godesse di una sorta di trattamento preferenziale rispetto agli stessi discepoli. Eppure, curiosamente, non un singolo Vangelo lo enumera tra i discepoli.

11. Giovanni, in definitiva, si riferisce a Lazzaro come a “colui che Gesù amava” – più degli altri discepoli. Considerata una simile affermazione, appare un’anomalia straordinaria che Giovanni menzioni nuovamente Lazzaro in altri contesti, mentre gli altri Vangeli evitano accuratamente di farlo.

12. Ma ciò che ha turbato numerosi studiosi della Bibbia, nel corso dei secoli, è la strana combinazione di affermazioni apparentemente contraddittorie, di anomalie e di elementi che vengono associati contemporaneamente nell’episodio di Lazzaro.

13. Ora, da un lato si dichiara che Gesù amasse Lazzaro più di tutti gli altri discepoli, tuttavia, dopo essere stato informato del suo imminente pericolo di morte, Gesù si dimostrò non solo indifferente, ma scelse di propria volontà di non spostarsi dal luogo in cui risiedeva per due giorni interi. “Quando sentì, pertanto, che era (Lazzaro) malato, si trattenne ancora due giorni nello stesso luogo in cui si trovava.” (Giovanni 11:6).

14. Lazzaro rappresenta un caso unico tra tutti i personaggi presentati nei Vangeli, se si esclude Gesù stesso, un caso tanto singolare che, successivamente alla sua apparentemente miracolosa resurrezione dalla morte, i Sommi (Alti) Sacerdoti tramarono di scovarlo e ucciderlo (Giovanni 12:10).

15. Lo stesso riferimento all’atteggiamento che Gesù assume dopo aver appreso della morte di Lazzaro, è anch’esso rivelatorio. Giovanni indica che quella morte doveva essere utile a qualche scopo. “Il nostro amico Lazzaro dorme, ma io vado, affinché lo svegli dal sonno” (Giovanni 11:11).

16. In effetti, diversi passi più avanti, le parole di Gesù risultano straordinariamente efficaci nell’implicare il fatto che la (falsa) morte e la relativa resurrezione di Lazzaro fossero state attentamente pianificate. “E mi rallegro per voi che non ero là, affinché voi crediate. Ma andiamo da lui.” (Giovanni 11:15).

17. Ma se questi versi sono sconcertanti, la reazione dei discepoli alla notizia della morte di Lazzaro appare assolutamente stranissima. “Poi disse Tommaso, che è chiamato Didimo, ai suoi condiscepoli: Andiamo anche noi, andiamo a morire con lui (Lazzaro).” (Giovanni 11:16).

18. Quest’ultimo verso sembra implicare letteralmente che almeno uno dei discepoli stia sostenendo di essere pronto a morire con Lazzaro. Dato che si tratta dei discepoli di Gesù, questa affermazione, pur indicando coraggio e nessun timore della morte da parte dei discepoli, resta tuttavia sconcertante.

19. Stranamente, una spiegazione in grado di illustrare pienamente il senso di questi stranissimi versi è giunta a noi non dalle chiese cristiane, ma da storici apparentemente “anti-Cristiani”, che oggi affermano che tali versi stiano chiaramente ad indicare una sorta di processo di iniziazione, citando a tale proposito le cerimonie segrete tipiche dei riti orfici e dionisiaci del mondo ellenistico dell’epoca.

20. Questa è in effetti una possibilità, che risulta tuttavia improbabile. I versi stanno chiaramente cercando di fornire informazioni di rilievo, preoccupandosi magari della correlazione logica tra gli eventi, ma evitando di dimostrarsi eccessivamente espliciti sul significato preciso da attribuire a quelle dichiarazioni.

21. In questo caso, perché si verifica una cosa di questo genere? Che cosa sta effettivamente accadendo in questo caso? Consideriamo a questo proposito il contesto in cui Giovanni scrisse il Vangelo.

(fonte: The Holy Grail – Bloodline of Jesus Chapter 2 – The Enigmatic St. John – Traduzione: Heimskringla)

… continua con il Capitolo 3…

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Discussione

Un pensiero su “Capitolo 2 – L’Enigmatico San Giovanni

  1. Ciao,
    inizio con l’analizzare il punto di vista che hai espresso al punto 15, la citazione a mio parere inserita fine a se stessa non è rappresentativa di tutto il contesto, se consideriamo infatti l’intero contesto Gv 11,1-54 il tutto appare, a mio parere ovviamente, più chiaro.
    Il motivo per cui Gesù posticipa la partenza è per dare un segno della sua reale potenza, un segno tangibile affinchè effettivamente credessero, inoltre la scrittura afferma nel versetto 14 che Gesù chiarisce il concetto affermando che Lazzaro è effettivamente morto:

    “14 Allora Gesù disse loro apertamente: «Lazzaro è morto 15 e io sono contento per voi di non essere stato là, perché voi crediate. Orsù, andiamo da lui!». 16 Allora Tommaso, chiamato Dìdimo, disse ai condiscepoli: «Andiamo anche noi a morire con lui!”

    il motivo quindi non è celato, ma viene apertamente spiegato ed in effetti si comprende come il tutto sia volto ad aumentare la fede degli apostoli con un gesto estremo come quello della resurrezione di un morto.
    Quanto alla reazione degli apostoli, ovvero che si dichiarano disponibili a morire con Lazzaro, forse perchè anche loro sapendo, magari inconsciamente a causa della loro giovane fede, che effettivamente Gesù avrebbe potuto fare la stessa cosa con loro e che questo forse li avrebbe portati nella casa del Padre prima dei giorni definiti per la loro morte corporale, una specie di atto alla Tommaso ovvero del se non vedo non credo.
    Ovviamente questa è una mia pura interpretazione.
    Saluti

    Pubblicato da Thegrinch Isaidea | 11 ottobre 2013, 13:55

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