Capitolo 4 – La Conoscenza e il Sangue

LA CONOSCENZA E IL SANGUE

1. La conoscenza, e ancor più nello specifico la sapienza divina e la memoria storica, erano considerate preziose quanto l’oro e i diamanti dagli antichi.

2. Erano anche tesori da custodire con pari zelo. Oggi, nell’era di internet, le persone danno per scontato che sia possibile esplorare l’intera banca dati relativa alle conoscenze dell’umanità, dalle opere più grandiose fino ai più infimi simulacri di ciò che è possibile definire saggezza.

3. Ma ai tempi di Giuseppe e di suo figlio Gesù, le persone non beneficiavano di una simile possibilità. Ben poco si sapeva del divino, dell’effettiva natura del cosmo, della connessione che esiste tra tutte le cose, del fatto che la vita è un sogno, del fatto che ogni pensiero e azione porta con sé delle conseguenze, questioni comprese da una cerchia ristretta, per lo più rappresentata dai custodi dei templi e delle antichissime sacre scritture.

4. I personaggi che meglio comprendevano tali conoscenze erano rappresentati dai membri delle più antiche linee di sangue associate alla sapienza divina, quegli antichi re nelle cui vene scorreva il sangue dei Cuilleain, degli ‘Uomini Sacri’, dei supremi re d’Irlanda.

5. Ancor prima che termini moderni quali “druido” fossero introdotti per indicarli, essi rappresentarono i primi sacerdoti della storia umana, quelli che salvarono le proprie comunità dalla fame più di 5.000 anni fa, quelli che costruirono Stonehenge per tentare di estirpare i culti satanici in Britannia ed inoltre coloro i quali rappresentarono i capi riconosciuti dei potenti Celti che popolavano l’Europa.

6. Tali linee di sangue sono associate anche ad altri gruppi, quali gli esuli di Ebla e Ugarit, e gli esuli del regno di Akhenaton.

7. Gli Esseni rappresentavano uno di questi gruppi. La loro biblioteca, ricchissima di antiche conoscenze esoteriche, probabilmente rivaleggiava con le più grandi raccolte di saggezza di qualsivoglia confessione religiosa nella storia del mondo, almeno sino alla creazione della grande biblioteca di Alessandria.

8. Per esperienza diretta, gli Esseni sapevano dell’esistenza di uomini e donne pronti a uccidere per accedere ai segreti del divino, alle chiavi per accedere alle intenzioni ultime di Dio, ai principi alla base dell’Universo. E i personaggi dotati di tale disposizione erano inoltre disposti ad uccidere chiunque altro avesse accesso a quella conoscenza.

9. Oggi ancora non riusciamo a renderci conto di quanto immensa fosse l’effettiva saggezza del mondo antico. Cristiani e persino Ebrei tendono a ripetere a pappagallo parabole e storie del cui patrimonio simbolico segreto sanno poco o nulla. Ma numerosi studiosi e personaggi che hanno avuto accesso alle conoscenze del Buddismo e ai grandi testi spirituali del mondo, comprendono cosa sia in effetti la pura e vera saggezza, l’elemento in grado di fornire ad un individuo la possibilità di comprendere l’intero Universo.

10. I limiti insiti nella nostra possibilità di comprensione il più delle volte implicano che, quando ci capita di leggere di testi antichi e di antichi tesori, la nostra prima reazione sia quella di immaginare favolosi tesori nascosti composti da oggetti in oro e da gioielli, quando in effetti le intuizioni di Akhenaton, i comandamenti perduti del vero Mosè, risultavano in effetti assai più preziosi.

11. Gli Esseni erano quindi assai parsimoniosi nel rivelare ad altri quanto sapessero, per timore di provocare tanto l’ira mortale dei propri rivali, quanto l’invidia di chi volesse impossessarsi di tale conoscenza per trarne personale vantaggio.

12. Per cui, quando Giuseppe, il principe ereditario, fu introdotto alla vera conoscenza, ovvero alla conoscenza dei misteri più antichi a proposito di chi in effetti avesse creato gli esseri umani, la nostra anima, la struttura dell‘Universo, le conoscenze a proposito del fatto che la vita è un sogno, così come quelle legate al rispetto per la vita stessa e alla realtà effettiva della vita dopo la morte, egli immaginò un mondo in cui tale conoscenza fosse resa disponibile a ogni uomo e a ogni donna.

13. È interessante notare come questo fosse lo stesso spirito altruistico del Buddha, diverse centinaia di anni prima, in tutta l’India e nel vicino Oriente. Fu anche lo scopo di Maometto, il profeta e creatore dell’Islam, fino a quando la dinastia degli Omayyadi ritenne che fosse più vantaggioso distorcere le parole del Corano ed inserire, per fini propri, perverse e terribili distorsioni che ebbero come prime vittime le donne e i non-credenti.

14. Quindi, per realizzare i suoi obiettivi, Giuseppe costituì in effetti il più grande campus universitario della storia antica, con dormitori, scriptorii, templi e biblioteche.

(fonte: Knowledge and Blood – Traduzione: Heimskringla)

… continua con il Capitolo 5…

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Discussione

Un pensiero su “Capitolo 4 – La Conoscenza e il Sangue

  1. Ciao, volevo sapere una cosa su queste tue ricerche circa gli Gnostici: da quali altri fonti archeologiche hai tratto le diverse informazioni riguardo questi misteriosi seguaci di Gesù?

    Pubblicato da Andrea Casati | 15 gennaio 2014, 21:43

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