I Fondatori del Cristianesimo

I FONDATORI DEL CRISTIANESIMO

PARTE 1 – L’IMPENETRABILE BARRIERA DELLA CREDIBILITA’

1. L’essenza di ogni fede risiede nella convinzione che le sacre scritture e i leader di una specifica religione esprimano sinceramente delle verità.

2. Lo stesso discorso vale quando si affronta una discussione approfondita a proposito degli effettivi fondatori del Cristianesimo, delle loro origini, delle ragioni alla base del loro operato, e delle loro condotte. Vale per il Cristianesimo così come vale per qualunque altra religione.

3. Una persona che si dichiari ‘cristiana’, si presume che quantomeno abbia fede nel fatto che le sacre scritture, come la stessa Bibbia, esprimano delle verità di carattere assoluto.

4. Inoltre, una persona che si dichiari cristiana ritiene che il fondatore della propria religione sia stato Gesù di Nazareth, altrimenti noto come Gesù Cristo, o Gesù il Messia.

5. Le singole fazioni nell’ambito del Cristianesimo possono differire nelle loro interpretazioni dei testi essenziali che compongono la Bibbia, addirittura nell’interpretazione di alcuni degli articoli di fede più essenziali, in base alla peculiare interpretazione che discende dalla propria specifica fede in relazione a quesiti fondamentali quali, ad esempio, “Maria era in effetti Vergine quando ha concepito Gesù?”. Tutti i cristiani, in ogni caso, sono in accordo nel ritenere quantomeno che sia stato Gesù a fondare il Cristianesimo.

6. Questa fede assoluta nella connessione diretta tra Gesù di Nazareth e il Cristianesimo viene molto spesso definita “l’impenetrabile barriera della credibilità”.

7. Si tratta di un elemento fideistico che non potrebbe essere messo alla prova da nulla se non dai fatti; un elemento fideistico che successivamente sarà utile per rafforzare ulteriori elementi fideistici di carattere essenziale.

8. Ad esempio, la convinzione in base alla quale sia stato Gesù a fondare il Cristianesimo, rappresenta l’elemento fondante sul quale l’ulteriore elemento fideistico relativo alla cosiddetta  “successione apostolica” è stato nel tempo costruito – ovvero la fede nel fatto che, dai tempi di Gesù sino ai nostri giorni, sia esistita un’ininterrotta catena di autorità religiose che hanno condotto all’attuale articolazione delle principali branche del Cristianesimo, una catena continua di autorità religiose che assumono le sembianze dei Papi Cattolici Romani.

9. Un altro esempio della maniera in cui l’essenziale elemento fideistico in base al quale Gesù abbia fondato il Cristianesimo viene utilizzato, è rintracciabile nelle modalità tramite le quali la storia delle Chiese Cristiane, e in particolare la storia della Chiesa Cattolico Romana, viene raccontata ed inoltre difesa.

10. Non importa quanti fatti e scenari storici, o casi di prove fisiche evidenti siano presentati per evidenziare una storia caratterizzata da atti orribili, da carneficine o da condotte assolutamente deprecabili. La convinzione per cui Gesù abbia fondato il Cristianesimo tende ad impedire qualsivoglia tentativo di discutere oggettivamente le effettive origini e i fatti storici inoppugnabili riguardanti le diverse fazioni del Cristianesimo.

11. Tale impenetrabile barriera della credibilità continua ad essere utilizzata come una sorta di frangiflutti senza tempo per proteggere il clero individualmente inteso dagli attacchi, soprattutto da qualunque accusa di immoralità e addirittura di empietà.

12. In termini semplificati, risulta impossibile credere che un’organizzazione fondata da un uomo che viene dai più ritenuto il figlio di Dio possa mai essersi resa responsabile del genere di atti abominevoli di cui un numero tanto ampio di personaggi l’hanno accusata nel tempo.

13. In altre parole, in ogni occasione in cui un archeologo, un filosofo, o qualsiasi altro personaggio si impegni a rivelare fatti in grado di mettere alla prova l’immagine che si presenta ai più delle Chiese Cristiane, devono vedersela con questa “impenetrabile barriera della credibilità”.

14. Più fantasiose risultano le loro affermazioni rispetto alla verità ufficiale, minore è la possibilità che ad esse le persone credano, figuriamoci parlare del fatto che si impegnino a diffonderle.

15. E’ questa la ragione per cui ci sono volute non solo decine, ma centinaia di anni per rivelare determinati fatti storici riguardanti numerose istituzioni che si attribuiscono la definizione di Cristiane. Ci riferiamo a casi molteplici di torture istituzionali, a casi di eresia istituzionalizzata, e a casi di pedofilia e di abusi ai danni dei bambini.

16. E’ questa la ragione per cui, ancora ai nostri giorni, numerosi cattolici credono che le storie riguardanti casi terribili di sacerdoti pedofili non siano altro che una maldicenza sponsorizzata dai protestanti e fondamentalmente infondata.

17. E’ questa la ragione per cui, pur essendosi nel tempo verificati tali fatti storici, in ogni occasione in cui ciò è avvenuto, ci sono stati individui impegnati a riscrivere qualsivoglia resoconto negativo riguardante la storia delle chiese cristiane, ed è questa la ragione per cui persone di buona volontà continuano ad essere disposte ad accettare tali evidenti contraffazioni del passato più e meno recente.

18. La ragione sta nel fatto che la maggior parte di noi non riesce a credere a una tale ininterrotta storia di repellenti atti di pura malvagità, di manipolazione politica, e di oppressione originatasi dalla stessa organizzazione che, a quanto pare, fu fondata da Gesù Cristo.

19. Ci sono inoltre le persone che considerano tale questione, quella riconducibile alla ricerca della verità in relazione a tali peculiari anomalie, come una calunnia nei confronti di Gesù e nei confronti dei principi del Cristianesimo. Che in qualche maniera anche semplicemente porsi tali domande sia un atteggiamento “anti-cristiano”.

20. In ogni caso, se il Cristianesimo è effettivamente una forza del bene, se il Cristianesimo è stato in effetti creato da Gesù Cristo, allora tali domande, tali anomalie, meritano una risposta.

21. Per quelli che sono pronti a continuare a leggere, che sono disponibili a valutare la storia e a giudicarla in maniera imparziale, e che rispettano la conoscenza, potranno trovare le risposte a proposito della fondazione del Cristianesimo nelle parti che seguono.

(fonte: Key Founders of Christianity Chapter 1 – The Impenetrable Barrier of Credibility – Traduzione: Heimskringla)

PARTE 2 – IL RETAGGIO RELIGIOSO DIMENTICATO

1. Nessuna religione trae origine dal vuoto. Una religione rappresenta per molti versi l’espressione di una cultura, di un tempo e di un luogo nella storia, essendo fondamentalmente riconducibile alla maniera in cui un gruppo di esseri umani riconosce sé stesso nei suoi rapporti con questo mondo, con l’universo, e con un più elevato potere spirituale.

2. Se escludiamo le primissime forme religiose elaborate dall’umanità, tutte le successive religioni devono la propria origine ad orientamenti religiosi pre-esistenti.

3. In altre parole, tutte le religioni del mondo odierno hanno origini religiose comuni, che lo sappiano o meno, che lo credano o meno.

4. Tali elementi comuni esistono in tutte le differenti religioni a motivo dell’importanza che a tali elementi simbolici tutte queste religioni riconoscono e che tutte esprimono ed utilizzano – ad esempio, il simbolismo legato alla vita, alla morte e alla resurrezione. Un altro esempio potremmo riscontrarlo nel simbolismo riconducibile alla natività di carattere divino ed al sacrificio di un re (del rappresentante della regalità/della regalità che da tale natività discende).

5. L’esistenza di questi tratti storici comuni in riferimento a religioni assai più antiche del Cristianesimo ed in riferimento al Cristianesimo stesso, non necessariamente riduce la credibilità o la rilevanza del Cristianesimo in quanto religione. Semplicemente rimuove il Cristianesimo da una ingiustificabile “bolla” e permette il suo effettivo inquadramento nell’ambito di uno specifico contesto culturale e storico.

6. Numerose grandi religioni sono esistite prima del Cristianesimo. Tali antiche religioni condividevano numerosi dei più ricorrenti e più essenziali simboli della cultura umana.

7. Quelli che vengono riportati nelle tabelle che seguono, rappresentano alcuni dei più importanti riferimenti simbolici e culturali dell’umanità, rispetto ai quali risulta evidente come il Cristianesimo possa essere a pieno titolo definito un culto i cui riferimenti simbolici hanno la propria origine in un lontano passato:

8. Tali riferimenti simbolici esistevano in un tempo antecedente al Cristianesimo. La prova relativa alla diffusione di questi elementi simbolici proviene da innumerevoli scoperte di carattere archeologico assolutamente indiscutibili.

9. Eppure, per numerosi lettori, questa potrebbe essere la prima volta in cui gli viene concessa la possibilità di prendere visione di una lista in tale maniera articolata. L’effetto può dimostrarsi decisamente angosciante, in alcuni casi addirittura al limite del nauseabondo.

10. La prima domanda che spontaneamente potremmo farci è la seguente:  se esistono effettivamente tali e tante prove in relazione al fatto che il Cristianesimo abbia condiviso elementi simbolici tanto numerosi con le più antiche religioni, perché non ne abbiamo mai sentito parlare prima? La risposta è che in buona parte se ne è parlato, e in seconda battuta, che la cosiddetta “impenetrabile barriera della credibilità” ci ha frequentemente reso ciechi rispetto a queste stesse prove.

11. Prove del retaggio essenzialmente pagano del Cristianesimo esistono in pratica da quando esiste il Cristianesimo stesso. Nel pieno della cosiddetta “Età Oscura” medievale, intorno all’anno 1000 dopo Cristo, quello che era stato il mondo antico era ormai in massima parte devastato, distrutto e seppellito per sempre. A partire dal XIX secolo, tuttavia, testi riguardanti le prove relative a quel passato cominciarono ad emergere in tutto il mondo, nella fase in cui gli archeologi cominciarono ad impegnarsi a dissotterrare il passato e a decodificare le perdute lingue dell’antichità.

12. Sfortunatamente, nel mondo dei nostri giorni, numerose trasmissioni e numerosi testi tentano di sensazionalizzare le informazioni presentate nelle tabelle che sopra vi abbiamo presentato – in pratica presentandole banalmente, come se si trattasse di una sorta di grande cospirazione. Non meraviglia affatto che numerosi Cristiani scelgano di ignorare del tutto tali informazioni.

13. In verità, il fatto che il Cristianesimo abbia elementi tanto numerosi in comune con le antiche religioni pagane non risulta di certo una prova in grado di farci comprendere meglio la storia del Cristianesimo stesso, neppure è in grado di fornire spiegazioni razionali in riferimento alle anomalie che agevolmente potremmo riscontrare ponendo a confronto l’atteggiamento del suo preteso fondatore Gesù Cristo e quello delle successive, diversificate e numerosissime generazioni di Papi.

14. Può magari essere in grado di farci comprendere la ragione per cui il Cristianesimo abbia trovato un campo tanto fertile in riferimento a una serie amplissima di culture dei differenti continenti del pianeta Terra – anche perché numerosi degli elementi simbolici del Cristianesimo risultano un patrimonio comune della storia e della mitologia della razza umana nel suo complesso.

(fonte: Key Founders of Christianity Chapter 2 – The Forgotten Religious Heritage – Traduzione: Heimskringla)

PARTE 3 – LA PRIMA RELIGIONE DI GESU’

1. Il giorno di San Valentino, nel Febbraio di ogni anno, è ormai una festività trasformatasi in un fenomeno globale in grado di porre in relazione numerose culture. Alcuni lettori saranno in grado di riconoscere il fatto che il giorno di San Valentino sia stato dedicato a uno dei più antichi santi della Chiesa Cristiana.

2. Pochi tuttavia hanno la possibilità di conoscere il nome proprio del “santo” che fu Valentino. Pochi potrebbero addirittura conoscere la sua vera storia. Tutto ciò non sorprende affatto, soprattutto perché la sua vera storia, i fatti storicamente provati che lo riguardano, costituiscono motivo di grande imbarazzo per gli studiosi della Cristianità.

3. La ragione di tale imbarazzo risiede fondamentalmente nel fatto che, nel 150 dopo Cristo, nella fase in cui la persecuzione nei confronti dei Cristiani in tutto l’Impero Romano era nella sua fase più intensa, Valentino era l’insegnante di migliaia di nobili, di rappresentanti delle più elevate cariche militari, ed anche degli stessi Imperatori e delle loro famiglie, ed insegnava loro la vita dello stesso Gesù e la vera religione di Gesù, ovvero lo Gnosticismo – e ciò si verificava addirittura nella città di Roma!

4. Così imponente fu l’influenza di Valentino che i suoi insegnamenti gnostici si diffusero in tutto l’Impero, e lo stesso Imperatore Marco Aurelio, reso noto al grande pubblico grazie al film “Il Gladiatore”, fu profondamente influenzato dagli insegnamenti gnostici di Gesù, appunto grazie al ruolo di Valentino.

5. Per i Cristiani oggi, così come accadeva 2.000 anni fa, lo Gnosticismo rappresenta il nemico numero uno, una serie di sacre scritture da considerare come farneticanti, in errore ed eretiche.

6. Alcuni dei primissimi scritti Cristiani, quali quelli di Ireneo da Lione, furono espressamente creati per attaccare gli Gnostici. Nel IV secolo in Palestina, quindi nel V secolo in Nord Africa, e successivamente nel XII e nel XIII secolo, la Chiesa Cattolica destinò enormi risorse per dare la caccia e sterminare tutti gli Gnostici che riuscì a rintracciare.

7. Se non fosse stato per i ritrovamenti dei rotoli di Nag Hammadi, intorno al 1948, non avremmo mai avuto la possibilità di comprendere i dettagli degli insegnamenti Gnostici, se si escludono naturalmente le fonti impegnatissime ad attaccare gli Gnostici risalenti ai primi leader del Cristianesimo.

8. Perché si manifestò quindi quest’odio feroce nei confronti degli Gnostici già a partire dalle primissime origini del Cristianesimo?

9. Quando si svolgono ricerche a proposito degli Gnostici ricorrendo a enciclopedie o a testi, ci si trova di fronte non solo a centinaia ma a migliaia di risposte contraddittorie.

10. Tuttavia, quando si legge l’intera collezione di Nag Hammadi, inclusi i correlati e antichi testi di riferimento principali degli Gnostici,  i principali articoli di fede degli Gnostici potrebbero essere riassunti come segue:

– Il dio dell’Antico Testamento, il ‘dio geloso’, il ‘dio vendicativo’ che richiede sacrifici e guerre è in effetti Satana che pretende di essere Dio.

– Gli dei e gli angeli che adoriamo in qualità di Cristiani sono in effetti, e nella loro totalità, demoni. Questi demoni furono in origine esseri in carne e ossa che ci crearono per alterigia e tracotanza grazie alle loro capacità e alle loro conoscenze. Ma quando si resero conto del fatto che noi eravamo in possesso di un’anima più grande della loro, ci maledissero con un’anima contraffatta (posticcia e dualistica/impura).

– Il vero Dio, il padre di tutte le cose, è un dio universale benevolo che non avrebbe mai manifestato odio nei confronti di alcuna delle sue creazioni.

– Gli Alti Sacerdoti Sadducei, i leader religiosi che si nascondono dietro abiti bianchi e parole di pia devozione, in effetti rappresentano malvagi Satanisti che praticano la magia nera e il  sacrificio umano, adorando tali demoni e non il dio universale.

– I testi sacri che compongono l’Antico Testamento rappresentano una contraffazione creata dai Persiani per impedire agli antenati dei Sadducei di sacrificare i propri figli e di adorare i demoni. Le scritture non trattano affatto del dio universale.

– La via per la salvezza è quella che prevede la conoscenza di sé e il rispetto nei confronti della conoscenza, non la promozione dei riti e dell’ignoranza perpetrata dai Satanisti che fanno ricorso a doppi standard applicati alla verità.

– Il dio universale rigetta il sacrificio umano e il sacrificio di sangue. Dio è in tutte le cose. Solo i demoni e i loro malvagi servitori fanno richiesta di sacrifici di sangue.

– Le donne sono pari agli uomini in ogni ambito, e il sentiero per la comprensione del divino è quello femminile e non quello maschile.

– Il matrimonio rappresenta la sacra unione tra eguali. Le donne non sono di proprietà degli uomini.

11. Ora, alcuni di questi punti potrebbero ricordare l’odierna New Age, magari abbinata ad un serie di posizioni che sostengono la necessità di eguali diritti per le donne. Tuttavia, per quanto riguarda il resto, il fatto di sostenere che la Bibbia rappresenti un inganno, e che i Sacerdoti e i Papi rappresentino in effetti dei servitori del male potrebbero presentarsi come decisamente offensive per numerosi Cristiani.

12. Il fatto che gli Gnostici proclamassero che tali filosofie e tali principi fossero stati quelli effettivamente promossi e riportati nei testi dallo stesso Gesù e dai suoi apostoli, tende a innervosire numerosi Cristiani.

13. Eppure gli Gnostici non erano i soli a sostenere numerosi di questi principi 2.000 anni fa.

14. Esiste una seconda fonte associabile ai reperti ritrovati a Qumran, e in altri siti, che si esprimerebbe a favore di tali affermazioni apparentemente eretiche della tradizione Gnostica/Essena. Tale fonte sostiene che tanto la Torah (“i Cinque Libri di Mosè”) quanto la Tanakh (l’Antico Testamento) costituiscano sapienti rielaborazioni di testi religiosi assai più antichi.

15. Uno dei più antichi e più importanti reperti religiosi dell’era Biblica è rappresentato dal ‘Rotolo di Rame’ (Copper Scroll) recuperato dalle caverne di Qumran. Su di esso viene riportato “Akhenaton è anche Zadok” – una chiara indicazione del fatto che Akhenaton, il faraone eretico Egizio che condusse le vittime delle ‘piaghe’ all’esterno dell’Egitto fino in Palestina, nel XIV secolo avanti Cristo, fosse in realtà il vero Mosè.

16. Oggi, grazie a internet e a ciò che è stato riscoperto e salvato dalla distruzione, possiamo inoltre renderci conto del fatto che numerosi di questi testi di riferimento originari, quali il Libro di Zoroastro (Vendidad), siano chiaramente stati la fonte originaria di numerose delle leggi cosiddette di Mosè, giustificando ampiamente quindi le affermazioni degli Esseni così come quelle degli Gnostici.

17. Tuttavia, tutto questo nulla potrà per limitare la rabbia, che sconfina molto spesso nella rabbia fanatica, dei numerosi Cristiani che considerano tali argomentazioni delle insulse menzogne. Quindi, potete agevolmente immaginare ciò che provarono i Sadducei e i Farisei quando queste accuse vennero mosse nei loro confronti 2.000 anni fa.

18. Dal punto di vista dei Farisei, che avevano riverito Nehemiah (Neemia) ed Ezra come i grandi profeti che avevano fatto ritorno dall’esilio Persiano, con il pieno supporto dei re Persiani, canonizzando la prima Tanakh (altrimenti nota come “Talmud Babilonese”) 430 anni prima della nascita di Gesù, affermazioni di quel genere minacciavano la loro stessa credibilità e autorità al livello delle fondamenta.

19. Dal punto di vista dei Sadducei che dominavano il Grande Tempio, la rivelazione in base alla quale la religione Ebraica nel suo complesso non rappresentasse altro che un inganno, e che fosse segretamente connessa a pratiche di carattere Satanico (incluso il sacrificio dei bambini), doveva essere definita una orrenda menzogna, in caso contrario avrebbe messo a repentaglio tanto le loro posizioni di potere quanto le loro stesse vite.

20. 2.000 anni fa, oltre il 10% della popolazione mondiale era di religione Ebraica, e la carica di Alto Sacerdote di Gerusalemme era considerata un onore assoluto, tanto che a quest’ultimo veniva concessa di diritto la cittadinanza romana.

21. Gli stessi Romani consideravano ripugnanti i sacrifici umani, e numerose leggi Imperiali Romane erano state approvate per imporre la pena capitale anche nei confronti di chiunque anche solo partecipasse ad una cerimonia in cui si praticasse il sacrificio umano.

22. Ora, se un Ebreo si fosse azzardato a condannare tali pratiche, l’Alto Sacerdote, in base alla Legge Ebraica, avrebbe potuto condannarlo a morte tramite lapidazione all’istante. Ma cosa sarebbe accaduto se un cittadino Romano con pieni diritti e di nobili natali avesse mosso quel genere specifico di accuse?

23. A peggiorare il quadro, quale sarebbe stato l’impatto e l’onda d’urto, 2000 anni fa, di un principe ereditario Ebreo della linea di sangue di Giuda, dalla quale si profetizzava sarebbe giunto il Messia, impegnato a muovere tali accuse pubblicamente nel corso del proprio ministero? Bisogna riconoscere che per il 99% della popolazione, il complesso messaggio cosmico sarebbe andato perduto, se si escludono le parabole. Ma per l’elite regnante Sadducea, il messaggio sarebbe stato più che palese – se non agivano per distruggere quello specifico messaggio, non sarebbero sopravvissuti.

24. Quindi, come è possibile distruggere una pericolosa filosofia che minaccia di mettere a repentaglio le stesse fondamenta di una delle più potenti e antiche religioni del mondo antico?

(fonte: Key Founders of Christianity Chapter 3 – The “First” Religion of Jesus – Traduzione: Heimskringla)

PARTE 4 – IL BUON SAMARITANO 

1. Come molti sanno Gesù non rappresentò l’unico “Messia” Ebraico di cui si ha notizia nel corso di quello specifico periodo storico. Al tempo della sua nascita, c’era un rivale influente e potente che nel corso della fase finale del suo ministero egli dovette affrontare come competitore diretto.

2. Il primo rivale era suo cugino, Giovanni il Battista, il figlio dell’anziano e rispettato sacerdote Zaccaria di Qumran (la fonte che produsse i cosiddetti Manoscritti del Mar Morto).

3. Non si trattava semplicemente del fatto che Giovanni fosse considerato il Messia e il Salvatore che era stato profetizzato, anche con riferimento alla sua nascita ‘miracolosa’ da genitori ormai prossimi a superare i 70 anni, ma i sacerdoti Esseni avevano addirittura ordinato a tutte le comunità Essene di contare gli anni del calendario a partire dalla sua nascita, a partire dall’anno 0.

4. Oggi noi crediamo che l’anno 1 dopo Cristo dei nostri calendari sia legato all’anno di nascita di Gesù. Si tratta invece della continuità di tale editto ad opera di Zaccaria, che è in vigore ormai da 2000 anni. Gesù nacque nell’anno 6 dopo Cristo (6 anni dopo la nascita di Giovanni). Si sa questo in base ai resoconti relativi ad una serie di eventi storici che risalgono al periodo della sua nascita che possono tranquillamente essere verificati – il Censo Romano entrò in vigore nell’anno 6 dopo Cristo, Annas (Ananus) divenne Alto Sacerdote nell’anno 6 dopo Cristo, ed Erode Archilao (Herod Archelaus), il figlio di Erode il Grande, fu deposto dai Romani per essersi macchiato di crimini mai sufficientemente chiariti nell’anno 6 dopo Cristo.

5. Negli anni successivi alla distruzione del Tempio di Gerusalemme, quegli Ebrei che credevano fermamente nel fatto che Giovanni fosse il vero Messia furono indicati come Ebioniti – una setta che sarebbe sopravvissuta per alcune centinaia di anni.

6. Il secondo rivale a reclamare per sé il titolo di Messia è un personaggio ancora più interessante. Si trattava di un Samaritano, del Casato dei Menasheh, dell’antica ed esiliata linea di sangue degli Alti Sacerdoti Samaritani, ed era anch’egli a tutti gli effetti un cittadino Romano. E’ stato indicato con numerosi nomi nel corso della storia, inclusi Dositheus e Barabba (Barabbas), denominazione quest’ultima che significa semplicemente “figlio di suo padre” (bar-abbas, bar significa figlio, abbas significa padre).

7. Essendo parte integrante del Regno di Israele, il territorio dei Menasheh era stato conquistato dal Grande Re Assiro Salomone, Sulmanu-asarid V (727-722 avanti Cristo), e numerosi dei membri di tale Casato furono in quella fase storica uccisi, ridotti in schiavitù o esiliati.

8. Nel corso di questa fase, gli antenati di Barabba (Barabbas)/Dositheus svilupparono una versione molto peculiare del Giudaismo, che fondeva l’occultismo di matrice Assira e i principi della fede Ebraica, andando a costituire la dualità tipica di quella che sarebbe poi divenuta l’attitudine tipica dei Sadducei.

9. Nel periodo Ellenistico, che ebbe inizio nella fase immediatamente successiva alle imprese di Alessandro Magno, gli antenati di Barabba (Barabbas)/Dositheus contribuirono a creare la fazione di Sebastea che si esprimeva a favore della progressiva introduzione di costumi tipicamente Greci. Intorno alla fase 245/240 avanti Cristo, l’Alto Sacerdote di Israele era Manasseh – un nome che chiaramente lo identificava come un membro della fazione che agiva all’opposizione rispetto agli Alti Sacerdoti Egiziani (Esseni) di Yeb (Isola Elefantina) – ovvero la linea di sangue di Onias.

10. Quando Manasseh fu deposto dalla carica di Alto Sacerdote a Gerusalemme, fece ritorno nei territori della Samaria e finanziò la costruzione del Tempio Samaritano del Monte Gerezim, presumibilmente grazie alle fortune incamerate nella fase in cui aveva ricoperto la carica di Alto Sacerdote di Israele, ivi smantellando il pre-esistente Tempio.

12. I Samaritani si garantirono nuovamente l’Alto Sacerdozio a Gerusalemme per un breve periodo, intorno al 172 avanti Cristo, grazie a Manasseh (altrimenti noto come Menelao), Alto Sacerdote del Monte Gerezim (Samaritano) ed inoltre Alto Sacerdote di Israele tra il 172 e il 162 avanti Cristo, tra l’altro il personaggio a cui viene attribuita la responsabilità di aver reso nota agli Assiri la presenza di enormi ricchezze occultate nelle profondità del Tempio.

13. Tale evento ebbe enormi implicazioni politiche e sociali tanto per la dinastia degli Alti Sacerdoti Samaritani quanto per i Samaritani stessi, dato che, quando Giovanni Ircano (John Hyrcanus) prese il potere, quest’ultimo assediò il Monte Gerezim nel 128 avanti Cristo, distrusse completamente il Tempio (dei Samaritani) e fece strage della cittadinanza di Shechem, massacrando circa 15.000 persone.

14. Ad aggiungere l’insulto all’ingiuria, nel 31 avanti Cristo, il comandante Romano Ottaviano mutò il suo nome in Augusto, ed Erode mutò il nome della capitale della Samaria in Sebaste (l’espressione Greca per Augusto).

15. La distruzione del loro Tempio e della loro capitale rappresentò una grave onta per i Samaritani. Il loro odio nei confronti degli ‘Yehudim’ (gli ‘altri’ Ebrei) non li abbandonò mai, e perdura ancora oggi, 2000 anni dopo, nonostante siano solo una manciata i Samaritani di stirpe pura ancora in vita.

16. Dopo la distruzione del loro Tempio, gli Alti Sacerdoti rifugiati dalla Samaria si ritirarono prima ad Antiochia, e successivamente più a nord, in Turchia, quando Erode ‘il Grande’ si insediò al potere, in definitiva ricercando quel minimo di sicurezza che i signori della guerra della regione fondamentalmente anarchica della Cilicia, nell’odierna Turchia, potevano garantirgli. Una strategia che perdurò almeno fino a quando i Romani non insediarono al potere un proprio Governatore nella provincia appena costituita della Giudea (Iudea/Judea).

17. Fu appunto in questa fase tanto difficile per le orgogliose famiglie nobili Samaritane che era stato profetizzato l’avvento del Messia, che si sarebbe dimostrato tanto potente da conquistare Gerusalemme e da unire non solo il popolo Ebraico della regione ma il mondo intero.

18. Intorno alla fase compresa tra il 10 e il 15 dopo Cristo, tale Messia rivale, noto come Barabba (Barabbas)/Dositheus, aveva ammassato un seguito significativo mentre il messaggio di quest’ultimo rappresentante dei Samaritani diveniva sempre più aggressivo e anti-establishment.

19. A partire dal 35 dopo Cristo, il Governatore Romano Ponzio Pilato fu costretto ad intervenire, dopo che i fiancheggiatori di Barabba (Barabbas)/Dositheus scatenarono i propri attacchi nei confronti delle ricche famiglie di Gerusalemme e dei fiancheggiatori del clan sacerdotale degli Hannas/Boethus che in quella fase era al potere.

20. Il ben noto e straordinario processo che coinvolse Gesù e Barabba, condotto da Ponzio Pilato, non riguardò la scelta tra un Messia ed un criminale per come tale resoconto ci è stato presentato, in maniera rivista e corretta, dalla Bibbia, si trattò di una scelta tra due “Messia”, ovvero da un lato Gesù, ovvero il Messia Esseno/Asmoneo/Sadduceo, dall’altra il Messia Samaritano. Come è ben noto, il popolo scelse il Messia Samaritano.

21. I resoconti Biblici e storici riguardanti Barabba (Barabbas), il “Buon Samaritano”, terminano a questo punto. Me egli non sparì affatto, e neppure fu segretamente giustiziato. Al contrario, fu inviato in esilio, a Damasco, località in cui risultava soggetto all’occhio attento del Legato di Roma in Siria che si occupava della gestione dell’intera regione.

22. Non restò in esilio per molto tempo. Intorno al 43/44 dopo Cristo, l’Alto Sacerdote Ananias viaggiò fino a Damasco per incontrare Nethanel (Dositheus) e per richiedere il suo aiuto nell’eliminazione progressiva dei Nazareni. I Nazareni rappresentavano la corrente religiosa fondata in origine da Gesù, che aveva continuato a promuovere il messaggio Gnostico per come lo abbiamo descritto nei precedenti capitoli.

23. In questa occasione, piuttosto che permettere al sacerdote Samaritano (Nethanel/Dositheus/Barabba) di guidare la loro stessa razza, Ananias e il Casato di Annas (Ananus) avrebbero provveduto a controllarlo, tramite una nuova serie di testi sacri ben articolata ed una serie di messaggi fondamentali – ognuno dei quali indirizzato a dirottare, confondere e distruggere la fiducia del popolo nel messaggio Gnostico. La religione fu definita “Boethusiana” (Boethusianism) – si trattava della corrente religiosa che è all’origine del Cristianesimo d’Oriente.

24. Nethanel (Dositheus) fu d’accordo e prontamente mutò il suo nome ricorrendo ad una mossa decisamente provocatoria. Egli scelse un nome molto particolare per questa sua nuova missione indirizzata a creare una religione contraffatta, un nome che veniva considerato il più sacro tra i nomi sacri degli Ebrei – si trattava del nome del primo Re Messia.

25. Nessun Ebreo avrebbe mai avuto il coraggio di utilizzare quel nome per uno dei propri figli, indipendentemente da quale fosse l’Ebreo in questione, si trattava del nome del primo Messia Re. Tuttavia nel 43/44 dopo Cristo, il “Buon Samaritano” abbandonò l’esilio, ed ora si faceva chiamare Saul, mentre il suo nome romanizzato era divenuto Paolo.

26. Oggi lo conosciamo con il nome di San Paolo e come San Paolo l’Apostolo.

(fonte: Key Founders of Christianity Chapter 4 – The Good Samaritan – Traduzione: Heimskringla)

PARTE 5 – LA RIVELAZIONE E IL VACUUM 

1. Successivamente alla crocifissione ed alla ‘miracolosa’ resurrezione di Gesù il Nazareno, la notizia relativa a tale evento si diffuse rapidamente nel mondo Ellenistico.

2. Tuttavia, piuttosto che avviare immediatamente un processo di evangelizzazione del proprio messaggio presso gli Ebrei in Giudea e altrove, i discepoli rimasero fedeli alla promessa fatta a Gesù di trascorrere almeno 12 anni a perfezionare ed a riportare nel dettaglio le scritture Gnostiche.

3. Sebbene tutti i discepoli fossero per definizione istruiti (altrimenti non avrebbero potuto essere parte integrante dei 12 membri di una setta Essena), pochi avrebbero avuto la dedizione, o l’esperienza necessaria per impegnarsi nella scrittura manuale dei manoscritti stessi.

4. Se volete rendervi conto delle difficoltà associate a una simile impresa, provate a fare riferimento ad una Bibbia e verificate quanto lungo possa essere il processo di scrittura a mano anche solo di un’unica pagina.

5. Considerato il tempo che trascorse in discussioni e dibattiti, il compito affidato ai discepoli di redigere le scritture Gnostiche si dimostrò di certo decisamente lento. Nella migliore delle ipotesi, un numero estremamente ristretto di copie dei testi essenziali di riferimento fu messo a punto – al massimo 3, probabilmente appena due.

6. Al contrario, la dominante Casta Sacerdotale dei Sadducei controllava uno dei più grandi Scriptorium del mondo antico, impiegando oltre 100 scribi nella gestione dei propri contratti commerciali e nella pubblicazione di testi Ebraici tradotti nell’antico Greco da rendere disponibili alle comunità Ebraiche del mondo. Inoltre, a quei tempi, pochissime erano le persone in grado di leggere, senza parlare quindi di quelle in grado scrivere in Ebraico. La lingua internazionale utilizzata nell’area orientale dell’Impero era il Greco.

7. Il risultato di tale condizione, dal punto di vista di Gesù e degli apostoli, è che centinaia di migliaia di persone avevano sentito parlare del Messia, della sua sconfitta e della sua morte, ma senza aver potuto vedere con i propri occhi alcuno dei discepoli o dei personaggi presso di lui qualificati da una certa autorità, né tantomeno i suoi testi ufficiali. Non meraviglia, quindi, che numerosi falsi profeti e opportunisti abbiano cercato di presentarsi presso il popolo come discepoli e apostoli di Gesù.

8. Il Casato di Annas (Ananus/Hannas), e in particolare l’Alto Sacerdote Ananias (Ananus), e il suo giovane nipote Josephus, figlio del sacerdote Mattia (Matthias), intravide in questo complesso scenario una straordinaria opportunità. Josephus, più tardi noto come Flavius Josephus (e San Luca l’Evangelista), nella fase da egli trascorsa a Roma, veniva considerato una delle menti più brillanti del suo tempo. Esprimendosi correntemente in tre lingue, Josephus notò in questo “vacuum” (vuoto di potere) una possibile opportunità di intervento.

9. Se i primi personaggi a presentarsi tra le centinaia di grandi comunità Ebraiche – in quella fase impegnate raccogliere informazioni a tale proposito – diffuse in tutto il mondo antico, fossero stati agenti degli Alti Sacerdoti Sadducei, a quel punto sarebbe stato possibile riorientare con successo il messaggio Gnostico fino a presentarlo in una forma, diciamo così, più “tradizionale”. La principale difficoltà, in questo senso, consisteva nell’individuare un ‘front man’ sufficientemente credibile e sufficientemente in grado di promuovere questa nuova religione contraffatta.

10. Per quanto gli Alti Sacerdoti Sadducei potessero aver odiato Nethanel (Dositheus/Barabba (Barabbas)), egli rappresentava tuttavia il candidato perfetto. Aveva già provato le sue capacità di leader carismatico, e la sua epilessia aveva portato molti a ritenere che egli fosse “posseduto dallo spirito santo” di Dio, dato che era solito esprimersi in lingue sconosciute quando soggetto a quel genere specifico di attacchi. Ai nostri giorni, numerosi Cristiani simulano questa terribile malattia nel corso degli incontri evangelici imitando gli attacchi epilettici di San Paolo il Messia.

11. Ma prima che Nethanel (Dositheus/Barabba (Barabbas)) potesse dare il via alla propria missione, un grande evento sconvolse l’intera regione – la Grande Carestia.

12. In passato, quando grandi disastri si manifestavano, le persone erano solitamente costrette a provvedere a sé stesse. Solo i Romani e i Greci avevano una qualsiasi nozione di interventi di emergenza a favore dei cittadini, ed anche in questi casi, tale intervento era previsto solo per le maggiori città, non per le province. Quando la carestia colpì l’intera Palestina, incluse alcune aree dell’Egitto, ed inoltre estendendosi a nord, fino alla Siria e all’odierna Turchia, i più ricchi e coloro i quali ricoprivano cariche di potere si ritirarono in massima parte all’interno di rifugi protetti, attendendosi la morte di centinaia di migliaia di persone.

13. Successivamente, in uno degli atti più storici e illuminati di cui la storia umana sia mai stata testimone, Giuseppe d’Arimatea (Joseph Ha-Rama-Theo), Re Supremo dell’Irlanda e dei Celti, l’uomo che fondò Nazara e il padre di Gesù, ordinò che le sue vaste ricchezze fossero liquidate per sostenere e alimentare le persone vittime della carestia.

14. Nessun evento simile si era mai verificato nel mondo antico. L’effetto di questo nuovo concetto – il concetto di carità, irruppe in tutto l’Impero con la potenza di una bomba deflagrante. In quella fase specifica, nel mondo antico, si cominciò a parlare dei misteriosi personaggi seguaci di Gesù che apparivano disposti ad aiutare dei perfetti sconosciuti. Ai nostri giorni, l’intero episodio – uno dei più rilevanti della storia antica – viene trascurato e presentato come una mera nota a piè di pagina nell’ambito dei resoconti Cristiani, in particolare come l’incarico fu fornito a Stefano e mirato al sostegno di un numero limitato di povere vedove e mendicanti.

15. Il fatto che la Chiesa Cristiana preferisca non riconoscere affatto l’intero episodio, evitando accuratamente di affermare che fosse stato organizzato dagli apostoli, potrebbe condurci a scrivere volumi a tale proposito.

16. Il compito che fu affidato a Stefano, così come al resto degli Apostoli, fu quello mirato a porre le basi di una organizzazione in grado di realizzare un’operazione di soccorso e sostegno su ampia scala, che risultava necessaria per salvare le vite di centinaia di migliaia di persone.

17. In un primo momento, gli Alti Sacerdoti Sadducei reagirono a questa nuova ondata di influenza e credibilità a vantaggio dei Nazareni e degli Apostoli ordinando a Nethanel (Dositheus) di eliminare Stefano, evento che si verificò di lì a poco. Piuttosto che interrompere lo sforzo, tale evento sortì l’effetto opposto, ovvero quello di accrescere la lealtà del popolo nei confronti dei Nazareni rafforzando la dedizione degli Apostoli a quella causa.

18. I Sadducei si sentirono probabilmente sotto pressione a quel punto, e furono costretti ad inviare il loro anziano patriarca Annas presso Giacomo, presumibilmente per presentare un’offerta utile a garantire una riparazione rispetto all’omicidio di Stefano, ed inoltre utile a contribuire alle attività di soccorso e sostegno nei confronti della popolazione. Giacomo, fratello di sangue di Gesù, rifiutò tuttavia l’offerta, seppure tale episodio, com’è ben noto, mai sia stato presentato negli scritti del nipote di Annas, Josephus, che noi conosciamo con lo pseudonimo di San Luca negli Atti degli Apostoli.

19. Successivamente alla morte del proprio patriarca intorno al 44/45 dopo Cristo, il Casato di Annas/Boethus fu costretto ad elaborare una nuova strategia.

20. A Nethanel (Dositheus) fu ordinato di incontrare gli Apostoli e di verificare se fosse possibile per lui far fronte comune con le attività di soccorso e sostegno in cui stavano disimpegnandosi, fornendo loro aiuto. Lo ripetiamo, questo episodio viene presentato nel Nuovo Testamento, e gli apostoli appaiono chiaramente timorosi della sua figura e della sua agenda.

21. Dato che Nethanel era reduce dalla prigionia, che era inoltre un Samaritano, e che con tutta probabilità agì presentandosi in assoluta buona fede, sarebbe stato molto difficile individuarlo quale agente in realtà al lavoro per i nemici giurati dei suoi antenati. Ciò che si sa per certo è che Giacomo il Giusto concesse la possibilità a Nethanel di presentarsi presso le altre comunità Ebraiche della regione e di raccogliere quelle donazioni che le persone erano disposte a fornire per favorire le attività di soccorso e sostegno.

22. Elemento ancora più rilevante, e in parte fatale – Giacomo il Giusto fornì a Nethanel alcune delle scritture Gnostiche. Tale atto fornì quindi la possibilità al Casato di Annas/Boethus un modello di riferimento e gli strumenti essenziali sulla base dei quali realizzare quelle che successivamente sono state a noi rese note come le originarie e complete Bibbie ‘Cristiane’.

23. In quella fase, Nethanel/Saul era tornato ad occuparsi di temi ‘Messianici’ viaggiando presso le popolazioni Ebraiche e impegnandosi ad accumulare una quantità enorme di ricchezze (capitali). Quindi, il concetto di carità fasulla – la promessa di fornire soccorso ad altri mentre ci si impegna a tenere per sé gran parte delle ricchezze, fu in effetti la prima grande impresa di coloro i quali crearono in origine il Cristianesimo.

24. Fu probabilmente dopo aver accumulato quel denaro e quel prestigio che egli mutò il suo nome in Saul – una denominazione decisamente provocatoria, che avrebbe certamente causato agli Alti Sacerdoti Sadducei terribili bruciori di stomaco.

25. Un ulteriore e drammatico cambiamento si verificò inoltre in questo specifico periodo – Saul (San Paolo) cominciò improvvisamente a sostenere con rinnovata decisione il suo originario messaggio diretto contro l’establishment Sadduceo – un messaggio profondamente radicato nel suo DNA di Samaritano, e di membro a tutti gli effetti delle linee di sangue degli Alti Sacerdoti esiliati. Saul non si impegnò più a predicare e a convertire Ebrei alla sua nuova religione contraffatta – ma si impegnò attivamente nel reclutare (portare dalla sua parte) buona parte del clero dei templi Pagani, in particolare del clero dei Templi di Cibele.

26. La regione della Cilicia è di importanza cruciale in questo senso, dato che si tratta dell’area geografica e storica in cui ebbe origine il Culto di Cibele, la “Regina dei Cieli”, la Dea Madre, che viene variamente descritta o indicata come Cibele, Inanna, Venere, Iside, Ishtar, Astarte, Afrodite, Astoreth.

27. Sebbene il centro per eccellenza del Culto di Cibele nel mondo antico fosse successivamente divenuto il Monte Vaticano (Mons Vatis Canus) (la Collina dell’indovino dalla barba bianca), anche noto come Colle Vaticano a Roma, è un fatto accertato che Paolo conoscesse nei dettagli il culto della Dea ed inoltre quelli delle numerose pratiche di carattere satanico associate a tale culto.

28. Tra le lettere di San Paolo, una delle più essenziali è la ‘Lettera ai Galati’ (abitanti della Galazia), una regione abitata da una popolazione di origine celtica dell’odierna Turchia. E’ probabile che in effetti non esistesse alcuna relazione in questo caso con le popolazioni di origine celtica presenti in Turchia, ma che sussistesse a tutti gli effetti una relazione con i ‘Galli’ (Galloi/Gallae) – le sacerdotesse di sesso maschile, uomini che erano stati evirati affinché potessero restare per sempre celibi e ricoprire la carica di attendenti presso i maggiori templi dedicati alla Dea del mondo antico.

29. L’ossessione relativa al celibato presente in numerosi degli scritti di San Paolo (Saul) starebbe ad indicare il fatto che la sua nuova religione, ed egli stesso in qualità di nuovo Messia, avesse trovato terreno più fertile appunto presso questi ultimi personaggi piuttosto che nelle tradizionali comunità Ebraiche.

30. A partire dal 50 dopo Cristo, alla fine della carestia, tanto gli Apostoli quanto gli Alti Sacerdoti Sadducei ne avevano effettivamente avuto abbastanza del ‘messia’ Paolo, finito oramai fuori controllo, e lo convocarono a Gerusalemme. Lì, in occasione del primo concilio ecumenico del “Cristianesimo” Paolo fu scomunicato come primo eretico della storia Cristiana.

31. Dato che Paolo si era presentato egli stesso come nuovo Messia, avrebbe dovuto essere suo il titolo di primo ‘anticristo’ della storia.

32. Paolo (Saul) rigettò gli editti di Giacomo e si impegnò ad accelerare lo sviluppo della sua nuova religione – intraprendendo una serie di viaggi verso occidente, in direzione della Spagna e dell’Inghilterra.

33. La sua nuova religione non era più quella “Boethusiana” (Boethusianism), si trattava ormai di Paolinismo, una vera e propria corrente impegnata a rivaleggiare con la stessa religione “Boethusiana” (Boethusianism).

34. Il Paolinismo avrebbe nel tempo accresciuto la propria influenza fino a trasformarsi ciò che oggi conosciamo come Cristianesimo Occidentale e Cattolicesimo, mentre la corrente Boethusiana (Boethusianism) si sarebbe successivamente sviluppata fino a trasformarsi nella forma del Cristianesimo oggi praticata dalle Chiese Cristiane Orientali ed Ortodosse.

35. Fu l’Imperatore Costantino, 250 anni più tardi, che per primo impose che il termine “cristiano” fosse applicato senza distinzione a tutte le sette esistenti. In verità, la religione contraffatta che conosciamo come Cristianesimo non fu mai un corpo unico sin dall’inizio – Paolo aveva infine stabilito la propria agenda e realizzato i propri obiettivi.

36. Nell’ambito delle nuove scritture del Paolinismo, era Paolo a pronunciare la parola fine, Paolo, l’unico Apostolo effettivamente credibile, Paolo, il salvatore, Paolo, simile a Gesù Cristo – una condizione ancora ampiamente onorata dalla struttura di qualsiasi Bibbia Cristiana moderna e testimoniata dall’importanza attribuita a Paolo dal Clero Cattolico dei nostri giorni.

(fonte: Key Founders of Christianity Chapter 5 – The Revelation and the Vacuum – Traduzione: Heimskringla)

PARTE 6 – L’EFFETTIVO PROPOSITO DEL CRISTIANESIMO 

1. La parola “Cristiano” deriva dal termine Greco Χριστιανός (khristianos), che deriva a sua volta da Χριστός (Khristos) ovvero “l’unto”. A propria volta, il termine Greco khristos/christos derivava dall’antico termine Ebraico Masiah (Messia/Messiah) che indicava “colui il quale è stato unto” (benedetto/consacrato). Ai nostri giorni, le persone frequentemente tendono a confondere i termini Messia, Cristiano, Cristo e Salvatore.

2. Le primissime fonti storiche relative all’utilizzo del termine “Cristiani” sono quelle rintracciabili nell’opera di Tacito, uno storico Romano che si ritiene sia vissuto intorno al 116 dopo Cristo. Non esiste tuttavia una copia originale dei suoi testi. In ogni caso, un manoscritto risalente al X secolo, realizzato da monaci Cristiani, viene attribuito allo stesso Tacito, ed è noto come ‘Gli Annali’. Quest’ultima opera riporta l’affermazione che Nerone abbia accusato i “Cristiani” dell’incendio di Roma avvenuto nel 64 dopo Cristo. Nonostante l’ovvia manipolazione, questo testo di matrice Cristiana viene ancora erroneamente citato come prova effettiva di carattere indipendente.

3. Tuttavia, frammenti di un manoscritto originale ad opera di Sulpicius Severus (Sulpicio Severo), noto come ‘Chronica’, e risalente al V secolo dopo Cristo riportano esattamente il medesimo passaggio parola per parola almeno 400 anni prima rispetto alla versione Cristiana redatta dai monaci, e il termine “Cristiano” non compare affatto.

4. Alla stessa maniera, non vi è alcun riferimento al termine “Cristiani” negli autori che vissero ai tempi di Nerone, né da parte di nessuno dei primissimi autori cosiddetti “Cristiani”, inclusi Tertulliano, Eusebio e Sant’Agostino – una omissione che induce a ritenere che i testi messi a punto nel corso del X secolo siano una frode assoluta.

5. Il secondo riferimento, in termini temporali, all’utilizzo del termine “Cristo” o “Cristiani” è quello che fa capo a Ignazio di Antiochia, intorno al 100 dopo Cristo, che viene citato solo sulla base di manoscritti risalenti all’VIII secolo, anch’essi “copiati” da monaci Cristiani a partire da pretesi “originali”, in cui a quanto pare si faceva riferimento ai Cristiani utilizzando la frase “seguaci di Cristo”.

6. La ragione della mancanza di effettive prove storiche in relazione all’utilizzo della denominazione “Cristiani” sin dall’inizio della loro pretesa storia, è legata al fatto che la religione contraffatta creata dagli Alti Sacerdoti Sadducei per distruggere i Nazareni e il vero messaggio di Gesù non fu mai definita Cristianesimo – bensì “Boethusianesimo” (religione Boethusiana) (Boethusianism).

7. La successiva filiazione creata da Paolo, nell’ambito della quale egli stesso si dichiarava nuovo Messia, fu il Paolinismo (Paulinism), ovvero il movimento che ha anticipato e successivamente dato vita al Cattolicesimo. Ci furono naturalmente le ulteriori figlianze del Paolinismo, quali i Marcioniti, una corrente creata da suo nipote, senza dimenticare inoltre gli Ebioniti ed una serie di ulteriori correnti che si svilupparono a partire dal IV secolo dopo Cristo.

8. Fu l’Imperatore Costantino, anche conosciuto come “Costantino il Grande”, che ordinò che una denominazione comune venisse utilizzata da tutte le diverse fazioni successivamente al Concilio di Nicea del 325 dopo Cristo, inclusa la fissazione di una serie di articoli di fede indicativi di valori comuni realizzata tramite la messa a punto del cosiddetto Credo Niceneo. Per un periodo, l’unificazione formale delle differenti fazioni perdurò. In verità, tuttavia, le diverse sette contraffatte e le diverse filiazioni del cosiddetto “Cristianesimo” non furono mai unite effettivamente sin dall’inizio.

9. Qual’era quindi il proposito del primo movimento contraffatto creato in origine dagli Alti Sacerdoti Sadducei, altrimenti noto come “Boethusiano” (Boethusian)?

10. L’effettivo obiettivo centrale della religione nota come Cristianesimo, come in origine creata dalle famiglie nobili Sadducee, non aveva nulla a che vedere con la salvezza delle anime, con la pace o la buona volontà. Anche perché i principali obiettivi erano tanto straordinariamente semplici quanto incredibilmente sinistri.

– 1. Rendere inefficaci gli insegnamenti Gnostici di Gesù e dei Nazareni tramite la creazione di una contro-religione che reclamasse di rappresentare l’unica vera fede, e basata su un simbolismo decisamente semplicistico, il conformismo e l’odio nei confronti della conoscenza.

– 2. Perpetuare inoltre la forza e la credibilità dei testi sacri canonici Ebraici creati da Geremia, Baruch, Nehemiah, Ezra tramite l’incorporazione di tali testi come elemento chiave della liturgia della religione.

13. Distruggere tutti i testi e ogni possibile riferimento allo Gnosticismo oltre che ogni prova storica in grado di minacciare gli obiettivi 1. e 2.

14. Dove sarebbe stato impossibile distruggere, era necessario riscrivere le prove che contraddicessero tali affermazioni.

15. Usurpare tutte le attività dei membri della famiglia di Gesù e dei suoi discepoli e, se possibile, assicurarsi la loro morte.

16. Strutturare la Chiesa in maniera tale che i segretissimi adepti dell’Occultismo, in qualità di “Alti Sacerdoti” (più tardi denominati “Illuminati”), di selezionate famiglie Sadducee mantenessero un effettivo controllo sulla Chiesa conservando la possibilità di continuare a praticare i riti satanici e di sacrificio umano in onore della Dea Madre e dei demoni Satanici della propria tradizione con relativa impunità.

17. Maledire ogni “pecora” che scegliesse di seguire ciecamente gli insegnamenti del Cristianesimo senza rendersi conto del Dio effettivamente adorato.

18. Questi sono gli obiettivi principali del Boethusianesimo (religione Boethusiana) (Boethusianism) (la setta originaria che diede vita al Cristianesimo), quelli sin dall’inizio prefigurati e fissati dal Casato di Ananus e da Paolo.

19. Non esiste alcun documento magicamente in grado di provare che questi siano stati i loro principali e primari obiettivi. Anche perché, se esistessero, ne sarebbe negata la veridicità, probabilmente sarebbero addirittura distrutti prima ancora che risulti possibile prenderne visione.

20. Ma ciò che effettivamente esiste per provare che questi siano i principali ed effettivi obiettivi sui quali la religione definita Cristianesimo fu costruita, è in effetti la chiesa stessa che rappresenta il Cristianesimo oggi e la sua vera storia. Perché in effetti non esiste prova migliore in questo senso di ciò che è stato riscoperto, rivelato e in termini storici obiettivi reso noto a proposito del Cristianesimo, dalle sue origini sino ai nostri giorni.

(fonte: Key Founders of Christianity Chapter 6 – The Real Purpose of Christianity – Traduzione: Heimskringla)

PARTE 7 – LA CHIESA “UNIVERSALE” DEL PAGANISMO

1. Un conto è avere obiettivi straordinariamente sinistri quali quelli perseguiti da Paolo e dal Casato di Ananus nella lotta senza quartiere che essi condussero nei confronti di Gesù e del Casato di Giuseppe.

2. Un’altro, completamente differente, è quello di riuscire effettivamente a sconfiggere una fazione dotata di grandi conoscenze e abilità, e che aveva inoltre a disposizione una quantità enorme di fondi, quale quella dei Nazareni.

3. Per riuscire a raggiungere tale obiettivo, ogni elemento teologico di rilievo doveva essere sovvertito e quindi convertito nell’architettura di base di un culto fondato su un culto satanico centrato sull’adorazione della Dea Madre e del Signore delle Tenebre, che fosse mascherato opportunamente tramite diversi ‘escamotage’.

4. La prima prova da superare, in questo senso, fu quella di indirizzare in maniera appropriata la pretesa di Gesù di rappresentare l’unico vero Faraone, il Figlio di Dio. Sebbene virtualmente nessun Cristiano, e addirittura un numero assai limitato di studiosi, abbiano ancora compreso che il titolo di Figlio di Dio era riservato esclusivamente ai Faraoni d’Egitto, 2000 anni fa, tale elemento era tanto chiaro all’epoca quanto è chiara oggi la nozione riferita alla carica di Presidente degli Stati Uniti.

5. Non c’era alcuna possibilità di confondersi a questo proposito. Quindi, quando Gesù affermava di essere il vero Figlio di Dio, egli stava fondamentalmente affermando che tutto ciò che era stato scritto nella Bibbia, e attribuito a Mosè, fosse falso. Perché l’unica maniera in cui Gesù poteva dimostrarsi effettivamente il Figlio di Dio, era riconducibile al fatto che egli fosse a tutti gli effetti un discendente della linea di sangue del Faraone Akhenaton, sotto il cui regno si manifestarono le grandi ‘piaghe’ (d’Egitto) e gli stessi resoconti relativi all’Esodo ebbero origine.

6. Al contrario dell’idea moderna in base alla quale viene fatto credere che, 2000 anni fa, sostenere di essere il Figlio di Dio fosse una blasfemia, tale titolo risultava in effetti riservato al Faraone d’Egitto e a coloro i quali si erano impadroniti dell’Egitto in quella fase storica, ovvero agli Imperatori Romani, così come valeva nel caso degli “antichi dei”.

7. Di certo, nessuno sarebbe stato lapidato per essersi pronunciato in questi termini. Tuttavia, si poteva rischiare certamente di essere lapidati, a seguito di una simile affermazione, ad opera della gerarchia religiosa Ebraica, a motivo delle implicazioni che quella specifica affermazione recava con sé. Ed è appunto quest’ultima la ragione per cui Gesù si espresse in quella maniera con tanta decisione.

8. Per la gerarchia Ebraica, il titolo di Figlio di Dio rappresentava una chiara e indiscutibile minaccia alla legittimità tanto della propria autorità quanto alla credibilità stessa del Talmud. Dato che tale gerarchia era a conoscenza dei resoconti storici riguardanti il Faraone d’Egitto, e in base a quanto sostenuto negli scritti del grande traditore dell’Ebraismo Josephus, molti considerarono quel genere di affermazioni estremamente pericolose.

9. Il secondo grande ostacolo da superare, per Paolo e per i Sadducei, fu quello legato all’elaborazione dell’intera mitologia connessa alla miracolosa morte e resurrezione di Gesù.

10. Per i Nazareni, che Gesù fosse sopravvissuto o che fosse morto successivamente alla crocifissione era irrilevante rispetto alla data in cui egli nacque e fu crocifisso.

11. Per Nazareni quali Giacomo, il fratello di sangue di Gesù, l’elemento più rilevante era che Gesù fosse nato e fosse stato crocifisso nel giorno stesso della sua nascita, il 14 del mese di Nisan (Nissan), in occasione della Grande Pasqua (Great Passover) (ovvero nell’occasione in cui il 14 Nisan capitava appunto di venerdì). Era essenziale che Gesù stesso rappresentasse l’ultimo sacrificio di sangue, e che successivamente nessun altro sacrificio fondato sulla carne e sul sangue ad opera degli Israeliti fosse più consumato.

12. Considerando la sanguinosa storia degli Israeliti in relazione ai sacrifici umani e all’adorazione demoniaca, tale simbolismo poteva risultare assai significativo. Per i Nazareni era di rilevanza assoluta.

13. Esattamente come Geremia e Baruch avevano tentato di fare 600 anni prima, elaborando i primi libri della Bibbia per tentare di impedire agli Israeliti di fare ricorso a sacrifici umani, di praticare il cannibalismo e le abominevoli orge a base di droghe in onore della “Regina dei Cieli” e del Signore delle Tenebre, Gesù stava utilizzando la sua stessa vita quale ultimo sacrificio umano simbolico.

14. Tanto Paolo di Tarso quanto il Casato di Ananus compresero inoltre tale simbolismo successivamente al fatto compiuto. Anche se fu in effetti Giuseppe Caiafa (Joseph Caiafas) (18-36 dopo Cristo) l’Alto Sacerdote e membro fondamentale del Casato di Ananus che permise paradossalmente il successo dell’elaborato piano di ‘suicidio’ architettato da Gesù, incoraggiando la sua crocifissione in occasione di una Grande Pasqua (Great Passover).

15. La strategia indirizzata a gestire il simbolismo della sua morte, e la sua pretesa di rappresentare il Figlio di Dio, si dimostrò certamente brillante.

16. Piuttosto che rigettare il titolo di Figlio di Dio, si impegnarono letteralmente nel trasformare Gesù nell’unico Figlio di Dio. Ancora oggi c’è chi sostiene il fatto che egli accampasse pretese con riferimento ad un titolo che non aveva ragione di essere, tuttavia coloro che affermano questo ignorano la rilevanza e l’effettiva identità del Gesù storico.

17. Dichiararono apertamente che Gesù fosse il Figlio di Dio vivente, e che le dozzine di precedenti figure che vantavano il titolo di Figlio di Dio rappresentassero semplicemente le sue antecedenti incarnazioni.

18. Per numerose delle principali religioni di quell’epoca, quali il Mitraismo, il culto di Horus, quello di Khrisna, quello di Attis, il concetto relativo al secondo avvento costituiva un elemento essenziale della tradizione riferita a quelle religioni. Paolo semplicemente affermò, in collaborazione con i propri fiancheggiatori Sadducei, che Gesù rappresentasse non soltanto l’adempimento delle scritture Ebraiche, ma delle scritture religiose di tutto il mondo.

19. Come era accaduto nel caso di Hesus, 2000 anni prima, Gesù rappresentava ora l’agnello di Dio, Gesù era ora il primogenito di Dio.

20. Dio sacrificava il suo unico figlio, si trattava tuttavia di un rito basato sul sangue, di un sacrificio di sangue che aveva lo scopo di salvare il mondo, così come era avvenuto nel caso di Hesus, Attis, Tammuz, Mithra, Khrisna, Prometeo, Quetzalcoatl e Indra. In questo caso c’erano tuttavia dei testimoni dell’evento (2000 anni fa).

21. Dio sacrificava il suo unico figlio sull’altare della Croce perché amava così tanto il mondo e poiché poteva far successivamente risorgere quel figlio – come avveniva nel caso di Horus, lo ripetiamo – in occasione del terzo giorno successivo alla morte per farlo ascendere al cielo e permettergli di giudicare i vivi e i morti. La stessa dinamica valeva per Attis, Tammuz, Khrisna, Quetzalcoatl e Indra.

22. Sebbene la sua nascita, avvenuta il 14 del mese di Nisan, avesse in parte causato una serie di problemi, la sua morte avvenuta il 14 del mese di Nisan, di venerdì, risultava invece perfetta. Il simbolismo non ammetteva possibilità di errore.

23. Gesù non era più il Messia Ebraico, il Re degli Ebrei, era ora il Messia del mondo intero.

24. Il fatto che la storia Ebraica sino ad allora non avesse mai avuto a disposizione alcun testo che indicasse il fatto che “Dio” avrebbe inviato suo “Figlio” sulla Terra per sacrificarlo facendo ricorso ad un omicidio rituale, non costituì in fondo un ostacolo così rilevante.

25. Paolo e i Sadducei tentarono effettivamente di creare una religione che si dimostrasse universale, una Cattolica (che in Greco significa appunto “universale”) Chiesa del Paganismo.

(fonte: Key Founders of Christianity Chapter 7 – The “Universal” Church of Paganism – Traduzione: Heimskringla)

… continua con: Capitolo 1 – Cibele: la Dea Madre del Vaticano…

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