Capitolo 2 – Il Vaticano, il Phrygianum e il Culto di Cibele

IL VATICANO, ROMA – INFORMAZIONI GENERALI

Il Colle Vaticano (in Latino Mons Vaticanus), collocato a circa 45 metri dalla pianura alluvionale del fiume Tevere, è il colle più vicino al versante nord-occidentale del fiume stesso, di fronte ai sette colli di Roma ed all’esterno delle antiche Mura Repubblicane erette nel Primo secolo avanti Cristo.

Il colle Vaticano si trova a circa due chilometri e mezzo a Nord-Ovest del Colle Capitolino (altezza circa 50 metri), tradizionalmente il più alto dei sette colli e sede del Campidoglio, il più grande complesso di templi dedicato agli dei dell’antica Roma, costruito da Lucius Tarquinius Superbus intorno al 520 avanti Cristo.

Significativamente, il colle Vaticano è collocato come il più vicino e contemporaneamente il più alto punto di vista rispetto al Campo di Marte se si prende come punto di osservazione il sacro complesso di templi del Campidoglio sul Colle Capitolino.

Considerata la sua altezza rispetto alla pianura alluvionale del Tevere, e tenuto conto del panorama che offriva rispetto al Campidoglio oltre che della sua collocazione all’esterno delle antiche mura, esso divenne, a partire dal 520 avanti Cristo, la più sacra Necropoli di Roma, in particolare per i nobili e le persone di rilievo della città. Uno dei nomi originali del colle era infatti “città (colle) del divino” e “Città dei Morti”.

L’ARRIVO DI CIBELE COME MAGNA MATER – GRANDE PROTETTRICE DI ROMA

Nell’Anno 204 avanti Cristo, le Guerre Puniche portarono a disastrose conseguenze tanto per l’esercito romano quanto per la salvezza e la sicurezza di Roma. Annibale aveva devastato le campagne romane e la forza delle divinità tradizionali del Tempio Capitolino non sembrava in grado di porre rimedio alla situazione.

Una tradizione riferita da numerosi autori Romani riporta che una serie di Oracoli della Sibilla (Cibele), inclusi quello di Delfi, nell’area di Atene, furono consultati e la profezia che ne derivò fu che affinchè Annibale venisse sconfitto, la grande Dea Madre (Cibele) avrebbe dovuto essere condotta da Pessinus, in Frigia, fino a Roma. La personificazione della Dea Madre era rappresentata dal più grande meteorite ferroso del mondo antico, un enorme oggetto conico dell’altezza di circa 5 metri e mezzo, adorato come il Simulacro di Cibele e del peso di numerose tonnellate.

Nello stesso 204 avanti Cristo, un’ambasciata composta da cinque senatori romani con M. Valerius Laevinus come capo delegazione, fu inviata a Pessinus, all’epoca sotto il dominio di Attalus I (269 – 197 avanti Cristo), Re di Pergamo (odierna Turchia), ed alleato di Roma. Attalus inizialmente rifiutò l’offerta. Tuttavia una leggenda Romana narra che un terremoto occorse nell’area nel periodo delle negoziazioni, accompagnato dalla voce di Cibele che imponeva l’inizio del suo viaggio: tutto ciò, si tramanda, venne prontamente interpretato come un presagio.

Il Simulacro di Cibele, il più grande meteorite nero ferroso del mondo ed un numeroso gruppo di sacerdoti ed attendenti partirono quindi dal complesso di templi originario e giunsero a Roma accolti da una grande festa di benvenuto nel 204 avanti Cristo, organizzata dal Senato Romano.

IL PHRYGIANUM SUL COLLE VATICANO

Tanto importante risultava essere la nuova dea per Roma che il Senato commissionò ai due Censori M. L. Salinator e  C. Cl. Nero la progettazione e la costruzione di un edificio degno di ospitare la Pietra Nera e la Dea Cibele (conosciuta come Magna Mater dai Romani). Un grande tempio della lunghezza di circa 70 metri fu così progettato e costruito.

Fu scelto di collocarlo sul Colle Vaticano, data la sua prossimità e la particolare relazione geografica con il complesso di templi del Campidoglio situato sul Colle Capitolino e di costruirlo in maniera tale da non inficiare in alcuna maniera il ruolo primario dei templi degli antichi dei di Roma. Tuttavia, il sito presentava una serie notevole di problemi tanto dal punto di vista religioso quanto da quello ingegneristico. Prima di tutto, il Colle Vaticano rappresentava la più importante e sacra Necropoli di Roma. In secondo luogo, il suo suolo argilloso non forniva la necessaria stabilità per supportare un grande tempio romano in mattoni, pietra e marmo.

Per ovviare al problema, i romani costruirono una intelligente serie di livelli di camere aperte o strutture a “catacomba”, come piattaforme nel terreno argilloso, permettendo al peso di essere redistribuito al meglio ed operando inoltre per l’appiattimento del colle stesso al fine di garantire maggiore spazio alla costruzione. Ciò significava anche che buona parte dell’originaria Necropoli, ivi esistente da più di duecento anni, sarebbe rimasta indisturbata.

Le imponenti strutture di fondazione a “catatomba” ed il complesso templare si tramanda siano state realizzate lavorando per circa tredici anni, tra il 204 ed il 191 avanti Cristo. E’ solo l’11 Aprile del 191 avanti Cristo che il Pretore Marcus Iunus Brutus inaugurò e dedicò a Cibele il Tempio sul Colle Vaticano.

In questa data, la Magna Mater fu posta sul trono come Sacra Protettrice della Città e fregiata di un meteorite conico molto più piccolo del “Simulacrum” incastonato sul capo, e condotta tramite una processione verso il Secondo Tempio di Cibele, quest’ultimo collocato tra i santuari degli altri dei romani sul Colle Palatino. In onore di tale occasione, i Ludi Megalenses furono istituiti e festeggiati per la prima volta.

(Nonostante alcune similitudini, le immagini sotto riportate non rappresentano al meglio la struttura originale del Phrygianum)

I cosiddetti ‘Megalesia’ continuarono poi ad essere festeggiati per una intera settimana all’inizio di Aprile: periodo riconosciuto come l’anniversario dei giorni di nascita della Dea. In occasione di questi ultimi, grandi giochi venivano tenuti nel Circo Massimo, culminanti con la processione dal Colle Vaticano al Colle Palatino.

Il design stesso del Phrygianum forniva inoltre ulteriori benefici alle famiglie sacerdotali dei culti di Cibele, Attis e Dagon/Baal/Moloch. Le sezioni delle catacombe che supportavano la struttura venivano infatti utilizzate come cappelle secondarie, frequentemente per rituali di sacrificio umano e per le iniziazioni.

Sotto Claudio I (41 – 54 dopo Cristo), il culto di Cibele sul Colle Vaticano andò incontro a notevoli trasfomazioni dato che l’Imperatore, assumendo per sè la carica di Pontifex Maximus (Pontefice Romano), reclamò i diritti di Alto Sacerdote in riferimento a tutti i culti, incluso quello della Magna Mater. A partire quindi dal 43 dopo Cristo in poi, il pontefice Romano divenne il nuovo Alto Sacerdote del Phrygianum e le date dei Megalesia furono spostate nei giorni compresi tra il 15 ed il 27 Marzo in modo da coincidere con l’Equinozio di Primavera.

DESIGN INTERNO E CARATTERISTICHE DEL PHRYGIANUM SUL COLLE VATICANO

Restano alcune evidenze di importanti caratteristiche del Phrygianum, inclusi alcuni elementi stilistici ed architettonici che restano in uso ancora oggi.

E’ da ricordare che almeno fino alla cosiddetta “Età Oscura” (600 – 900 dopo Cristo) nell’ingresso del tempio, a partire dalla facciata in direzione dell’atrio, era collocato in posizione centrale una enorme pigna bronzea, conosciuta appunto come “La Pigna”, dedicata ad Attis, figlio ed amante di Cibele.

L’edificio principale interno era costituito da cinque navate laterali, un’ampia navata centrale e due navate laterali più piccole, le quali erano caratterizzate ognuna da ventuno colonne di marmo. Alla fine di quest’ultima (Transetto) era collocato un enorme Ciborium (coperatura interna) sopra la statua sacra di Cibele dietro alla quale una struttura rinforzata teneva in piedi l’enorme Simulacrum (meteorite nero) di Cibele.

Il design del baldacchino nell’odierna Basilica di San Pietro, ad opera di Gian Lorenzo Bernini, e risalente al 1623, si dice sia stato ispirato da queste ultime caratteristiche. Le sue origini pagane appaiono infatti in netto contrasto con il resto della chiesa.

IL GRANDE INCENDIO DI ROMA ED IL PERIODO CHE NE SEGUI’

Il Grande Incendio di Roma, nel 64 dopo Cristo, deliberatamente appiccato da Papa Linus e dai seguaci del Culto Paolino (San Paolo l’Apostolo) non danneggiarono il Phrygianum a causa della sua distanza dal nucleo cittadino principale.

E’ altamente probabile che le classi sacerdotali del Phrygianum fornirono una qualche forma di supporto ed anche primi luoghi di culto ai seguaci di Paolo, in relazione alla stretta associazione di tale culto con l’adorazione di Cibele e del Baal ellenizzato.

Prima della falsa tradizione in base alla quale si afferma che l’apostolo Simon bar Jonah (San Pietro) non sia in realtà stato ucciso all’esterno delle mura di Gerusalemme durante l’assedio del 69 dopo Cristo, ma trasportato a Roma ed ucciso come “primo Vescovo”, si diceva fosse stato invece San Paolo ad essere seppellito sotto il Phrygianum nell’ambito dell’antica Necropoli.

Recentemente il Vaticano ha annunciato che si crede vi siano le ossa di San Paolo l’Apostolo, deposte in qualche luogo “nei pressi” del supposto luogo di seppellitura di Simon bar Jonah.

CHIUSURA DEL PHRYGIANUM SUL COLLE VATICANO

Sotto l’Imperatore Domiziano (81 – 96 dopo Cristo) fu emanato un decreto nell’ambito dell’Impero Romano in base al quale il sacrificio umano veniva considerato un crimine capitale (per il quale si era quindi soggetti alla pena di morte). Sebbene in realtà non vi siano prove ad attestarlo, una leggenda sussiste in base alla quale la decisione di Domiziano fu influenzata dalla rivelazione dell’anziano Flavius Josephus, conosciuto anche come San Luca, il quale, prima di morire, rigettò il movimento contraffatto più tardi conosciuto come Cristianità e ritornò agli originali vangeli Nazareno-Gnostici della persona reale che noi conosciamo sotto il nome di Gesù Cristo.

Tutti i templi in cui veniva praticato il sacrificio umano vennero chiusi, incluso il Phrygianum. Le famiglie sacerdotali furono bandite da Roma e fissarono la propria residenza a Tusculum, a Sud Ovest di Roma.

Tuttavia, utilizzando tunnel segreti a partire da una Necropoli situata nei pressi del Colle Vaticano, le cerimonie segrete del culto di Cibele, inclusa la tradizione del culto paolino riferita al sacrificio degli infanti continuò nelle strutture delle catacombe.

Se ciò avveniva sotto terra, sulla terra invece con il succedersi degli Imperatori, la forza e l’influenza dello gnosticismo continuò a crescere ed il Phrygianum restò chiuso. Sotto il regno di Antonino Pio (138 – 161 dopo Cristo) al culmine della popolarità dello Gnostico Valentino, l’Imperatore ordinò che i tunnel segreti e gli stessi templi situati nelle Catacombe fossero sigillati, bandendo numerose famiglie nobili Romane, inclusi numerosi membri della Famiglia dei Fulvii, da Tusculum a Leptis Magna, in Libia.

SETTIMIO SEVERO E LA RESTAURAZIONE DEL PHRYGIANUM

Nel 193 dopo Cristo, l’Imperatore Settimio Severoda Leptis Magna, in Libia, con il supporto dei Fulvii esiliati fu il primo Imperatore a togliere il bando sul Culto Paolino come crimine capitale. Tale bando, in realtà, non fu mai contro i Cristiani, dato che il termine Cristiano non fu inventato che ai tempi di Costantino, un centinaio di anni dopo. Nè si estendeva al culto dei Beoti delle regioni Orientali dell’Impero.

Nel 193 dopo Cristo, Severo chiuse inoltre prontamente la scuola Gnostica fondata da Valentino, in cui venivano insegnate le scritture ed il messaggio originale di Gesù, ed al tempo diretta da suo figlio Ippolito, il quale all’età di 79 anni fu esiliato in Sardegna dove morì un anno dopo.

Significativamente, Severo ordinò la riapertura del Phrygianum dedicato alla Magna Mater, (il Grande Tempio di Cibele) sul Colle Vaticano, garantendo il controllo del tempio al Culto Paolino sotto la podestà di suo zio Gaius Fulvius Victor. Tuttavia, invece di riportare il tempio ai suoi rituali tradizionali in base ai quali era l’Alta Sacerdotessa a ricoprire il ruolo più importante, Fulvius dichiarò sè stesso Vescovo di Roma (Papa) utilizzando il nome Victor (Vittorio) come simbolo della sua vittoria sugli Gnostici di Valentino.

Questo rese Papa Vittorio I, in realtà, solo il secondo Vescovo della “Cristianità” a Roma, a 129 anni di distanza da Papa Lino. In ogni caso, Vittorio e la sua famiglia, che lo seguì a Roma, compreso suo figlio, il futuro Papa Zephyrinus I (199 – 205 dopo Cristo), e suo nipote, il futuro Papa Callistus I (217 – 222 dopo Cristo), erano ben lontani dall’essere cristiani.

Al posto del tradizionale sacrificio di bambini in occasione delle festività più importanti, Vittorio istituì il sacrificio di bambini in ogni occasione in cui la Messa veniva celebrata. Così sanguinoso fu il loro regno in riferimento al numero di bambini sacrificati e la corruzione nelle cariche che nel 222 Callistus fu ucciso su ordine dell’Imperatore Marcus Severus Alexander (222 – 235 dopo Cristo).

IL RITORNO AL PAGANESIMO DEL PHRYGIANUM

Successivamente all’esecuzione di Callistus nel 222, il Phrygianum ritornò nelle mani di famiglie sacerdotali puramente pagane e riguadagnò la sua fama di tempio pagano.

Durante il regno di Papa Fabiano (236 – 250 dopo Cristo), è certo che egli non avesse il controllo del Phrygianum restaurato, nè che lo ebbe Papa Novation (250 – 252 dopo Cristo), nè che lo ebbero la serie di regni Papali intermittenti fino al regno di Eusebius di Caesaria (309 – 310 dopo Cristo).

Un altare di Cibele originariamente ospitato nel Phrygianum e dedicato a Cibele stessa, datato 374 dopo Cristo, supporta con certezza la tesi che il Colle Vaticano restò fermamente un tempio pagano dedicato a Cibele almeno fino all’arrivo di Papa Damasus (366 – 384 dopo Cristo).

L’assenza di qualunque Papa al primo Concilio di Nicea può quindi anche essere spiegata sulla base del fatto che non esistesse alcun Vescovo “Cristiano” (Papa) di Roma in questo periodo, almeno fino a quando Julius (più tardi conosciuto Papa Giulio, 337 – 352 dopo Cristo) fu inviato da Costantino come Vescovo Cristiano intorno al 337 dopo che il concilio stesso aveva “votato” per la creazione della Cristianità.

IL REGNO DEI THEODOSII

Il regno dei Papi Theodosii a partire da Damasus, passando per Siricio, Anastasio, Innocenzo, Bonifacio, Celestino e Leone vide i primi veri tentativi indirizzati a rendere il Phrygianum un tempio cristiano nel vero senso della parola.

A Papa Siricio, nel 384 dopo Cristo, fu anche concesso dall’Imperatore, suo strettissimo parente, il titolo di Pontifex Maximus o “Pontefice Romano” (Papa).

All’epoca di Papa Vigilius(537 – 555 dopo Cristo), con le grande epidemie giunte ad infestare l’Europa, il Phrygianum fu ribattezzato San Pietro e la fittizia linea di Papi così come riportata nel Liber Pontificalis fu elaborata per la prima volta.

IL MITO DEL COLLE VATICANO

Una serie di miti poveramente costruiti e scarsamente supportati da prove restano ai nostri giorni riguardo le vere origini dell’antica Basilica di San Pietro e del Colle Vaticano.

Il primo incredibile mito è quello in base al quale l’Imperatore Nerone (54 – 68 dopo Cristo) avesse costruito una pista privata per le corse sopra o nei pressi delle tombe dei nobili sulla cima del Colle Vaticano. La seconda parte di questa gigantesca farsa è quella riguardante l’esecuzione di Simon bar Jonah (San Pietro) e San Paolo proprio in questa pista privata ed il loro seppellimento nelle vicinanze della collina stessa .

A parte le sostanziali prove archeologiche riguardanti le investigazioni fatte sul sottosuolo del Vaticano indicanti il fatto che la maggior parte della collina fosse stata un tempo una Necropoli, e a parte il fatto che nessun Senatore Romano, nè Guardia Pretoriana, nè cittadino avrebbe mai permesso ad un Imperatore di commettere un tale sacrilegio quale quello di costruire una pista privata per le corse sopra o anche vicino ad una Necropoli, è inoltre la fonte stessa che reclama la veridicità di tale fantasiosa costruzione a restare assai sospetta.

La fonte di tali affermazioni pare sia infatti rintracciabile in un noto passo degli Annali di Tacito (XV. 44), uno storico Romano che si ritiene sia vissuto intorno al 116 dopo Cristo. Il problema è che nessun manoscritto originale di Tacito è sopravvissuto al tempo, a parte la testimonianza di un monaco cristiano del Decimo secolo che afferma di averne accuratamente trascritto il testo originale.

Tuttavia, frammetti sopravvissuti di un manoscirtto ad opera di Sulpicius Severus chiamato Chronica, e risalente al Quinto Secolo, che cita l’opera originale di Tacito, contraddicono numerosi degli stessi passi “trascritti” dal monaco cristiano. La seconda fonte cui si fa riferimento per sostenere tali asserzioni è invece l’altamente dubbioso e pesantemente ri-redatto Liber Pontificalis.

Il Liber Pontificalis introduce inoltre un addizionale insieme di fraudolente affermazioni, incluso il fatto di ammettere che in realtà esistesse un Tempio di Cibele sulla cima del Vaticano ma che questo coesistesse con una pista privata per gli Imperatori, una piccola Necropoli ed una grande Basilica costruita da Costantino come “dono” per il popolo Romano, in riferimento alla costruzione della quale erano stati impiegati “trent’anni”, dal 326 al 356 dopo Cristo.

A parte gli altri “doni” di Costantino fabbricati con la frode, inclusa la famosa lettera in cui viene affermata l’autorità garantita alla Chiesa Cattolica, così come la falsità delle affermazioni che reclamano sia stato Papa Silvestro ad operare per la “cristianizzazione” di Costantino, non vi è alcuna prova del fatto che Costantino abbia devoluto alcuna parte dei suoi fondi o del suo tempo per migliorare o creare edifici a Roma dato che era così impegnato nel rendere minore il potere di Roma stessa tramite la costruzione della sua “Nuova Roma” a Bisanzio.

LA FINE DEL PHRYGIANUM

Nel 1505, il Phrygianum fu infine demolito per ordine del Papa Giulio II per lasciare il posto al nuovo grande tempio pagano che noi oggi conosciamo con il nome di Basilica di San Pietro.

La nuova grande struttura è stata sottoposta ad un numero notevole di nuove impostazioni a livello di architettura e di costruzione che si sono susseguite nel corso dei successivi centocinquanta anni, con Michelangelo a ricoprire un ruolo certamente preminente.

(fonte: Evil Locations: Vatican – Traduzione: Heimskringla)

… continua con il Capitolo 3…

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