Capitolo 7 – Su’Razal

SU’RAZAL

1. Ora, un lettore, giunti a questo punto, potrebbe chiedersi: avete parlato di Lazzaro e dei riferimenti presenti nei Vangeli e in numerosi altri manoscritti e leggende, ma che dire di Gesù? Quali sono le prove riferibili alla vita di Gesù successivamente alla crocifissione? Quali sono le prove in relazione alle linee di sangue che da egli ebbero origine?

2. Prima di rispondere a queste domande, permettetemi di menzionare per l’ultima volta Lazzaro. E lasciate che in questa occasione prenda in considerazione una diversa interpretazione riferita a quello che è il suo nome (Lazzaro).

3. Gli anagrammi (parole e lettere la cui collocazione viene deliberatamente mutata per occultare un dato messaggio) hanno rappresentato un elemento caratteristico dei tentativi miranti all’occultamento di specifici fatti sin dai primordi dell’arte della scrittura.

4. Quando si inverte la parola Lazzaro, si ottiene “surazal”, un termine che di per sé indicherebbe poco e nulla.

5. Tuttavia, quando si suddivide il termine “surazal” in due elementi per rispecchiare la struttura tipica delle parole dell’antica lingua semitica occidentale del tempo, in generale quella delle tribù dei mercanti beduini e arabi che parlavano una lingua che costituiva a propria volta una variante dall’aramaico antico, si ottiene “su’razal” che significa “buono/santo uomo”, o in altre parole, “il Santo”.

6. A questo punto, sorge una domanda: perché Giovanni avrebbe scelto uno specifico dialetto, assai meno noto dell’aramaico, per creare un anagramma? Perché non usare il greco o qualche altra lingua?

7. La risposta a questa domanda ha certamente una doppia valenza. Sebbene l’aramaico fosse una lingua antica comune in tutto il Medio Oriente, articolata in diversi dialetti dall’antica origine, non ogni scriba ebreo o studioso istruito dell’epoca era versato in tutte queste varianti dialettali. Se l’anagramma fosse stato elaborato in una lingua nella quale i nemici di Gesù e dei discepoli erano ben versati, assai probabilmente sarebbe stato interpretato.

8. In secondo luogo, e probabilmente si tratta di un elemento ancora più rilevante, l’aramaico è noto per il fatto di ricorrere all’utilizzo di un complesso limitato di termini che assumono tuttavia significati molteplici, elemento che, a propria volta, implica la possibilità di ottenere numerose e differenti interpretazioni.

9. Questo è la stessa argomentazione, ad esempio, che viene utilizzata dagli studiosi Cristiani nel tentativo di invalidare qualsiasi riferimento possibile a Giacomo il Giusto quale fratello di sangue di Gesù, dato che questi ultimi giustamente fanno notare che l’aramaico di quel tempo non facesse alcuna chiara distinzione tra ‘fratelli’ e ‘cugini’.

10. Quindi, dopo esserci resi conto che l’anagramma “Lazzaro” invertito significhi in effetti “uomo buono” o “il Santo” in dialetto aramaico, qualunque altro significato (senso) potrebbe essere spacciato per elemento di pura speculazione o semplice coincidenza.

11. Giovanni, nel suo ultimo atto quale discepolo fedele al vero messaggio di Gesù, ed alla vera fede dei Nazareni, battendosi contro le forze del male che avevano dato origine alla fasulla religione nota come Cristianesimo, si presenta nuovamente a noi attraverso le pagine del tempo e ci fornisce un indizio fondamentale – Lazzaro è il “Santo” – Lazzaro è Gesù!

12. Ora, vi sono ulteriori indizi importanti associati alla morte di Gesù che sono stati inseriti in modifiche più recenti dei vangeli canonici e accettati, che, per un comune Cristiano, possono voler dire assai poco ad un livello superficiale di analisi.

13. Il primo e più evidente elemento è la “corona di spine”. La maggior parte dei Cristiani considera tale elemento un sottile strumento di tortura ed inoltre un oggetto che avrebbe lo scopo di suscitare derisione, fino a quando ci si rende conto dell’esistenza di una antica tradizione (risalente a migliaia di anni prima della nascita di Gesù) legata alle “corone di spine”.

14. La tradizione risale all’albero dell’agrifoglio (holly-holy: sacro) e ai più antichi re-sacerdoti della storia umana, i “feara cuileann”, a “Coloro che sono Santi” (Uomini Sacri), si trattava inoltre del titolo ufficiale degli antichi Sommi (Supremi) Re d’Irlanda.

15. Piuttosto che corone d’oro, quelle che solitamente si suppone che i re e le regine d’Europa abbiano indossato per secoli, i più antichi e saggi sacerdoti-re e maghi indossavano una corona di agrifoglio sulla sommità del capo nel corso del periodo autunnale ed invernale, fino al giorno del solstizio d’inverno.

16. La medesima tradizione legata all’utilizzo di corone di agrifoglio (agrifoglio o di holly/holy, ovvero “santo/sacro”) è stata successivamente osservata dagli imperatori romani (agrifoglio/ilex/I-Lex) nel corso delle festività, soprattutto quelle dedicate a “Saturno” e nella importantissima festività del “Sol Invictus”, il 25 Dicembre.

17. Nonostante le modifiche apportate ai Vangeli sostengano il contrario, le più antiche tra le leggende oggi note insistono con decisione sul fatto che la “corona di spine”, quella posta sulla testa di Gesù, fosse in realtà una corona di agrifoglio (holly/holy/ilex), una “sacra corona” che denotava la sua eredità di sangue quale effettivo Re degli Ebrei e Re Supremo d’Irlanda.

18. Quest’ultima non è l’unica leggenda associata all’agrifoglio, all’albero tradizionalmente più importante per i Sommi (Supremi) Re, ovvero per la linea di sangue più antica e potente dell’Umanità e definita ‘divina’.

19. Un’ulteriore antica leggenda, che risale a oltre 1.800 anni fa, racconta che la croce sulla quale fu crocifisso Gesù venne ricavata da un albero di agrifoglio.

20. Un’altra antica leggenda afferma che gli alberi di agrifoglio crebbero magicamente intorno ai membri della famiglia reale (sacra famiglia) nascondendoli agli uomini di Erode e salvandoli da morte certa.

21. Naturalmente, l’agrifoglio non cresce naturalmente in Medio Oriente, di conseguenza simili leggende sono risultate relativamente semplici da rigettare. Tuttavia il peculiare simbolismo e i suoi occulti messaggi permangono.

(fonte: The Holy Grail – Bloodline of Jesus Chapter 7 – Su’Razal – Traduzione: Heimskringla)

… continua con il Capitolo 8…

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