Capitolo 11 – Erode il Grande

ERODE IL GRANDE

1. Per i Cristiani, Erode il Grande (37 avanti Cristo-4 dopo Cristo) rappresenta il tiranno proditoriamente accusato della morte di Giovanni il Battista, ed inoltre accusato di essersi impegnato ad eliminare bambini innocenti nel corso della sua folle caccia indirizzata a scovare ed eliminare la famiglia reale.

2. Tuttavia, per gli Ebrei, e in particolare per i Farisei, Erode il Grande rappresentò il restauratore della moralità e della sacralità nell’ambito della fede Ebraica, eliminando l’ultimo dei tiranni Asmonei, impegnandosi a limitare sempre più nel corso del suo regno il potere e l’influenza dei Sadducei, intraprendendo la costruzione di un nuovo tempio e supportando lo sviluppo di scuole e centri di insegnamento di ispirazione Farisaica.

3. Josephus riporta che Erode abbia ricompensato un importante leader dei Farisei di nome Pollione (Pollio) e il suo discepolo Sameas, che avevano incoraggiato gli Ebrei ad accettare Erode, fondamentalmente sostenendo che il dominio esercitato da uno straniero fosse il risultato del giudizio divino e che il popolo avrebbe dovuto sentire la necessità di impegnarsi a supportarlo.

4. Probabilmente, in seguito a tale intervento, Erode ebbe la possibilità di stabilire ottimi rapporti con i Farisei per l’intera durata del suo regno, e in termini più generali riuscì ad evitare conflitti con tale fazione fino a poco tempo prima della sua morte.

5. Erode si impegnò inoltre a ridurre l’influenza dei Sadducei, che avevano acquisito nuovamente potere successivamente alla morte di Salomè, esercitando la propria influenza sull’Alto Sacerdozio oltre che sulla maggioranza dei membri del Sinedrio (Sanhedrin).

6. Uno dei primi atti che Erode compì appena divenuto Re, nel 37 avanti Cristo, fu ordinare l’esecuzione di 45 membri dei Sadducei del Sinedrio in relazione al supporto da loro fornito al suo rivale per la carica di Re, Antigone (Antigonus); confiscò inoltre le loro proprietà per ripagare Marco Antonio, il Romano che lo aveva nominato Re. Egli trasformò inoltre il Sinedrio in una corte (tribunale) di carattere eminentemente religioso e spirituale, sottraendo ad esso una serie di poteri in riferimento a questioni di carattere secolare/temporale.

7. Essendo solo parzialmente di origini Ebraiche, Erode era consapevole del fatto che il popolo non avrebbe tollerato che egli avesse assunto la carica di Alto Sacerdote oltre a quella di Re, come si era invece verificato nel caso di alcuni dei membri della dinastia Asmonea. Quindi, egli separò le due cariche, tuttavia agì nominando Alti Sacerdoti di suo gradimento.

8. Eusebio, nel suo Storia Ecclesiastica (Ecclesiastical History), risalente al IV secolo dopo Cristo, scrisse:

9. “Quando Erode fu reso Re ad opera dei Romani, egli non nominò più i sacerdoti di livello più elevato dalle antiche linee di sangue, ma iniziò ad offrire tali cariche a personaggi oscuri e sconosciuti… Erode fu il primo che si incaricò di porre al sicuro l’abito sacro dell’Alto Sacerdote, e vincolando l’utilizzo di quest’ultimo ad un’autorizzazione che derivava dal proprio personale sigillo, non permise più agli Alti Sacerdoti di averlo a propria diretta disposizione” (p. 31, capitolo VI, pop. ed.).

10. Tali atti mutarono la tradizione in base alla quale la carica di Alto Sacerdote veniva considerata legata ad un novero ristretto di famiglie. Erode abolì inoltre la consuetudine in base alla quale era possibile detenere la carica di Alto Sacerdote a vita. In base a quanto riportato da Josephus, nei 107 anni che vanno dall’inizio del Regno di Erode sino alla caduta di Gerusalemme, vi furono 28 Alti Sacerdoti.

11. Il Talmud riporta che, a partire dai tempi di Gesù, l’Alto Sacerdote acquisisse tale carica dal governo centrale, e che i personaggi ivi insediati venissero cambiati ogni anno. Tuttavia, pur abbandonando la carica, l’ormai ex-Alto Sacerdote conservava tutti i privilegi derivanti dalla carica stessa. Tale condotta fece sì che tale carica fosse concessa con una certa regolarità ad un novero ristretto di membri delle ricchissime famiglie sacerdotali Sadducee (in primo luogo le famiglie dei Boethus, di Ananus e dei Phiabi) .

12. I membri della famiglia dei Boethus, che Erode più spesso aveva insediato come Alti Sacerdoti, rinnovarono le “pratiche spirituali” dei Sadducei, e da quel punto in avanti i Farisei ebbero di nuovo loro come antagonisti.

13. Successivamente alla morte di Erode, nel 4 avanti Cristo, numerosi personaggi tra gli Ebrei più nazionalisti cominciarono a ribellarsi: Giuda in Galilea, i cui seguaci abbatterono l’Aquila Romana che adornava il Tempio; Simone, un ex-schiavo di Erode, a Perea, rendendosi responsabile dell’incendio del palazzo reale di Gerico, e Athronges in Giudea, un pastore che guidò una ribellione durata due anni.

14. Il Legato di Roma in Siria, Publio Quintilio Varo, assunse a quel punto il controllo della Giudea, della Samaria e della Galilea, ponendo immediatamente fine alle ribellioni, uccidendo migliaia di Ebrei tramite la crocifissione e vendendone numerosi come schiavi.

15. Roma prontamente ristabilì l’ordine sociale e politico, ripartendo il Regno di Erode tra quelli che furono i suoi figli: Archilao (Archelaus) ricevette la parte meridionale del territorio (Giudea e Samaria); Erode Antipa assunse la carica di Tetrarca della Galilea e della Trans-Giordania meridionale (Peraea); mentre a Filippo fu concessa la Trans-Giordania settentrionale (Batanaea)

16. Archilao (Archelaus) agì in maniera decisamente repressiva nei confronti degli Ebrei, così come aveva fatto suo padre, mentre nel 6 dopo Cristo, l’Imperatore Augusto impose la creazione di una nuova struttura di delegati, collocando la Giudea e la Samaria sotto il controllo diretto di un procuratore Romano (o prefetto), ed esercitando da allora in avanti un controllo più diretto servendosi di Alti Sacerdoti nominati direttamente dai Romani.

(fonte: Herod the Great – Traduzione: Heimskringla)

… continua con il Capitolo 12…

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