Capitolo 7 – La Fine dei Nazareni

LA FINE DEI NAZARENI

1. E’ difficile stabilire se Paolo di Tarso e San Luca – ovvero Giuseppe ben Mattia (Joseph ben Matthias) – nipote di Ananus il Vecchio, e lo stesso Casato di Ananus siano stati effettivamente in grado prevedere il crollo totale dei Nazareni successivamente alla guerra civile ed alla rivolta che ebbe luogo dopo l’uccisione di Giacomo, il fratello di sangue di Gesù.

2. E ‘anche difficile stabilire se Paolo di Tarso e gli Alti Sacerdoti siriano-ebrei siano stati in grado di prevedere la reazione da parte della linea di sangue reale d’Irlanda e dei loro sostenitori in tutto l’Impero Romano. Esistono numerose prove relative al fatto che si verificarono moti nelle comunità e nelle terre celtiche, in occasione della morte di Giacomo. Tuttavia, gran parte di questa storia è stata deliberatamente cancellata.

3. Ciò di cui si può essere certi è che quando “San” Paolo tornò dalla Francia con il suo trofeo, la testa mozzata di Gesù Cristo, intorno 61/62 d.C., quella famiglia che aveva creato il Cristianesimo si sia effettivamente sentita incoraggiata ad eliminare per sempre i Nazareni.

4. Tuttavia, quando Giacomo il Giusto, fratello di sangue di Gesù ed eroe nazionale, fu barbaramente assassinato nel 62 d.C., tutti i membri della famiglia di Ananus, tra i quali “San Luca” (Giuseppe), furono arrestati, imprigionati e inviati a Roma nel 63/64 d.C.

5. Pur essendo Paolo, così come tutti i membri della famiglia degli Alti Sacerdoti, un cittadino romano, condizione che impediva al governatore romano la possibilità di giustiziarli senza processo in base alle leggi romane, si macchiò in ogni caso di una condotta che avrebbe certamente potuto condurre alla sua condanna a morte.

6. Il risultato di tale condotta, comunque, fu che quelle centinaia di migliaia di persone che erano state salvate dalla carestia si sentirono oltraggiate dalla condotta dei Cristiani e degli Alti Sacerdoti, e chiesero la testa di Paolo di Tarso e degli altri suoi sodali.

7. Gli Apostoli di Gesù, che erano inoltre Zeloti, si trasformarono dall’oggi al domani in generali di enormi eserciti di soldati leali ma scarsamente addestrati, tuttavia disposti a morire per liberare la Giudea dal male rappresentato dai Cristiani e dai Sadducei.

8. Tuttavia, contro l’efficientissima potenza militare dell’esercito romano, tali soldati privi di adeguato addestramento, e persino i ben noti guerriglieri “sicari”, non si dimostrarono all’altezza. In battaglia morirono a migliaia, decine di migliaia addirittura decisero di suicidarsi.

9. Giuseppe Flavio (Flavius Josephus) (“San Luca”) ha fatto frequentemente seppure freddamente riferimento a tale evento in tutte le sue opere, riferendosi al numero impressionante di persone, tra cui donne e bambini di intere città e villaggi, che scelsero di togliersi la vita piuttosto che tornare a vivere sotto il dominio di Roma, dei Sadducei e delle influenze cristiane.

10. Quando Simon Pietro progettò infine la distruzione del Tempio nel 70 d.C., in occasione della stessa data dell’anniversario della distruzione operata da Nabucodonosor il Grande, per abbattere il simbolo per eccellenza della natura malvagia dei Sadducei, i Nazareni erano in massima parte già in massima parte morti o dispersi.

11. Fatta eccezione per una manciata di Apostoli e di personaggi che rientrarono nel mondo romano, i Nazareni furono cancellati per sempre.

12. Gli stessi Cristiani di Paolo non se la cavarono molto meglio, se non nel caso di alcune figure storiche chiave, quali Giuseppe Flavio (Flavius Josephus) (San Luca). Se non fosse stato per questo nipote del Patriarca Ananus il Vecchio, che riuscì a ben gestire la propria salvezza, la propria redenzione politica e il proprio esilio, il Cristianesimo avrebbe rischiato di sciogliersi come neve al Sole e cadere nel dimenticatoio ed i Nazareni avrebbero in quel caso potuto riorganizzarsi.

13. Invece, Giuseppe Flavio (Flavius Josephus) fu effettivamente in grado di cancellare i Nazareni dalla storia, e di riscattare la storia della propria famiglia, di far ricadere le colpe sui cattivi e mai adeguatamente descritti Zeloti, ed allo stesso tempo di eliminare l’effettiva legittimità delle affermazioni degli Esseni in riferimento al contenuto dell’Antico Testamento e della storia di Akhenaton.

14. Giuseppe Flavio (Flavius Josephus) (San Luca) fu inoltre in grado di riorganizzare l’opera dell’ormai giustiziato Paolo di Tarso, determinando il quadro di riferimento essenziale della Bibbia Cristiana odierna che finì col comprendere l’Antico Testamento e i quattro i vangeli oggi utilizzati dai Cristiani.

15. Egli contribuì inoltre ad appoggiare quel numero limitato di capi carismatici cristiani e di famiglie cristiane che sopravvissero alla grande purga successiva alla tentata distruzione di Roma.

16. Sebbene Paolo sia stato determinante nell’assassinio di una serie di figure chiave dei Nazareni, quali Gesù, Maria Maddalena (Mariamne), (la “Vergine”) Maria, Giacomo, il fratello di Gesù e le sue sorelle, fu Giuseppe Flavio (Flavius Josephus), tanto in qualità di “storico” quanto come “Luca” il Cristiano, ad assicurare che solo in pochissimi avessero la possibilità di conoscere l’effettiva realtà storica dei Nazareni e la legittimità del vero messaggio gnostico di Gesù.

17. Ma come tutti gli eventi nel corso della storia, anche una menzogna ben congegnata, quale l’opera di Giuseppe Flavio (Flavius Josephus), viene alla fine smascherata.

(fonte: The End of the Nazarenes – Traduzione: Heimskringla)

Continua con: 4. I Desposyni: La Famiglia di Gesù…

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