Capitolo 9 – Gli Asmonei

GLI ASMONEI


1. Giuda riconquistò Gerusalemme nel 165 avanti Cristo restaurando le pratiche del Tempio. I combattimenti tuttavia continuarono, e Giuda e suo fratello Gionata (Jonathan) furono uccisi. Nel 141 avanti Cristo, una assemblea composta da sacerdoti e da altri rappresentanti di rilievo nominò Simone Alto Sacerdote e capo supremo, dando origine in effetti alla dinastia Asmonea.

2. Quando Simone fu ucciso nel 135 avanti Cristo, suo figlio Giovanni Ircano (Hyrcanus) prese il suo posto in qualità di Alto Sacerdote e Re.

3. Dopo aver sconfitto gli eserciti Seleucidi, il nipote di Giuda, Giovanni Ircano (Hyrcanus) creò una nuova forma di monarchia, che assunse le caratteristiche tipiche di quella che viene definita dinastia sacerdotale Asmonea, nel 152 (125) avanti Cristo – che attribuì ai sacerdoti stessi autorità tanto politiche quanto religiose.

4. Ora, tali fatti, relativi a quello specifico contesto storico, vengono generalmente accettati dagli studiosi tanto Cristiani quanto Ebraici, ad eccezione di un elemento – la natura dell’effettiva disputa tra Farisei ed Esseni da un lato e Sadducei dall’altro, che avevano ora acquisito il controllo assoluto del Tempio.

5. Ricordiamolo, fino al punto in cui si manifestò la cosiddetta “influenza Siriana”, i Persiani, e successivamente i Greco-Egizi (Tolomei), avevano favorito Alti Sacerdoti dell’antico lignaggio degli Esseni, che, a propria volta, supportavano apertamente i Farisei, seppure, nella propria arena privata, preferissero evitare la pratica di sacrifici animali, e non venire meno ai propri voti di purezza.

6. Tuttavia, piuttosto che restaurare il Tempio in base ad un ideale di purezza, pare che gli Asmonei non solo evitarono di rispettare le regole all’epoca in vigore per gli Alti Sacerdoti, ma tornarono addirittura alle pratiche “abominevoli” del lontano passato.

7. Le opere dei Maccabei e degli studiosi biblici tendono a minimizzare l’effettivo oggetto della contesa, affermando che la disputa fosse sulla legittimità alla carica di Re da parte delle linee di sangue degli Asmonei.

8. Tali affermazioni potrebbero sembrare legittime, appaiono tuttavia più simili ad una “cortina fumogena” in grado di nascondere qualcosa di assai più terribile – ovvero il ritorno agli antichi rituali Giudaici legati ai sacrifici di sangue, appunto nel Tempio costruito per scoraggiare definitivamente quel genere di pratiche.

9. Una prova per vie traverse potrebbe essere dedotta, in questo senso, dal riferimento all’adorazione di altre divinità, e dal riferimento a Zeus.

10. Zeus è fortemente caratterizzato nel pantheon di divinità di origine Orfica, rappresentando inoltre l’equivalente di Baal. Quindi, affermare che Zeus venisse adorato nei templi dai primi Maccabei è una modalità assai sottile per affermare che l’adorazione di Baal/Dagon/Satana fosse tornata in auge nel luogo originario della sua adorazione dopo 400 anni di assenza.

11. Sebbene i Farisei si fossero opposti alle guerre di espansione degli Asmonei, le differenze politiche tra tali fazioni si acuirono quando i Farisei fecero richiesta del fatto che il Re Asmoneo Alessandro Gianneo (Alexander Jannaeus) scegliesse tra la carica di Re e quella di Alto Sacerdote.

12. In risposta a tale atteggiamento, Alessandro Gianneo si schierò apertamente con i Sadducei adottando i loro riti all’interno del Tempio. La sua condotta portò allo scontro nell’ambito del Tempio e condusse ad una guerra civile di breve durata che terminò con una sanguinosa repressione ai danni dei Farisei.

13. Josephus, il comandante traditore che salvò la propria vita e che successivamente si trasferì a Roma, scrisse successivamente un resoconto in cui affermò che le leggi imposte da Alessandro si fossero dimostrate tanto causa di immani spargimenti di sangue quanto crudeli.

14. (Alessandro), oltraggiato dal fatto di essere stato preso di mira dai Farisei, fece uccidere dai propri soldati ben 6.000 componenti della fazione che lo aveva contrastato. Ciò causò una guerra civile che durò circa 6 anni e che costò 50.000 vittime tra gli Ebrei.

15. Quando la guerra infine terminò, Josephus riporta che Alessandro abbia trasportato una parte dei suoi prigionieri di guerra Ebraici, buona parte di loro probabilmente Farisei, a “Gerusalemme, dove compì nei loro confronti uno dei più atroci atti possibili, dato che mentre festeggiava con le sue concubine, di fronte a tutta la città, ordinò che 800 di questi venissero crocifissi, e mentre erano ancora in vita ordinò che le gole delle mogli e dei figli venissero tagliate di fronte ai loro occhi” (bk. 13, capitolo 14, sezione 2, “The Antiquities of the Jews”).

16. Alessandro divenne costantemente più impopolare tra gli Ebrei, a causa della guerra civile e delle sue tendenze pro-Sadducee ed Ellenizzanti. L’influenza dei Sadducei restò prevalente fino alla sua morte nel 76 avanti Cristo. Sul suo letto di morte, Alessandro incaricò sua moglie, Salomè Alessandra, di trovare un accordo di pace con i Farisei, dato che la loro influenza sulla popolazione restava enorme.

17. In una affermazione che pare richiamare alla mente una critica pesantissima di Gesù nei confronti dei Farisei del suo tempo, il Talmud Babilonese riporta che Alessandro avesse riferito a Salomè: “Non temere i Farisei e i non Farisei, ma gli ipocriti che scimmiottano i Farisei” (Sotah 22b). Una volta al potere, Salomè seguì il consiglio di suo marito e cominciò a favorire con maggior decisione i Farisei. Tale condotta non si dimostrò ardua per lei, dato che suo fratello, Simone ben Shetech, rappresentava appunto il leader dei Farisei in quella fase.

18. Durante il regno di Salomè (76-67 avanti Cristo), i Sadducei persero buona parte della propria influenza. Sebbene Salomè fosse stata riconosciuta come leader della nazione, divenne subito ovvio che i Farisei avessero riguadagnato una significativa influenza.

19. Furono reintrodotti nel Sinedrio e si trasformarono nella forza di maggioranza nell’ambito della politica nazionale. A tutti gli effetti, si trasformarono nel “vero potere dietro il trono”.

20. Ormai in una posizione tale da potersi vendicare delle precedenti persecuzioni ad opera della fazione pro-Sadducea, operarono in maniera tale che numerosi tra coloro i quali erano stati i consiglieri di Alessandro fossero messi a morte. Dopo una serie di proteste ad opera dei Sadducei, anche da parte di suo figlio Aristobolo II, Salomè permise a questi ultimi di lasciare Gerusalemme per ritirarsi nelle fortezze che circondavano la città.

21. Alla morte di suo figlio maggiore Ircano (Hyrcanus), (Salomè) ricercò infine l’appoggio dei Sadducei, e il suo figlio più giovane, Aristobolo (Aristobulus), fu il tramite essenziale per assicurarle tale appoggio.

(fonte: The Hasmoneans – Traduzione: Heimskringla)

… continua con il Capitolo 10…

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