Capitolo 4 – Lo Zoroastrismo

LO ZOROASTRISMO


1. Lo Zoroastrismo rappresenta storicamente una religione illuminata quando la raffrontiamo con le antiche tradizioni legate al sacrificio umano degli Accadici e degli Assiri dell’antica Mesopotamia e delle regioni del Medio Oriente.

2. Piuttosto che sacrificare esseri umani, Zoroastro introdusse una serie di decisivi mutamenti filosofici, incluso l’utilizzo di animali da sacrificare a un dio monoteistico in sostituzione del sacrificio umano.

3. In effetti, il Libro di Zoroastro (Vendidad) manifesta alcune sorprendenti similitudini con le leggi contenute nei Cinque Libri di Mosè, eppure gli studiosi Cristiani ed Ebraici hanno trascorso anni cercando disperatamente di convincere il mondo scientifico che lo Zoroastrismo fosse una religione”moderna” e relativamente recente in termini storici.

4. Nonostante le innumerevoli prove a sostegno del contrario, tanto gli studiosi Cristiani quanto quelli Ebraici, rifiutano recisamente di riconoscere l’antichità dello Zoroastrismo, per timore delle ovvie implicazioni riguardanti tanto l’età che l’origine delle storie bibliche così come le motivazioni che si nascondevano dietro l’introduzione della Bibbia stessa.

5. In effetti, numerosi studiosi Cristiani ed Ebraici hanno in maniera fraudolenta sostenuto nelle proprie opere che lo Zoroastrismo fosse in qualche maniera una brutta copia dell’antica religione Ebraica.

6. Così come era avvenuto per Alessandro Magno e i Romani, Nabucodonosor il Grande (Nebuchedenezzar) (Re, 605-562 avanti Cristo) detestava le antiche pratiche legate al sacrificio dei bambini, le orge all’interno dei templi e il cannibalismo praticato dagli Accadici, dagli Assiri e dalle antiche tribù Israelite e Canaanite. In tutto il suo enorme impero, egli bandì tali pratiche abominevoli e si impegnò ad imporre una serie di nuove tendenze caratterizzate da un contesto legislativo più uniforme, da applicare all’ordine sociale nel suo complesso e ai commerci.

7. Naturalmente, Nabucodonosor il Grande resta un terribile anatema tanto per gli studiosi Cristiani quanto per quelli Ebraici, così come lo sono i Romani, poiché egli rappresentò di certo un uomo di grande cultura, un uomo di sani principi e un sapiente, eppure si tratta anche del personaggio che ordinò la distruzione del Tempio di Salomone a Gerusalemme.

8. Fu Nabucodonosor che inviò il profeta Geremia con il suo scriba di fiducia Baruch presso i sacerdoti Ebraici del Tempio intorno al 599 avanti Cristo, richiedendo che essi rinunciassero alle pratiche legate al sacrifico di bambini e ad una serie di altre pratiche sataniche abominevoli provvedendo ad adottare una mitologia modificata fondata sulle antiche tradizioni di Ebla e di Ugarit, e legate alla figura di Mosè.

9. Sfortunatamente gli Ebrei, o meglio le linee di sangue sacerdotali e reali che presiedevano il culto di Satana (Dagon/Baal) sin dalle loro antiche origini a Ugarit, non avevano alcun interesse per queste innovative favole rispetto al proprio regno fondato sul sangue, il sesso e il potere.

10. Non appena apparve chiaro che gli Ebrei avessero imprigionato Geremia come ostaggio per tentare di ostacolare l’invasione di Nabucodonosor, i Babilonesi/Persiani intervennero con le proprie forze militari, e, a partire dall’anno 597 avanti Cristo, imprigionarono i membri delle linee di sangue reali, facendo strage dei sacerdoti del satanico Tempio di Salomone, ed impegnandosi a demolire quella satanica struttura mattone per mattone.

11. L’esperimento indirizzato a convincere pacificamente gli Ebrei a desistere dai sacrifici di sangue e dall’adorazione satanica fu decisamente abbandonato, e buona parte di questi furono venduti come schiavi o insediati in posizioni inferiori in tutto l’Impero Persiano.

12. In maniera piuttosto singolare, questa drammatica perdita di potere con relativa soggiogazione, si dimostrò un elemento chiave nel trasformare l’atteggiamento degli Israeliti, e nel corso della cattività, furono in molti a cominciare ad avere fede nel messaggio di Geremia riguardante Mosè, e ad abbandonare la pratica abominevole rappresentata dai sacrifici umani.

13. In ogni caso, tale esilio forzato e l’indottrinamento al credo di Zoroastro, orientato al rispetto della vita umana, dei bambini e della famiglia, causò inoltre trasformazioni nella tradizionale pratica dei riti legati al sacrificio di sangue, che perdurò ma solo nell’ambito di una serie di società segrete e gruppi, che continuarono ad esercitare le antiche pratiche, seppure in segreto.

14. Questo fu appunto ciò che si verificò nel caso delle antiche linee di sangue reali e delle oramai poco numerose famiglie di sacerdoti, per cui fu adottato un comportamento apertamente ingannevole che prevedeva il fatto di apparire rispettosi della vita umana e pii in pubblico, impegnandosi tuttavia a praticare in segreto il sacrificio umano, e orge alimentate da vino e sesso sfrenato, accompagnate dalla pratica del cannibalismo.

(fonte: Zoroastrianism – Traduzione: Heimskringla)

…continua con il Capitolo 5…

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