Capitolo 5 – Il Culto Romano (Cattolico)

IL CULTO ROMANO (CATTOLICO) – FONDAZIONE

Il Culto Romano, anche conosciuto come Culto Cattolico Romano del Vaticano, fu fondato ufficialmente per la prima volta nel 1057 dal capo degli Alti Sacerdoti del Culto della Magna Mater (Cibele), conosciuto con il nome di Gregorio VII.

Il Culto Romano non ha mai rappresentato la leadership legittima della Chiesa Cattolica. Tuttavia, tramite una campagna continua e costante indirizzata a consolidare il proprio potere, questo gruppo relativamente ristretto di individui controlla oggi il destino di più di un miliardo di fedeli Cristiani e di Cristiani rispettosi dell’etica Cattolica, i quali, ad oggi, restano convinti della effettiva legittimità del Culto Romano stesso.

Un Culto sanguinario e brutale – che implica il sacrificio umano, la pratica di bruciare sul rogo le vittime (avviata già a partire dall’XI secolo), l’adorazione delle forze oscure ispirate alla Magna Mater ed il più rigoroso celibato del clero di livello più basso – e che utilizza come centro di potere l’enorme Phrygianum collocato sul Colle Vaticano già a partire dal II secolo avanti Cristo.

E’ a partire dal I secolo dopo Cristo che il suo Alto Sacerdote, una posizione ereditaria controllata da un pugno di antiche famiglie, reclamò per sè l’antico e Pre-Repubblicano titolo di Pontifex Maximus dopo che gli Imperatori Romani assunsero su di sè la carica di Alto Sacerdote del culto statale della Magna Mater (Cibele).

Custodendo gelosamente il loro passato e la loro eredità pagana, oltre che il diritto a sacrificare esseri umani alle divinità oscure legate al culto di Cibele che essi in realtà adorano, queste antiche famiglie furono più di una volta bandite dalla città di Roma subendo anche l’onta della chiusura del loro tempio principale collocato sul Vaticano.

Tuttavia, durante i tumultuosi periodi della storia Romana e dopo il collasso di Roma come centro dell’Impero, gli Alti Sacerdoti pagani assunsero più di una volta il ruolo di leader della comunità di Roma ed in più di un periodo ritornarono apertamente alle loro antiche pratiche di sacrificio di bambini, cannibalismo ed adorazione delle forze oscure associate alla Magna Mater tanto nel periodo che va dal 590 al 752, quanto in quello che va dall’847 all’872 ed infine in quello che va dall’896 al 1057.

IL PRIMO “FALSO” PONTIFEX MAXIMUS CATTOLICO, FORMOSO

Alla morte di Luigi II nell’876, egli lasciò un vuoto di potere notevole nell’ambito dell’Impero Franco. Lo stesso Papa Cattolico Adriano II non sopravvisse a lungo dopo che le contese nell’ambito degli Stati del Papa si manifestarono nuovamente.

Durante questo periodo, i numerosi principi Longobardi che avevano cercato di mantenere titoli e terre cambiando costantemente fronte tra Bizantini, Musulmani ed invasori Cattolici si decisero a combattere per reclamare definitivamente per sè il titolo di Re d’Italia e di Sacro Romano Imperatore.

Durante questo periodo non vi era assolutamente alcun Papa Cattolico a Roma dato che i Conti di Tusculum, in qualità di Alti Sacerdoti del Culto della Magna Mater (Cibele) avevano nuovamente ripreso il potere ed il controllo della città.

Il primo a rompere gli indugi tra i continuamente guerreggianti principi Longobardi fu Guido II di Spoleto. Tramite un atto molto astuto, nell’anno 891, Guido riuscì a convincere Formoso, l’Alto Sacerdote della Magna Mater di quel tempo (Pontifex Maximus) ed antenato della famiglia Colonna, a convertirsi, almeno in apparenza, e ad assumere la carica di Papa Cattolico, divenendo di conseguenza capace di coronare Re Cattolici ed addirittura Imperatori.

Se Formoso si sia o meno convertito al cristianesimo è questione di dibattito, quello che è certo è che nell’anno 892, in una sontuosa cerimonia tenuta a Roma, Guido fu incoronato Re d’Italia e Sacro Romano Cattolico Imperatore da “Papa” Formoso.

Nè il regno di Guido, nè quello di Formoso furono in realtà molto lunghi dato che almeno quest’ultimo venne assassinato da altri membri della sua ferocemente pagana famiglia di antichi sacerdoti, non più tardi dell’anno 896.

Il Vaticano ed i Conti di Tusculum ritornarono di conseguenza alle loro sanguinose abitudini pagane fino al momento in cui il Pontifex Maximus Gregorio VII (1045 – 1046) fu catturato e giustiziato dalle forze del Sacro Imperatore Cattolico Enrico III.

IL “GRANDE” GREGORIO VII

Ildebrando (Gregorio VII) era nato a Soana, odierna Sovana, una piccola città nel Sud della Toscana. Si ritiene appartenesse alla nobile famiglia degli Aldobrandeschi, un sottogruppo della più ampia famiglia di sacerdoti pagani di Tusculum.

Nel 1046, le forze del Sacro Imperatore Cattolico Enrico III invasero l’Italia ed uccisero tutti i membri della linea di sangue dei Conti di Tusculum che riuscirono a trovare e catturare – in questo senso Gregorio VI (1045 – 1046) fu l’ultimo legittimo e completamente pagano Pontifex Maximus di Roma.

In seguito al sacrificio della più antica dinastia di Alti Sacerdoti di Cibele d’Italia ad opera di Enrico III, pare che Ildebrando abbia giocato un ruolo particolamente attivo nello stabilire una nuova serie di relazioni tra le varie famiglie di Principi che avevano combattuto contro le numerose invasioni di forze Cattoliche, di forze Imperiali Cristiane di Costantinopoli e di forze Musulmane lungo tutta la penisola italiana.

Fu inoltre probabilmente in una delle sue numerose visite a Pandolfo IV, componente dei potenti Principi di Capua e Benevento, che Ildebrando venne per la prima volta in contatto con i fratelli Baschi Roberto e Rogelio Borja, mercenari spesso conosciuti anche come Borgia, Borsa o “Guiscardi” (che semplicemente significava “infidi ed astuti”).

I Baschi erano antichi adoratori delle forze oscure, in particolare di Mari – l’archetipo sia dell’immagine del Diavolo-Mendes in forma di Capro che di Lucifero. Inoltre, tale popolo nutriva un odio profondamente radicato nei confronti del Cattolicesimo, principalmente per il fatto che Carlo Martello ed i suoi discendenti avevano ridotto in macerie quel paese (anche per la serie di tradimenti che i Baschi stessi  avevano in numerose occasioni consumato a danno dei Franchi).

Nel 1056, l’Imperatore Enrico III morì ed il legittimo Papa Clemente II fu assassinato di lì a poco. Pare che a questo punto Ildebrando pose in essere un piano molto brillante per prendere il potere.

Riconoscendo che, fino a quando le famiglie pagane dei Principi dell’Italia avessero continuato a rigettare tanto il Cristianesimo, quanto il Cattolicesimo, l’Italia avrebbe continuato ad essere invasa ed il loro potere ad essere sopraffatto dalle forze straniere, Ildebrando offrì un accordo ai fratelli Borja, in base al quale se lo avessero appoggiato nell’assicurarsi Roma ed il consenso degli altri Principi d’Italia, egli avrebbe garantito a loro stessi ed ai loro discendenti titoli e terre.

Così a partire dal 1057, Ildebrando nominò sè stesso Pontifex Maximus Gregorio VII, in onore dei nobili di Tusculum massacrati, e sotto la protezione dei fratelli Borja, mercenari Baschi, avviò una serie di riforme per riuscire ad integrare i culti delle forze oscure caratteristici della cultura religiosa dei Principi italiani ed associata al culto di Cibele direttamente nel Culto Romano.

La prima e più significativa innovazione di Gregorio VII fu quella di imporre alle ferocemente pagane famiglie nobili italiane di comportarsi, almeno in apparenza, come Cattolici.

In effetti, le famiglie dei Principi italiani erano da sempre a conoscenza del fatto che la Chiesa Cattolica era stata in realtà fondata su una massa davvero enorme di falsità e ridicole contraffazioni. Tuttavia, la forza militare dei sovrani Cattolici restava per loro non battibile. Così, invece di negare apertamente le falsità che il Cattolicesimo imponeva come verità, egli riuscì a convincere i Principi italiani a comportarsi da allora in avanti, almeno in apparenza, come dei Cattolici in piena buona fede.

Questo elemento era essenziale per il successo del suo piano. Ildebrando, in realtà, pianificava nientemeno che fornire piena e legittima eredità alla Chiesa Cattolica, ma solo in quanto Rito Romano, affermando che in realtà i Pontefici Romani erano sempre stati Cattolici e che il Liber Pontificalis era in estremo errore nel non riconoscerlo.

In secondo luogo, il Papa “Cattolico” Gregorio VII portò a pieno compimento la seconda delle sue brillanti innovazioni – istituì infatti la carica di Cadinale, così come il Collegio dei Cardinali. Infatti, per rafforzare la sua pretesa nel ritenere che in realtà fossero loro stessi i legittimi eredi della religione Cattolica (creata appena 300 anni prima), egli introdusse la carica di Cardinale (in maniera simile a quanto accadeva con le cariche analoghe del passato, quali quella di semplice Pontifex) affermando che ad ogni famiglia di Principi e nobili sarebbe stato permesso di avere non più di un membro della propria famiglia in qualità di Cardinale. Il passo successivo prevedeva che il Pontifex Maximus venisse eletto all’interno di questo gruppo ristretto e selezionato.

In terzo luogo, Gregorio VII formalizzò concretamente il processo legato alla concessione di terre e di titoli, ponendo fine a secoli di lotte feudali tra i vari principi ed assicurando tutti sul fatto che il processo legato alla concessione di terre e titoli sarebbe stato regolato esclusivamente tramite il il Pontefice ed il Collegio dei Cardinali (ricalcando quindi l’antico Collegium Pontificum Romano), mediante un organo che venne da allora chiamato “Curia” Romana. E’ così che il Culto Romano e le basi del proprio potere furono poste in essere.

Gregorio introdusse inoltre una serie di innovazioni utili a rinforzare il mito che in realtà i Latini fossero “sempre” stati Cattolici introducendo una serie di testi contraffatti come ad esempio il “Dictatus Papae” – una raccolta di 27 affermazioni assiomatiche che stabilivano non solo che i Latini fossero in realtà sempre stati Cattolici ma introducendo elementi del culto della Magna Mater Cibele nella liturgia della stessa Chiesa Cattolica.

Gregorio andò anche oltre, affermando che Cibele era ora divenuta Maria, Madre di Dio – tecnicamente superiore a Gesù – decretando quest’ultima, dall’alto della carica assunta, come dottrina “ufficiale” della Chiesa Cattolica – mentre una simile eresia era in contrasto tanto con ciò che veniva sostenuto dalla Chiesa Cristiana, quanto con quello affermato dalla dottrina Cattolica. Nel giro di duecento anni, tuttavia, sarebbe stata proprio quest’ultima a divenire la dottrina ufficiale della Chiesa Cattolica, ormai sotto il controllo completo del Culto Romano.

In risposta alla condotta di Gregorio, nel 1083, l’Imperatore Cattolico Enrico III si preparò all’invasione dell’Italia e nel 1084 Gregorio fu catturato con tutta la sua famiglia e giustiziato. Tuttavia, le innovazioni dal punto di vista dei comportamenti delle famiglie nobili italiane e la ristrutturazione delle credenze legate al culto della Magna Mater ed al sacrificio umano ad essa connesso, così come l’istituzione di una parassitico sistema di credenze che si dichiarava “Cattolico” gli sarebbero sopravvissuti. Il suo lascito è il Culto Romano e la capacità di quest’ultimo nel tenere sotto scacco l’intera Cattolicità fino ai nostri giorni.

PAPA URBANO, IL “GRANDE”

Nonostante il successo delle innovazioni introdotte da Gregorio, se non fosse stato per i Principi di Capua e di Benevento, alla morte di quest’ultimo, il Culto Romano sarebbe divenuto semplicemente un piccolo incidente, di quelli che spesso si verificano nella storia, e sarebbe stato con il tempo semplicemente dimenticato. Fu Zotto di Landalf, anche conosciuto come Pietro l’Eremita, oltre che come il “Grande” Papa Urbano II, ad assicurare al Culto Romano una lunga vita di successi e prosperità, tramite un atto che può essere a pieno titolo collocato tra la follia più estrema ed il genio militare più sottile.

Nel 1086, un grande esercito Cattolico composto da circa 36.000 uomini riuscì alla fine a rompere l’assedio del leader del Culto Romano, Gregorio VII, a Roma, dove viveva protetto dall’esercito mercenario del Basco Roberto Borja (detto il “Guiscardo”). Roberto Borja riuscì tuttavia a fuggire con alcuni dei suoi uomini più fidati, mentre l’Antipapa Gregorio VII non fu così fortunato e fu prontamente catturato, scomunicato ed ucciso come eretico della Chiesa Cattolica.

Roberto Borja si rifugiò invece a Benevento ed il Principe di Benevento Landolfo, padre di Zotto, prontamente reclamò per sè il titolo di Pontifex Maximus in qualità di Antipapa eretico del Culto Romano Vittorio III (1084 – 1086), in opposizione al regno dell’autentico Papa Cattolico Clemente III (1080, 1084 – 1100). Le truppe di elite Normanne di Enrico IV assediarono infine Benevento fino a che la città, ben fortificata, cadde tra il 1086 ed il 1087 e l’Antipapa Vittorio III insieme a Roberto Borja furono anch’essi giustiziati in quanto eretici contro la Chiesa Cattolica.

Zotto di Landalf (figlio di Landolfo) e gli ultimi sacerdoti del Culto Romano sopravvissuti riuscirono a scampare all’assedio con ciò che restava dell’armata mercenaria dei Borja e nel 1086 fu Zotto stesso ad assumere la carica di nuovo Antipapa eretico Urbano II – Pontefice Massimo del Culto Romano.

Un uomo inseguito, e supportato solo da un manipolo di mercenari, l’Antipapa Urbano II sarebbe stato peduto se non fosse ricorso ad una mossa geniale ed ardita. Prima di tutto, Urbano modificò completamente il suo aspetto fisico trasformandosi in quello che poteva apparire un povero eremita, e facendosi chiamare Pietro. Quindi cominciò a raccogliere supporto non solo tra i nobili ma anche tra la gente comune, sfruttando in particolare una serie di storie, leggende e dicerie riguardanti l’orrore e le torture che gli Imperatori di Bisanzio infliggevano ai “buoni cristiani”, così come dei vasti tesori nascosti nei forzieri della città di Costantinopoli. Come prova Urbano era solito addurre le enormi ricchezze sequestrate da Roberto Borja ai Bizantini in Sicilia.

Così trasformato appariva l’antipapa Urbano nelle vesti del sant’uomo “Pietro l’Eremita” che egli viaggiò sino al Concilio di Clermont per avanzare il suo nuovo progetto, quello di una Santa Crociata.

In seguito alla completa distruzione del Sacro Romano Impero ad opera degli eserciti del Culto Romano nel XV Secolo, la storia della Prima Crociata è stata in effetti artificiosamente trasformata in maniera da far passare il messaggio che l’obiettivo fosse Gerusalemme ed i Musulmani – l’ennesimo falso.
L’obiettivo era sempre stato Costantinopoli per colpire la Chiesa Cattolica appropriandosi della più grande biblioteca di prove esistente al mondo contro la religione creata dai Pipinidi nel 741: gli Archivi Imperiali di Costantinopoli.

Utilizzando brillantemente la dottrina Cattolica contro sè stessa, a partire dal 1095 l’Antipapa Urbano aveva ammassato una tale quantità di straccioni, sbandati e soldati da costituire un enorme esercito che cominciò la sua marcia verso gli antichi territori del Sacro Romano Impero.

Nel 1096, l’esercito di Urbano raggiunse ed assediò l’odierna Belgrado facendo centinaia di migliaia di vittime nella città e lungo la sua strada, una delle più grandi efferatezze e bagni di sangue della storia. Il terrore ispirato dalla sua armata era tale che intere città si spopolavano alla semplice avvisaglia del loro avvicinamento. Nello stesso anno, il 1096, toccò alla pesantemente fortificata Costantinopoli cadere. Urbano ordinò immediatamente di rimuovere tutto il contenuto degli Archivi Imperiali e di trasportare i testi alla sua base italiana dando successivamente alle sue truppe l’ordine di saccheggiare ed incendiare la città. Alla fine della mattanza l’esercito di Urbano sterminò 50.000 persone nella sola Costantinopoli.

Reso baldanzoso dal successo, Urbano si spostò in direzione di Gerusalemme. Probabilmente con eccessiva fiducia, egli mosse subito attraverso la Turchia e la Siria fino ad Antiochia mietendo altre centinaia di migliaia di vittime cristiane, tanto nella città che durante il viaggio. A quel punto, tuttavia, i Musulmani riuscirono a spezzare in due tronconi le sue forze e, nel 1098, Urbano si trovò assediato ad Antiochia, tagliato fuori dal resto della sua Armata. Si dice che Urbano abbia continuato a manifestare notevoli qualità oratorie e di persuasione durante l’assedio cercando di persuadere gli stanchi e feriti uomini della sua armata che essi potessero in realtà sconfiggere un nemico superiore nel numero e più disciplinato, quale l’armata Musulmana – un obiettivo che questa volta non riuscì a raggiungere.

Egli fu catturato e decapitato dai Musulmani alla fine dell’assedio nel 1099. Per vendetta, suo figlio, l’Antipapa Teodorico raggruppò le sue armate e saccheggiò Gerusalemme, uccidendo tutti i suoi abitanti – cristiani, musulmani ed ebrei – ed i loro animali domestici, in quello stesso anno.

IL CONCORDATO DI WORMS

Una volta che il Culto Romano – ovvero il Culto della Magna Mater Cibele riformato – entrò in possesso dei documenti originali riguardanti le origini della Cristianità e quelle del Sacro Romano Impero, era solo una questione di tempo prima che qualche accordo fosse concluso per assicurare al Culto Romano un parassitico controllo sulla Chiesa Cattolica. Ciò avvenne infine con il Concordato di Worms nel 1123, in particolare tra il leader del Culto Romano Callisto II ed il Sacro Cattolico Imperatore Enrico V.

Da allora in avanti, la Chiesa Cattolica è rimasta ostaggio di questo piccolo gruppo di famiglie che continuano a mantenere le redini del vero potere.

Anno dopo anno, secolo dopo secolo, le dottrine originali e della Cristianità e del Cattolicesimo sono state rimpiazzate con le dottrine eretiche del Culto Romano, con la Cristianità nel suo complesso praticamente incapace di fermarle.

Anche i grandi movimenti di riforma che si sono succeduti hanno tenuto fuori dalla discussione l’elemento essenziale da affrontare, e cioè che sono state costruite tali e tante falsità e contraffazioni nella formazione della religione cristiana che il Culto Romano è stato sufficientemente più bravo a gestire questa mole enorme di falsità per modificare importanti articoli di fede della Cristianità nella direzione che più gli pareva opportuna.

LA SERIE DEGLI ANTIPAPI DEL CULTO ROMANO

Quella che segue è una accurata lista degli Antipapi del Culto Romano a partire dalla formazione del falsamente Cristiano Culto Romano, ad opera di Gregorio VII.

** Tutti i Papi a partire dal Sedicesimo Secolo in avanti sono stati membri a pieno titolo del Culto Romano

(fonte: “Evil Organizations: The Roman Cult” – Traduzione: Heimskringla)

… continua con il Capitolo 6…

Discussione

Non c'è ancora nessun commento.

Lascia un commento

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Inserisci la tua email per seguire questo blog e ricevere notifiche di nuovi post nella tua casella di posta.

Segui assieme ad altri 176 follower

Archivio

Categorie

Blog Stats

  • 311,860 visite
%d blogger cliccano Mi Piace per questo: