Capitolo 13 – Gamaliel l’Anziano

GAMALIEL L’ANZIANO

1. Sebbene il Fariseo Hillel il Vecchio (the Elder) e la sua famiglia siano considerati come una delle più influenti dinastie tra quelle dei maestri Ebraici, è suo nipote Gamaliel il Vecchio (the Elder), anche noto come Rabbi Gamaliel I, a risultare la figura più rilevante.

2. L’anno della sua nascita non è certo, ma presumibilmente avvenne tra il 30 e il 20 avanti Cristo, mentre la sua morte è stata registrata nel 52 dopo Cristo.

3. Nel Talmud, Gamaliel è il primo ad assumere il titolo di “Rabban” (Rabbi/Rabbino), un titolo a lui concesso dal Grande Sinedrio, in riferimento al quale egli rappresenta il primo di una serie di 7 leader della scuola di Hillel che riuscì a guadagnare per sé appunto quel titolo. Egli rappresenta quindi il primo Rabbino ufficiale del Giudaismo Rabbinico.

4. Gamaliel I è noto come uno dei più grandi maestri negli annali del Giudaismo. Mish. Sorah IX 15 gli attribuisce a pieno titolo tale qualità, “Da quando il Rabbino (Rabban) Gamaliel il Vecchio è morto, non c’è più stato rispetto per la legge, ed inoltre la purezza e la continenza perirono anch’esse in quella fase”.

5. Pur ritenendo che la legge fosse interamente ispirata da Dio, egli stabilì che la regola del Sabato (Sabbath) dovesse dimostrarsi meno rigorosa e che avesse un’applicazione meno drastica. Egli sostenne inoltre che la legge avrebbe dovuto proteggere le donne nel corso dei divorzi, e dichiarò che gli Ebrei dovessero cooperare il più possibile con i Gentili.

6. Gamaliel rappresenta inoltre un maestro unico nel suo genere in riferimento ad una serie di numerose altre questioni di rilevanza storica. Egli rappresentò il maestro di Paolo di Tarso, e in base a tutti i resoconti ebbe con lui una relazione caratterizzata dalla prossimità e dall’amicizia.

7. La sua favorevole disposizione nei confronti di Paolo, e della religione nota come Cristianesimo da quest’ultimo creata, viene riportata in tutti gli Atti degli Apostoli scritti da Luca, discepolo di Paolo.

8. Luca cita inoltre il fatto che Paolo avesse dichiarato di essere un Fariseo, e che avesse sostenuto inoltre di essere figlio di padre Fariseo. Dato che ciò risulta assai improbabile, considerata la cittadinanza Romana di cui beneficiava, ciò implica che certamente che Paolo di Tarso conoscesse e fosse in buoni rapporti con il figlio maggiore di Gamaliel I, ovvero Simeone II ben Gamaliel.

9. Per il fatto di essere ambedue maestri, mentori e sostenitori di Paolo di Tarso nel corso della creazione ad opera di quest’ultimo del Cristianesimo, Gamaliel viene anche riverito dal Cristianesimo come uno dei primissimi santi della chiesa Cristiana.

10. Quest’ultimo è un elemento interessante, che lascia perplessi, dato che Gamaliel il Vecchio rappresentava certamente il leader spirituale più potente in riferimento all’applicazione della legge Ebraica ad opera del Grande Sinedrio che fu incaricato di giudicare le accuse mosse a Gesù. Di conseguenza, se i vangeli di Paolo raccontassero il vero, egli avrebbe dovuto rappresentare uno dei più importanti fautori della sua esecuzione.

11. Questa straordinaria anomalia viene in alcuni casi giustificata da parte degli studiosi Ebraici e Biblici in base all’affermazione che Gamaliel fosse in effetti la misteriosa figura di Nicodemo, quella che viene nominata in un singolare testo non canonico noto come il Vangelo di Nicodemo, che a quanto pare combina tre diversi testi scritti.

12. La storia di Nicodemo tratta del fatto che quest’ultimo sia stato l’unico personaggio nominato dalle scritture che si espresse a difesa di Gesù. Tuttavia, il fatto che Gamaliel corrisponda effettivamente a tale figura non è altro che pura e fantasiosa congettura.

13. Di conseguenza, dato che nulla si dice a proposito del fatto che Gamaliel si trovasse a casa affetto da influenza o altrimenti ‘impossibilitato’ a presenziare, ciò implica che egli si trovasse a pieno titolo tra quei personaggi che si espressero a favore dell’esecuzione di Gesù.

14. In ogni caso, la sua santità era assicurata, anche perché senza la sua guida, Paolo di Tarso non sarebbe stato in grado di comprendere i metodi di interpretazione e il contenuto stesso delle scritture che egli seppe usare tanto brillantemente nella creazione del Cristianesimo.

15. La seconda principale anomalia riguarda la morte di Stefano il Martire. Sebbene le opere di Luca, discepolo di Paolo, si impegnino ad essere il più vaghe possibili in riferimento a quale fosse esattamente il Tempio in cui Stefano si espresse grandiosamente nella sua difesa, è assai improbabile che si trattasse di una locale riunione di sacerdoti di basso livello, quanto piuttosto del Grande Sinedrio stesso.

16. Se in effetti fosse davvero questo il caso, una volta ancora Gamaliel sarebbe stato completamente compromesso nella questione legata all’esecuzione di Stefano, condannato a morte tramite la violenta e terribile pena della lapidazione.

17. Naturalmente, data la vaghezza con cui si fa riferimento a tale questione negli Atti degli Apostoli, tali considerazioni risultano relativamente semplici da rigettare.

18. In terzo luogo, risulta assai probabile che Gamaliel, nella fase in cui il suo protetto Paolo di Tarso fu costretto ad affrontare la sua più grande prova a difesa della propria nuova religione, nota come Cristianesimo, contro la grande potenza sapienziale rappresentata dalla Chiesa Nazarena di Giacomo il Giusto, nel 48 dopo Cristo, abbia offerto dettagliato e specifico consiglio.

19. Infine, nella premeditata e brutale esecuzione di Giacomo il Giusto, il primo vero Papa, il fratello di sangue di Gesù, orchestrata da Paolo di Tarso, dal Casato di Ananus, e da rappresentanti chiave del Sinedrio, appare assai improbabile che il “Rabban” (Rabbino) Simeone II ben Gamaliel, che viene annoverato tra i “Nasci” di quel periodo, non avesse giocato anch’egli un ruolo essenziale.

20. A proposito di tali questioni è difficile che sia fatta completamente luce e che sia possibile conoscere l’effettiva verità.

21. Ciò che sappiamo con certezza, è che, a partire dall’80 dopo Cristo, suo nipote gli successe con la carica di “Nasci”, a Yavne, successivamente all’autorizzazione fornita da Vespasiano, e che, da allora in avanti, egli fu impegnato nella messa a punto della forma del Giudaismo Rabbinico che ai nostri giorni conosciamo.

(fonte: Gamaliel the Elder – Traduzione: Heimskringla)

… continua con il Capitolo 14…

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